BANCHE SEMPRE MENO AFFIDABILI!


“Dire che tutti i problemi vengono dalle banche è strutturalmente sbagliato. L’economia reale è in difficoltà, le imprese, soprattutto le piccole, sono in difficoltà per il forte allungamento dei tempi di pagamento dei loro clienti e le banche le stanno sostenendo in questo fenomeno”. Queste le parole di Alessandro Profumo, ritenuto il numero 1 dei banchieri italiani.
Peccato che chi è a contatto tutti i giorni con aziende e risparmiatori o ha avuto la “fortuna” di lavorare in Banca, sappia che le cose sono molto diverse da come le racconta Profumo; questa frase suona più come una“battuta” di pessimo gusto, se non addirittura come una vera e propria presa in giro, che non rispecchia il reale andamento delle cose.
Nei giorni scorsi la Banca centrale europea ha iniettato nel sistema creditizio la cifra record di 442 miliardi di euro al tasso d’interesse dell’1%, proprio per facilitare la ripresa dell’economia reale.
Ma dove va a finire tutta questa liquidità?
Viene girata a chi ne ha veramente bisogno, al circuito produttivo e alle famiglie??
La risposta purtroppo è no, se non in minima parte!
Viene utilizzata dalle banche per fare speculazioni sui mercati finanziari e per ottenere plusvalenze che abbelliscono le trimestrali. Tutti sappiamo che le Borse infatti non rispecchiano minimamente l’andamento dell’economia reale e vengono artificiosamente “tenute” dalla abbondante liquidità presente sui mercati. Si cerca in questo modo anche di ripristinare la fiducia, ma per quanto tempo ci si riuscirà ancora se l’economia reale non riparte?
Oppure si continua a finanziare i soliti noti, i grandi gruppi, gli amici degli amici; da una statistica uscita in questi giorni emerge che i grandi gruppi industriali sono sempre più “cattivi pagatori”.
E’ proprio sulle grandi imprese che si concentrano le sofferenze degli istituti di credito; guarda a caso, nei consigli di amministrazione dei più importanti istituti di credito, sono presenti proprio questi grandi imprenditori o persone a loro molto vicine.
Si dice che bisogna rispettare Basilea 2, così le aziende vengono classificate con un rating basato su parametri che forse andrebbero bene in momenti in cui l’Economia non è così’ in crisi.
Così con questa scusa la piccola e media azienda , cioè l’Italia vera che produce , quella che è sempre stata il fulcro dell’economia, è sempre più in difficoltà! Le banche tagliano le linee di credito, oppure aumentano in maniera scandalosa i tassi d’interesse.
Ad aziende, ma anche ad artigiani e commercianti gli istituti chiedono il rientro da un giorno all’altro nelle linee di credito, mettendo in crisi famiglie intere.
I mutui oggi vengono erogati con spread anche del 2 o 2,5%.
Questo proprio nel momento in cui l’euribor, che è sempre stato il parametro preso come riferimento, è ai minimi storici. Quando l’anno scorso era ben oltre il 5% era il faro da utilizzare, quello su cui si basavano tutte le operazioni di finanziamento; ora, solo perché è ai minimi storici e non permette alle banche di fare abbastanza utili, non viene più considerato attendibile e si applicano tassi fissi o spread anche di 5/6 punti.
Ma allora perché la Bce ha portato il costo del denaro ai minimi, se poi le Banche lo fanno pagare quanto e più di prima?
In periodi di crisi come questo le banche devono sostenere le aziende e gli imprenditori che se lo meritano, è quella la loro funzione principale, altrimenti la crisi sarà solo agli inizi e sarà ancora più lunga e dolorosa di ciò che oggi si pensa.
Nei giorni scorsi Tremonti ha detto “ Noi non vogliamo dare soldi alle banche, vogliamo dare soldi all’economia”; nobili intenzioni, peccato che nella pratica non succeda questo e le Banche si siano mangiate molti soldi effettuando operazioni quanto meno discutibili, finanziando imprenditori e gruppi che non se lo meritavano, acquistando banche decotte o società parabancarie sull’orlo del fallimento.
E, come sempre succede, purtroppo, il conto salato lo pagano sempre gli stessi.

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