Attenzione alle obbligazioni bancarie

Le obbligazioni bancarie si rivelano quasi sempre un pessimo affare per chi le sottoscrive ed un ottimo affare per chi invece le colloca, cioè la banca stessa!

Obbligazioni bancarie

Obbligazioni bancarie

Poichè in base ai parametri imposti da Basilea le banche devono mantenere un certo equilibrio tra raccolta ed impieghi,  per poter erogare prestiti e mutui ai privati o per concedere alle aziende le varie linee di credito (affidamenti), hanno necessità di raccogliere liquidità sui mercati finanziari e presso la propria clientela.

La forma di raccolta che interessa principalmente alle banche è la cosiddetta raccolta diretta, costituita dai saldi dei conti correnti dei clienti, dai certificati di deposito, dai conti di deposito e dalle obbligazioni proprie. Tra questi, il tipo di raccolta più gradito alle banche è quello derivante  dall’emissione di proprie obbligazioni, in quanto oltre ad assicurare notevoli margini di guadagno, normalmente vincolano il cliente per diversi anni e costituiscono quindi una forma stabile di raccolta nel tempo.

Quello che però mi preme sottolineare, è che per i clienti non è quasi mai conveniente sottoscrivere le obbligazioni bancarie, specialmente in fase di emissione. Infatti, oltre a remunerare meno di banalissimi titoli di stato di pari scadenza, in questa fase il prezzo dell’obbligazione viene sempre gravato da commissioni ed oneri vari che vengono pagati dal cliente e vanno a remunerare la struttura (direzione centrale della banca, la filiale che li colloca, promotori vari).

Gli sportellisti della banca vengono pressati quotidianamente dalle loro direzioni per collocarle ai clienti e quasi sempre ci riescono, sfruttando l’asimmetria informativa che li avvantaggia. Vediamo un banalissimo esempio proprio di questi giorni.
Il prestito obbligazionario in questione è emesso da Ubi Banca e si tratta di un subordinato lower tier 2 a tasso misto della durata di 7 anni con scadenza 08/10/2019.

Le peculiarità che distinguono i prestiti subordinati dalle altre obbligazioni sono due:

  •  il rendimento;
  • la subordinazione del pagamento degli interessi con la restituzione del capitale.

Il rendimento di un prestito subordinato è sempre più alto rispetto alle obbligazioni ordinarie. Apparentemente questo è un aspetto positivo, se non fosse che in finanza il principio è che ad un più alto rendimento corrisponde un rischio maggiore. In questo caso il termine subordinato sta ad indicare che alla scadenza o in caso di liquidazione (fallimento) i prestiti subordinati saranno pagato solo dopo che saranno stati soddisfatti tutti gli altri creditori. In sostanza trattasi di obbligazioni di serie “b”, tali da giustificare l’alto rendimento.

Nel caso in questione il prestito subordinato nei primi due anni corrisponderà un tasso lordo del 7,25 (5,80% netto). Nei successivi cinque anni al fine del pagamento delle cedole (trimestrali) verrà preso come riferimento l’Euribor a 3 mesi che sarà maggiorato di uno spread del 5%.

Prospetto Obbligazione Subordinata Ubi

Quello che non viene però evidenziato e che balza all’occhio solo se si guarda con attenzione la scheda prodotto, è che il prezzo del titolo 96,55 (vedi allegato a fianco) viene maggiorato in fase di emissione di 1% di commissioni di collocamento e 2,45% di oneri impliciti. In pratica un cliente che volesse sottoscrivere 100 mila euro nominali di queste obbligazioni bancarie pagherebbe un sovrapprezzo di 3.450 euro. Terminato il periodo di offerta, le obbligazioni verranno quotate sul Mercato Telematico delle Obbligazioni (MOT) e con molta probabilità quoteranno ad un prezzo vicino al valore teorico di 96,55.

Quindi il cliente si troverà da subito con una valorizzazione del suo investimento nettamente inferiore al capitale sottoscritto, cosa che potrebbe tranquillamente evitare comprando eventualmente l’obbligazione nella fase di trattazione sul mercato telematico.

Tutto questo ovviamente a prescindere dalle doverose valutazioni da farsi sull’opportunità di sottoscrivere un prestito subordinato.

Sappiamo infatti che il rendimento è solo uno dei tanti aspetti da considerare nel momento in cui si effettua un investimento.

Fabrizio Taccuso

Fabrizio Taccuso

Fabrizio Taccuso, consulente finanziario indipendente, ha lavorato per vent’anni nel settore della Consulenza Finanziaria ai privati. Nel 2006 ha conseguito la certificazione internazionale €PFA di primo livello di European Financial Advisor. Nel 2007 ha frequentato il Master in Fee Only Financial Planning di Consultique e si è iscritto a Nafop. Segui Fabrizio Taccuso su Google+

One comment for “Attenzione alle obbligazioni bancarie

  1. Anonymous

    Grazie del consiglio ;sono 5 giorni che il commerciale della mia banca mia banca mi chiama per sottoscrivere le loro obbligazioni…..usurai legalizzati…..

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