IL DECALOGO DELL’INVESTITORE CONSAPEVOLE

Nel momento in cui ci si trova a dover investire i propri capitali è bene, prima di tutto, tener conto di alcuni suggerimenti che aiutano a vivere con meno ansia il rapporto con i propri investimenti e ad evitare scelte sbagliate.
1)  Avere le idee chiare su cosa ottenere dai propri soldi:          protezione dall’inflazione per i capitali che si prevede di utilizzare nei prossimi 1-3 anni, oppure da rischi di tipo personale (infortunio, invalidità, morte) e patrimoniale (Rc, abitazione);  investimento per i risparmi che non servono nei prossimi 3-5 anni;  previdenza  per le somme che dovranno andare ad integrare la pensione futura                                     
 2) Non investire mai in un unico strumento finanziario. La fase più importante è la cosiddetta Asset Allocation, ovvero la ripartizione del proprio patrimonio tra classi di attività reali (immobili, terreni ecc.) e finanziarie, individuando tra quest’ultime la quota da riservare all’investimento monetario/obbligazionario e quella invece da destinare all’investimento azionario, a valute o commodities. Gli studi condotti sui Fondi Pensione americani hanno dimostrato che nel lungo periodo il 91% della performance deriva da una corretta asset allocation, mentre solo il 9% restante deriva dalla corretta entrata ed uscita dai mercati  (market timing) e dell’attività di selezione dei titoli (stock picking).                                   
3) Capire bene la propria propensione al rischio (variabile nel tempo), la conoscenza che si ha dei vari strumenti finanziari, il proprio orizzonte temporale e gli obiettivi d’investimento.
4) Non esistono metodi infallibili per guadagnare sempre e comunque in ogni situazione di mercatoPer poter ottenere buone performance nel tempo, occorre un buon metodo, disciplina e la capacità di non lasciarsi coinvolgere troppo emotivamente dagli avvenimenti che ciclicamente condizionano i mercati finanziari. 
5) Valutare attentamente ogni proposta di investimento. Spessissimo capita che il consulente della banca, piuttosto che il promotore finanziario propongano i classici prodotti da budget.  Con il pretesto che vi dicono che sono “in esaurimento” o che devono essere sottoscritti entro una certa data, spesso vi consegnano la documentazione ed i prospetti informativi che elencano le caratteristiche dei prodotti, solo dopo che avete già firmato . Prendetevi sempre il tempo che serve per leggere tutto con calma, prima di firmare.
6) Non investire in strumenti non quotati.  Molto spesso le banche o la posta consigliano strumenti non quotati su Mercati Ufficiali regolamentati. Questo crea problemi di liquidabilità dell’investimento in caso si smobilizzo anticipato prima della scadenza, oltre al fatto che questi strumenti sono inefficienti, perché inutilmente costosi e poco trasparenti (è il caso delle gestioni patrimoniali, delle unit linked, delle obbligazioni strutturate).
7) Per la protezione del capitale utilizzare titoli di stato nazionali e sovranazionali a breve termine, conti di deposito ad alta remunerazione (vedi banche online) ed Etf, i cui costi di gestione sono bassissimi. Evitare del tutto i fondi monetari, i cui costi di gestione, attualmente, superano il rendimento atteso.
8) Per gli investimenti utilizzare: per la parte obbligazionaria titoli di stato, di enti sovranazionali, titoli di società con alto rating creditizio ed Etf; anche in questo caso evitare fondi comuni obbligazionari. Per la parte azionaria Etf o fondi comuni che abbiano mostrato di dare, con costanza, nel tempo  un vero valore aggiunto. Ovviamente il mix tra azioni ed obbligazioni per ogni investitore varia in base a diversi parametri, quali età, esperienza, propensione al rischio, obiettivi.
9) Per accantonare risparmi.  Evitare del tutto le cosiddette polizze vita che sono inutilmente costose, a causa dei caricamenti sui premi versati, e poco trasparenti. Meglio investire in obbligazioni ed Etf. Molto interessante è anche la formula dell’investimento rateizzato attraverso i piani di accumulo (PAC) in fondi comuni azionari o meglio ancora in Etf (accessibili attraverso le banche on line).
10) Se non siete investitori fai da te ed avete l’esigenza di una consulenza,  sappiate che il consulente della banca o il promotore finanziario sono dei venditori di prodotti finanziari e sono in conflitto d’interesse. Oggi esiste la figura del consulente finanziario indipendente che, lavorando esclusivamente a parcella, consiglia investimenti su misura, adatti alle vere esigenze dei risparmiatori, con notevole risparmio di costi.
Fabrizio Taccuso – Studio Andreoli & Taccuso – Mantova

fabrizio.taccuso@alice.it

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