GUADAGNARE CON I CALI DELLE BORSE

Capita spesso, alla fine di giornate come quella di ieri, di sentire dai telegiornali che le Borse hanno “bruciato” centinaia di miliardi di euro. La metafora sta ad indicare che la capitalizzazione complessiva della Borsa è andata in fumo per un importo equivalente e che i risparmiatori hanno sostanzialmente perso parecchi quattrini.

Sappiamo però tutti che a fronte di un investitore che perde c’è un investitore che guadagna che, quasi sempre, è costituito dalle cosiddette “mani forti” o Big Investor. Questi soggetti hanno a disposizione informazioni riservate e strumenti molto sofisticati per scommettere sui ribassi di un titolo o di un intero listino.
E’ utile però sapere che ci sono strumenti alla portata anche dei singoli investitori.
In questo spazio vorrei sintetizzare, anche per motivi di praticità, le strategie più “semplici” che si possono utilizzare attraverso opzioni, futures ed Etf Short. Tali strategie possono essere sia di copertura del portafoglio che di speculazione vera e propria.
Attraverso l’opzione put il detentore ha la facoltà e non l’obbligo di vendere un’attività sottostante (singola azione o un intero indice) alla scadenza ad un prezzo prefissato. L’acquisto di un’opzione put è assimilabile al premio pagato per un’assicurazione. Se l’evento non si verifica la  perdita massima è circoscritta al pagamento del premio, in caso contrario guadagnerò il differenziale tra il valore del prezzo di esercizio (detto in gergo strike price) ed il prezzo di mercato. Un esempio può chiarire meglio il tutto: il valore dell’indice Ftse Mib oggi è 17.500; siccome sono convinto che il mercato possa scendere nei prossimi giorni sotto 17.000 (strike price) compro un’opzione put sulla scadenza di agosto, pagando un premio che vale 450. Se alla scadenza il valore dell’indice è 16.000, avrò vinto la mia scommessa ed incasserò 550, ossia la differenza 17000 (strike price) e 16000 (valore di mercato) e  il premio pagato 450.
Diverso è il caso del Future. Esso rappresenta il contratto attraverso il quale due parti si obbligano entro una certa data a scambiarsi un’attività finanziaria. Riferendoci sempre al nostro indice principale il Ftse Mib, se ho in portafoglio diverse blue chips e mi aspetto un ribasso del mercato, ma non voglio vendere i miei titoli, posso coprire il mio portafoglio vendendo l’intero indice come copertura. Cosi’ se oggi l’indice è 17.500 e supponendo che tra qualche giorno scenda a 16.000, vendendo il future oggi e ricomprandolo al verificarsi dell’evento, incasserò 7.500 euro (1500 x 5 che è il moltiplicatore fisso). A differenza del caso precedente dell’opzione, qualora la mia previsione si riveli errata, la perdita è potenzialmente illimitata nell’importo, per cui bisogna prestare la massima attenzione.
L’ultimo esempio che prendiamo in considerazione ai fini di strategie ribassiste è legato all’utilizzo di Etf Short. L’offerta di questa tipologia di strumenti è ormai molto varia e comprende sia i principali indici azionari internazionali che singoli settori (ad esempio banche, salute, Oil & Gas, utilities).
Chi compra un ETF  Short si troverà possessore di un titolo che si muove in direzione opposta rispetto all’indice sottostante. Anche in questo caso facciamo un esempio. Se un ipotetico investitore avesse scommesso sul ribasso dell’indice Stoxx 600 delle banche comprando il 18 di febbraio di quest’anno 100 quote dell’analogo Etf, avrebbe pagato 2700 euro. Oggi le stesse 100 quote varrebbero 3500 euro con un rialzo in pochi mesi del 29% a fronte del tonfo dell’indice bancario.

Esistono quindi strumenti che, se ben gestiti, permettono di guadagnare anche in condizione di mercato negative come negli ultimi tempi.
Riteniamo tuttavia del tutto sconsigliabile l’utilizzo “fai da te” senza un minimo di conoscenza e cultura finanziaria. Dall’altro lato è anche bene precisare che tutti questi strumenti non vengono quasi mai proposti nè dalle banche, nè dai promotori finanziari, in quanto ritenuti poco strategici e molto meno remunerativi (per loro) rispetto ai fondi comuni, alle obbligazioni della casa o alle Polizze Unit e Index Linked.

Fabrizio Taccuso – Studio Andreoli & Taccuso – Mantova
fabrizio.taccuso@alice.it

Fabrizio Taccuso

Fabrizio Taccuso, consulente finanziario indipendente, ha lavorato per vent’anni nel settore della Consulenza Finanziaria ai privati. Nel 2006 ha conseguito la certificazione internazionale €PFA di primo livello di European Financial Advisor. Nel 2007 ha frequentato il Master in Fee Only Financial Planning di Consultique e si è iscritto a Nafop. Segui Fabrizio Taccuso su Google+

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