I “consigli” che fanno ricche le banche

I consigli che vengono dispensati in banca non sono certo disinteressati.

Anzi in banca accade spesso quello che in altri ambiti non è minimamente pensabile. Si pagano commissioni alte sui prodotti senza nemmeno fiatare.

Consigli delle banche

Consigli delle banche

E’ vero che in questo caso, probabilmente, lasimmetria informativa tra chi colloca i prodotti (la banca) e chi lo sottoscrive (il cliente) è più spiccata che in altri settori, ma trovo sicuramente strano che i risparmiatori non si accorgano, o non vogliono accorgersi, che i “consigli” ricevuti allo sportello bancario sono finalizzati alla redditività della banca stessa. Si spingono infatti  i prodotti più funzionali all’esigenza di incamerare velocemente commissioni a danno dell’interesse del cliente.

Ecco perchè si fanno sottoscrivere prodotti tipo le polizze index (le più costose e meno efficienti), le obbligazioni strutturate che garantiscono forti upfront (cioè commissioni iniziali)  e che ingessano per diversi anni i risparmiatori.

Cosi’ come ai clienti si fanno ancora discorsi ormai diventati anacronistici come guardare gli investimenti nel lungo termine, perchè nel tempo l’azionario paga sempre. Sarebbe il caso di chiedere anche ai tanti sottoscrittori di gestioni patrimoniali e fondi comuni se sono contenti di sommare salatissime commissioni. Si tratta di almeno il 3% all’anno tra commissioni di gestione, di negoziazione, performance. Sono commissioni che gli investitori sostengono ogni anno, a prescindere dai risultati ottenuti! Questo significa che spesso al danno (perdita di valore) si aggiunge la beffa (commissioni)!

Da alcune statistiche emerge che gli italiani dedicano meno di un’ora alla settimana alla cura dei propri interessi finanziari. Se si considera il  tempo che viene dedicato ad interessi più banali e di certo meno utili, la cosa è alquanto strana! E direi anche grave…

Fabrizio Taccuso

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