La favola del lungo termine

Lungo termine è un concetto di investimento in ambito finanziario che ha un orizzonte temporale di almeno cinque anni. Più tempo si è disposti a concedere agli investimenti maggiori dovrebbero essere le potenzialità di rendimento.

Ma è sempre così? Proprio in questi giorni leggevo un’intervista sul Sole 24 Ore all’amministratore delegato di uno dei principali grippi del risparmio gestito italiano.

Che cosa consiglia ai risparmiatori che in questo periodo tanto tranquilli non sono?

Di non fare scelte affrettate. Ecco, magari suggerirei di allungare l’orizzonte temporale nell’ordine di qualche anno, anche se sono abbastanza convinto che già dai prossimi mesi le perdite si recupereranno“.

Un paio di considerazioni sono obbligate: non è detto che i mercati possano recuperare a breve, ovviamente lo speriamo tutti, ma siamo nel campo della pura speranza e, chissà, forse delle illusioni. Relativamente all’altra affermazione di allungare l’orizzonte temporale si commenta da sola… Parte proprio dalla considerazione della finanza tradizionale accennata all’inizio, secondo la quale le azioni rendono più delle obbligazioni e, più è lungo l’orizzonte temporale, minore è il rischio!!!

Si tratta però di intenderci sul concetto di lungo termine! Quanto deve essere lungo il “lungo termine”?

Un ipotetico risparmiatore che avesse sottoscritto nel 2000 un fondo comune azionario investito sulla Borsa Italiana, avrebbe comprato con l’indice Ftse Mib a 50.000 punti (vedi grafico allegato dal 1999 ad oggi). Oggi, dopo ben undici anni, si troverebbe con il valore dello stesso indice a 15000 punti ed una perdita del 70%.

Lungo Termine - grafico Ftse Mib da 1999 ad oggi

Lungo Termine – grafico Ftse Mib da 1999 ad oggi

Nel frattempo avrebbe continuato a pagare, inutilmente, le commissioni di gestione del fondo, che mediamente oscillano tra il 2,50% ed il 3% annue. Quindi avrebbe aggiunto al danno anche la beffa!

Undici anni non sono lungo termine?

Quanto tempo servirà affinchè l’indice torni a 50000 punti non è dato sapersi. Possiamo però dire che servirà un rialzo dell’intero listino del 233%!!

Eppure il “sistema”, in netto conflitto d’interesse, racconta ancora oggi ai risparmiatori storielle, ampiamente smentite dai fatti, che bisogna vedere gli investimenti nel lungo termine.

Cosa fare dunque in scenari tanto difficili?

La risposta è pressochè obbligata: serve un’accurata pianificazione finanziaria ed una gestione dinamica e personalizzata dei propri investimenti.  Bisogna tener conto dei propri obiettivi di vita (es. acquisto dell’abitazione, mettere da parte capitale per quando i figli saranno grandi, oppure costruirsi una pensione integrativa). Questo può aiutare veramente gli investitori. Una pianificazione efficace deve utilizzare strumenti efficienti e flessibili.

Soprattutto una pianificazione efficace deve essere fatta da chi dà raccomandazioni di investimento non viziate da conflitti d’interesse!

Pensate forse ancora che le banche possano offrire tutto questo?

Fabrizio Taccuso 

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