LA FAVOLA DEL LUNGO TERMINE

Che cosa consiglia ai risparmiatori che in questo periodo tanto tranquilli non sono? “Di non fare scelte affrettate. Ecco, magari suggerirei di allungare l’orizzonte temporale nell’ordine di qualche anno, anche se sono abbastanza convinto che già dai prossimi mesi le perdite si recupereranno”. Queste le parole, di qualche giorno fa, in un’intervista al Sole 24 Ore, dell’amministratore delegato di uno dei principali gruppi del risparmio gestito italiano. Un paio di considerazioni sono obbligate: non è detto che i mercati possano recuperare a breve, ovviamente lo speriamo tutti, ma siamo nel campo della pura speranza e, chissà, forse delle illusioni. Relativamente all’altra affermazione di allungare l’orizzonte temporale si commenta da sola…. Parte dalla mitologia della finanza tradizionale secondo la quale le azioni rendono più delle obbligazioni e, più è lungo l’orizzonte temporale, minore è il rischio!!! Si tratta però di intenderci sul concetto di lungo termine! Quanto deve essere lungo il “lungo termine”? Un ipotetico risparmiatore che avesse sottoscritto nel 2000 un fondo comune azionario investito sulla Borsa Italiana, avrebbe comprato con l’indice Ftse Mib a 50000 punti (vedi grafico allegato dal 1999 ad oggi); oggi, dopo ben undici anni, si troverebbe il valore dello stesso indice a 15000 punti, con una perdita del 70%. Nel frattempo avrebbe continuato a pagare, inutilmente, le commissioni di gestione del fondo, che mediamente oscillano tra il 2,50% ed il 3% annue. Quindi avrebbe aggiunto al danno anche la beffa! Undici anni non sono lungo termine? Quanto tempo servirà affinchè l’indice torni a 50000 punti non è dato sapersi, possiamo però dire che servirà un rialzo dell’intero listino del 233%!! Eppure il “sistema”, in netto conflitto d’interesse, racconta ancora oggi ai risparmiatori storielle, ampiamente smentite dai fatti, che bisogna vedere gli investimenti nel lungo termine. Cosa fare dunque in scenari tanto difficili? La risposta è pressochè obbligata: soltanto un’accurata pianificazione finanziaria ed una gestione dinamica e personalizzata dei propri investimenti, che tenga conto dei veri obiettivi di vita (es. acquisto dell’abitazione, mettere da parte capitale per quando i figli saranno grandi, oppure costruirsi una pensione integrativa) può aiutare veramente gli investitori. Ma deve essere basata su strumenti efficienti e flessibili, adatti a cavalcare ogni fase di mercato e deve essere fatta da chi dà raccomandazioni di investimento non viziate da conflitti d’interesse! Pensate forse ancora che le banche possano offrirvi tutto questo?

Fabrizio Taccuso – Studio Andreoli & Taccuso – Mantova
fabrizio.taccuso@alice.it

Fabrizio Taccuso

Fabrizio Taccuso, consulente finanziario indipendente, ha lavorato per vent’anni nel settore della Consulenza Finanziaria ai privati. Nel 2006 ha conseguito la certificazione internazionale €PFA di primo livello di European Financial Advisor. Nel 2007 ha frequentato il Master in Fee Only Financial Planning di Consultique e si è iscritto a Nafop. Segui Fabrizio Taccuso su Google+

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