Banche italiane nell’occhio del ciclone

Le banche italiane sono di nuovo in crisi.

Se qualcuno sperava che la seconda ondata di liquidità dell’operazione LTRO arrivasse a coloro che dovevano essere i veri beneficiari, ossia aziende e privati, è rimasto deluso.

Banche italiane

Banche italiane

Nella mia attività di consulente ho a che fare quotidianamente con banche e clienti. Ciò che si sta verificando è piuttosto una contrazione del credito, con riduzioni degli affidamenti. Oppure, quando ciò non avviene, un peggioramento delle condizioni, con la banca che invia ai clienti una comunicazione del tipo “stante le mutate condizioni del mercato creditizio e l’aumento del rischio generale di controparte, il tasso debitore verrà peggiorato di x punti percentuali”.

Tutto questo mentre il tasso euribor, usato come parametro di riferimento per le operazioni di finanziamento, scende ininterrottamente da inizio anno.

E’ evidente che le banche hanno preferito prendere a prestito la liquidità della Bce al tasso ridicolo dell’1% per tre anni. L’hanno  investita in titoli di Stato italiani o hanno ricomprato le loro obbligazione già in circolazione, piuttosto che prestarla a privati ed aziende.

E così la crisi che sta investendo l’economia italiana anzichè diminuire s’incancrenisce ancora di più!

Ma stavolta la scelta dei banchieri italiani rischia di diventare un boomerang. Il New York Times e l’Herald Tribune hanno infatti lanciato un allarme sulle banche italiane e spagnole. Da novembre a febbraio le banche spagnole hanno aumentato a 68 miliardi di euro le loro scorte di titoli di Stato. Quelle italiane le hanno portate a 58 miliardi, comprando bond dei rispettivi paesi. Il rapporto tra “rischio delle banche e rischio sovrano è aumentato” dice Societe Generale. Mentre Credit Suisse lamenta il fatto che “le banche prestano ai loro governi e non alle imprese“.

I fallimenti di aziende italiane si susseguono e tante altre sono con l’acqua alla gola. E nonostante le banche italiane riescano a fare guadagni facili grazie a Draghi ed alla Bce, sono tornate di nuovo nell’occhio del ciclone.  

Le quotazioni dei titoli in Borsa sono piuttosto eloquenti… 

Fabrizio Taccuso

 

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