LA CORRETTA GESTIONE DELLA FISCALITA’ TITOLI

fiscalità titoli

Una oculata e corretta gestione della fiscalità titoli è uno dei valori aggiunti che il consulente finanziario indipendente porta ai propri clienti. Infatti, approssimandosi la fine dell’anno, è importante dare uno sguardo alla posizione fiscale del proprio dossier titoli. Ogni compravendita riguardante azioni, obbligazioni o Etf può originare una plusvalenza, qualora il prezzo di rimborso o di vendita sia superiore al prezzo di acquisto o di sottoscrizione, o, viceversa, una minusvalenza nel caso in cui il prezzo di vendita o rimborso sia inferiore a quello di acquisto o sottoscrizione.
In caso di plusvalenza si dovrà versare allo Stato un’imposta sul capital gain pari al 20%: es. se ho acquistato un’azione a 10 e la rivendo oggi a 12, otterrò una plusvalenza o capital gain pari a 2 (12-10) e su questa la banca, che fa da sostituto d’imposta, tratterrà 0,4 (il 20% di 2). Nel caso in cui, invece, abbiamo venduto a 10 ciò che abbiamo acquistato a 12, otterremo una minusvalenza, ossia una perdita in conto capitale, pari a 2. Evidentemente in questo caso non verseremo nulla a titolo di imposta, ma il fisco ci darà la possibilità di portare in deduzione le perdite realizzate (non quelle virtuali) nell’anno in corso e nei quattro successivi, da future plusvalenze.

Con l’aumento della tassazione sui capital gain al 20% da inizio 2012, diventa ancora più determinante un’oculata gestione della fiscalità dei propri dossier titoli. Inoltre quest’anno andranno in scadenza le minusvalenze realizzate nel 2008, anno molto negativo per i mercati azionari. Per evitare di perdere il beneficio di portare in deduzione tali minusvalenze, che col 31/12 si azzererebbero, è bene valutare le posizioni attualmente in essere.

Il 2012 è stato infatti un anno positivo per i mercati, in particolare per il mercato obbligazionario (titoli di stato italiano in primis) e qualora si abbiano minusvalenze in scadenza, è bene andare a vendere quei titoli del portafoglio in guadagno per compensare le minusvalenza in scadenza ed evitare di pagare futuri capital gain. Anche in questo caso facciamo un esempio esemplificativo: nel 2008 ho realizzato perdite per complessivi 4.000 euro. Attualmente in portafoglio ho un Btp di 50.000 eur nominali, comprato a 90, pagandolo quindi 45.000 euro. Attualmente quota 100 e quindi vendendolo incasserei 50.000 euro, realizzando una plusvalenza di 5.000 euro (50.000-45.000). Su questi 5.000 euro, in condizioni normali,  dovrei pagare il 20% come capital gain (ossia 1.000). Avendo però 4.000 euro da recuperare, li vado a defalcare dai 5.000 euro di guadagno e vado a pagare le tasse solamente su 1.000 (5.000 – 4.000), pagando solo 200 ed ottenendo un notevole risparmio fiscale.

La corretta gestione della fiscalità titoli acquisisce ancora più rilevanza nel caso in cui un risparmiatore abbia posizioni su più banche. Spesso infatti si hanno titoli in guadagno su una banca ed in perdita su un’altra (il caso tipico sono le azioni delle banche che in questi anni hanno perso sino al 90% del loro valore). In questo caso è utile trasferire i titoli dalla banca in cui si guadagna, a quella in cui ci sono le perdite e vendere nello stesso momento i titoli per compensare perdite e guadagni e non pagare inutilmente le tasse.

Difficilmente nella mia esperienza di Consulente Finanziario Indipendente ho notato che gli sportellisti delle banche danno consigli a tal riguardo, anche perchè non hanno nessun interesse a farlo (chi consiglierebbe al proprio cliente di trasferire un titolo in guadagno ad una banca concorrente?).
Solo chi ha una visione d’insieme della posizione dei propri assistiti ed è slegato da logiche commerciali valuta attentamente anche queste problematiche.

Ovviamente quelli citati sono solo alcuni esempi, la casistica è decisamente molto più ampia; nel caso siate interessati ad approfondire ulteriormente l’argomento, lo staff di Consulenza Vincente è a disposizione per tutti i chiarimenti del caso.

Una corretta gestione della fiscalità titoli può comportare notevoli benefici, stimabile anche in diverse migliaia di euro.

Fabrizio Taccuso

Fabrizio Taccuso

Fabrizio Taccuso, consulente finanziario indipendente, ha lavorato per vent’anni nel settore della Consulenza Finanziaria ai privati. Nel 2006 ha conseguito la certificazione internazionale €PFA di primo livello di European Financial Advisor. Nel 2007 ha frequentato il Master in Fee Only Financial Planning di Consultique e si è iscritto a Nafop. Segui Fabrizio Taccuso su Google+

Lascia un commento