UN’IDEA INTERESSANTE DI TRADING: IL BUND FUTURE

Nell’appuntamento di questo fine settimana voglio segnalare uno spunto di trading che ritengo possa essere molto profittevole nei prossimi giorni e che sto cavalcando da un pò di tempo con molte soddisfazioni: riguarda il Bund, il titolo di stato tedesco..

Il termine Bund, sino a poco tempo fa conosciuto quasi esclusivamente dagli addetti ai lavori, è ultimamente diventato molto di moda, in quanto su tutti i media si fa un gran parlare dello spread, ossia il differenziale di rendimento, tra il Bund appunto ed il Btp (il titolo di stato italiano). Lo spread viene misurato sul titolo decennale dei due paesi ed attualmente è pari a 4,14%, in quanto il Bund rende il 2,16%, mentre il nostro Btp il 6,30%.

La prima considerazione che sorge spontanea è dunque che è più remunerativo investire sui nostri titoli di stato piuttosto che su quelli tedeschi. Ma non bisogna dimenticare una delle regole d’oro della finanza, ossia che a un maggior rendimento corrisponde, normalmente, un maggior rischio. E gli investitori privati ed istituzionali, soprattutto, per investire sull’Italia, che ritengono meno affidabile, richiedono rendimenti molto più elevati.

Tuttavia, anche se il Bund può rappresentare un porto sicuro, l’andamento dell’ultima asta di titoli di stato tedeschi è stato definito disastroso, in quanto a fronte di  6 mld di titoli in collocamento ne sono stati richiesti solamente 3,6. Al rendimento proposto del 1,98% gli investitori si sono mostrati poco interessati. Poichè la crisi europea sta ormai contagiando anche l’economia tedesca, potrebbe innescarsi a breve un movimento di rialzo dei tassi anche sui titoli tedeschi che potrebbe essere sfruttato attraverso il “future” sul Bund, quotato sul  mercato Eurex.

Il contratto “future” è un accordo tra due parti per comprare o vendere un’attività ad una certa data futura ad un prezzo stabilito oggi. Vi sono contratti futures su indici azionari, obbligazionari, su valute e su materie prime. Nel caso del Bund Future l’attività sottostante è un titolo emesso dal governo tedesco con scadenza compresa tra 8,5 e 10,5 anni. Come ogni futures, il Bund può essere utilizzato per copertura o per speculazione. Il contratto ha scadenza trimestrale (marzo, giugno, settembre e dicembre).

Il principio fondamentale che regola il Bund è che al crescere dei tassi d’interesse il prezzo del future cala e viceversa in caso di discesa dei tassi. Avendo come sottostante un’obbligazione, il Bund Future ha un’oscillazione di prezzo (volatilità) più bassa degli indici azionari. I contratti future permettono d’investire con la cosiddetta “leva finanziaria”, in quanto depositando un margine, a titolo di garanzia,  presso la banca su cui si opera, s’investe in realtà su un importo molto maggiore; nel caso del  Bund, la cui quotazione alla chiusura di venerdi’ 9 dicembre era 135,37 s’investe su 135.370 euro. Ogni tick pari ad un’oscillazione di un centesimo (0,01) vale 10 euro.

Se osserviamo il grafico, notiamo che il valore del Bund dopo un rialzo molto violento partito ad aprile da 118, ha raggiunto i massimi storici tra ottobre e novembre a 140. Un ipotetico investitore che avesse cavalcato tutto il movimento rialzista avrebbe conseguito un profitto di 22mila euro.

Attualmente per i motivi sopradescritti ed anche per considerazioni legate all’analisi ciclica, è più che possibile un ritracciamento di parte del movimento fatto in questi mesi, realizzando un buon profitto. Come sempre va, tuttavia, precisato che trattandosi di operazioni prettamente speculative, è del tutto sconsigliabile l’utilizzo “fai da te” di tale strumento senza un minimo di conoscenza e cultura finanziaria.

Fabrizio Taccuso – Studio Andreoli & Taccuso – Mantova
fabrizio.taccuso@alice.it

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