BORSE ED ECONOMIA REALE, DUE REALTA’ SLEGATE

La scorsa settimana, pur con dei distinguo, i mercati finanziari hanno chiuso in positivo, confermando la tendenza generale di fondo che, dal 4 di giugno, ha originato un movimento decisamente importante su tutti gli indici.
Per quanto riguarda l’Europa, si sono avute le decisioni di BoE e BCE sui tassi di interesse; la Bank of England ha lasciato, come ci si attendeva, i tassi d’interesse allo 0,50% ed il programma di acquisto di asset a 375 mld di sterline. Anche la BCE ha mantenuto i tassi allo 0,75% senza particolari novità: il governatore Draghi si è detto pronto all’acquisto di titoli di stato, ma solo su richiesta dei governi e le condizioni cui sono subordinati gli aiuti del fondo salva-Stati non devono essere necessariamente punitive.

Mentre in Spagna l’emissione obbligazionaria ha mantenuto rendimenti sottocontrollo, grazie all’opinione che Madrid non si trovi proprio con l’acqua alla gola, le notizie che provengono dalla Grecia sono peggiori: senza la nuova tranche di aiuti internazionali il Paese ellenico non potrà rispettare i propri oneri finanziari entro novembre. Il premier Samaras ha rivelato infatti che la liquidità disponibile per Atene scarseggia e sarà necessario, in qualche modo, diminuire gli interessi che il governo greco paga periodicamente oppure ristrutturare il programma di scadenze previsto.

Negli Stati Uniti vi è stato il newsflow più rilevante per gli indici internazionali con i dati provenienti dal mercato del lavoro americano. Una importanza che diviene ancora più marcata, se si pensa che siamo ormai al rush finale per quanto concerne le elezioni americane. Sono buone, infatti, le notizie per il presidente in carica Obama, che vede migliorare i dati relativi a posti di lavoro e tasso di disoccupazione. I primi sono aumentati di 114.000 unità, mentre il secondo si è assestato al 7,8% dal 8,1% (al minimo da gennaio 2009): entrambi i dati hanno sorpreso gli analisti, che hanno considerato positivamente anche il progresso dell 0,27% sulla partecipazione della forza lavoro. A Wall Street il tono rimane positivo nonostante un close settimanale poco brillante, mentre le borse europee hanno potuto “festeggiare” gli ottimi dati macro proveniente dagli Usa. Meno brillante del solito è stato invece il Nasdaq, appesantito dal calo di Apple che soffre per le problematiche di produzione in Asia.

In ottica intermarket, tornano a salire Euro e Oro, in correlazione diretta col maggior appetito per il rischio espresso dagli operatori.

I maggiori indici internazionali rimangono dunque vicini ai massimi, ma ciò che balza all’occhio è la dicotomia sempre più marcata tra mercati finanziari ed andamento economico, alla luce anche dell’ultima revisione del Fondo Monetario Internazionale che ha ridotto ulteriormente le stime di crescita per il 2013. Economia reale e mercati finanziari sembrano due realtà slegate tra loro.

E’ evidente che prima o poi dovrà esserci un riallineamento dopo il grande rialzo estivo dei mercati,  per cui o nei prossimi mesi ci sarà un miglioramento dell’andamento economico, oppure ci sarà un ridimensionamento degli indici azionari. A breve a favore del mercato azionario depongono due fattori: il fatto che i rendimenti reali delle obbligazioni siano sostanzialmente negativi e la possibile richiesta di aiuti da parte della Spagna.
A nostro parere, tuttavia, i margini di ulteriore rialzo sull’azionario sono limitati; è preferibile tenere monitorati attentamente i propri investimenti  e, in caso di segnali negativi, ridurre le posizioni al fine di preservare i guadagni corposi degli ultimi mesi.

Fabrizio Taccuso – Studio Andreoli & Taccuso – Mantova
fabrizio.taccuso@gmail.com

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