LE BORSE INIZIANO IL 2013 AL RIALZO

La prima settimana di Borsa del 2013 ha portato positività generalizzata sui mercati, grazie soprattutto al compromesso raggiunto negli USA tra democratici e repubblicani relativamente al Fiscal Cliff.
 
In Europa, i riflessi positivi dell’accordo si sono subito concretizzati in buoni guadagni per le borse del Vecchio Continente. In particolare si è assistito ad un altro netto segno di distensione nei mercati dell’obbligazionario governativo: lo spread tra BTP e Bund ha rotto anche la soglia dei 280 punti base, toccando livelli che non si vedevano da metà agosto 2011, ossia da quando l’Italia è diventata un anello critico nel sistema finanziario europeo.
In calo anche i differenziali tra Bonos spagnoli e titoli tedeschi, a conferma del movimento generalizzato che si è avuto nell’ottava. Anche sulle scadenze più corte della curva “italiana”, si sono toccati tassi che non si raggiungevano da ottobre 2010. 

In settimana si sono avuti anche elementi negativi, come i cattivi dati dell’industria automobilistica, nel contesto di una congiuntura che in Europa mostra ancora una economia “gelata”. Solo in Germania si è visto qualche segno di miglioramento, con un forte rimbalzo per le vendite al dettaglio. L’indice PMI della zona Euro, a quota 47,2, è rimasto ancora sotto quota 50 per l’undicesimo mese consecutivo.

Negli Stati Uniti, l’ottava è stata quella cruciale per le norme sul Fiscal Cliff, che sono diventate legge nonostante l’opposizione di una larga parte del Partito Repubblicano. Diventa definitivo l’aumento delle tasse per i più ricchi e si è evitato l’automatico aumento delle tasse per il 98% degli americani e i tagli indiscriminati della spesa, misure per un totale di 1.200 miliardi (quattro punti di PIL), che avrebbe condannato l’economia Usa alla recessione.
Si tratta di un’intesa parziale che non affronta ancora il nodo dei tagli alla spesa pubblica, oggetto di un nuovo negoziato fino alla fine di febbraio. Oltre all’aumento dal 35% al 39,6% dell’aliquota per le persone che guadagno più di 400.000 dollari l’anno, ci sono stati sgravi per la middle class, una stretta sui dividendi e capital gain, un aumento della tassa di successione, una proroga dell’indennità di disoccupazione, agevolazioni per infanzia e studenti e sgravi per le imprese che innovano.

Rimane lo scetticismo di fondo sulla capacità degli Stati Uniti di agire concretamente per ripianare il debito. Lo stesso Fondo Monetario Internazionale ha lanciato un avvertimento sul compromesso raggiunto, affermando che resta ancora molto da fare per garantire la salute a lungo termine dei conti pubblici degli Stati Uniti.
Anche le agenzie di rating Moody’s e StandardPoor hanno poi messo in guardia gli Stati Uniti.

In settimana sono usciti anche alcuni dati macro sul mercato del lavoro: fermo il tasso di disoccupazione, in aumento, invece, le richieste iniziali dei sussidi.
Per quanto riguarda le altre asset class intermarket, ancora contrastato l’andamento dell’oro mentre il cross Euro Dollaro ha chiuso vicino ai minimi settimanali appena sotto quota 1,31.
In calo anche il Bund tedesco sulla scia dei guadagni dell’azionario.

Dal punto di vista tecnico i rialzi degli indici maggiori quali l’SP 500 e il Dax fanno presagire i testu futuri di importanti resistenze-obiettivo, coincidenti con i massimi del 2007 (quota 1550 per l’indice americano, 8000 per quello tedesco). Riteniamo tuttavia possibile che prima i mercati possano passare per una pausa di riflessione che scarichi gli eccessi dell’ultimo periodo.

Fabrizio Taccuso – Studio Andreoli & Taccuso – Mantova
fabrizio.taccuso@gmail.com

Fabrizio Taccuso

Fabrizio Taccuso, consulente finanziario indipendente, ha lavorato per vent’anni nel settore della Consulenza Finanziaria ai privati. Nel 2006 ha conseguito la certificazione internazionale €PFA di primo livello di European Financial Advisor. Nel 2007 ha frequentato il Master in Fee Only Financial Planning di Consultique e si è iscritto a Nafop. Segui Fabrizio Taccuso su Google+

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