GLI ERRORI TIPICI DEGLI INVESTITORI

Le vicende del Monte dei Paschi di questi giorni stanno mettendo a dura prova le coronarie di molti investitori; alcuni di loro scrivono spaventati a Consulenza Vincente per chiederci consigli sul da farsi, o anche solo per essere solo rassicurati. In certi momenti la paura e l’emotività possono giocare brutti scherzi e portare ad errori.

Prendo lo spunto da una mail di P.B.: “in questo momento non so più di chi fidarmi. E’ oltre 50 anni che la mia famiglia è cliente di MPS, in cui abbiamo investito una somma importante, ma alla luce di tutti gli scandali di questi anni non ci fidiamo più. Se non sanno gestire il patrimonio della loro banca, come fanno a gestire i miei soldi? Inoltre troppo spesso cambiano i nostri interlocutori di riferimento e la sensazione forte è che ciò che ci viene “consigliato” sia più frutto della estemporaneità e delle loro pressioni commerciali che altro. Stiamo pensando di avvalerci di un consulente finanziario indipendente“.

gli errori tipici degli investitori

gli errori tipici degli investitori

Proprio oggi ho letto per caso un proverbio cinese che dice:
“Quando fai piani per un anno, semini grano.
Se fai piani per un decennio, pianti alberi.
Se fai piani per la vita, formi ed educhi le persone”.

Ecco questa ritengo che sia la spiegazione migliore di cosa consiste il lavoro ed il valore aggiunto del consulente finanziario indipendente.

Nella mia esperienza, ormai più che ventennale, ho avuto modo di vedere tante persone, talvolta anche brillanti sperperare i loro risparmi. Non sempre il principale motivo ha a che fare con l’andamento dei mercati finanziari; spesso è più una scusa a cui ci si attacca per giustificare determinati risultati, ma mai la vera ragione per la quale si sono persi soldi.

Si possono perdere soldi per tanti motivi, fondamentalmente gli errori tipici degli investitori li possiamo raggruppare in alcune casistiche.

1. Timing di investimento errato
L’industria finanziaria è fondamentalmente prociclica, per cui costruiscono i prodotti finanziari in base al sentiment di mercato. Quando siamo sui minimi e la percezione del rischio da parte degli investitori è alta, vengono collocate le index linked ed i prodotti a capitale garantito; viceversa quando siamo sui massimi e la percezione del rischio da parte degli investitori è bassa, vengono collocati fondi comuni azionari e prodotti rischiosi. Evidentemente in questi casi la scelta del timing è sempre sbagliata, in quanto si è portati a rischiare quando i prezzi sono alti e si cerca sicurezza quando viceversa i prezzi sono bassi, facendo il contrario di ciò che si dovrebbe fare per guadagnare.

2. Asimmetria informativa
Gli investitori, normalmente, dispongono di conoscenze infinitamente inferiori rispetto a chi produce e colloca i prodotti della cosiddetta industria del risparmio gestito. E’ un dato di fatto che la stragrande maggioranza dei prodotti non ha alcuna ragione di esistere, in quanto l’unico servizio che realmente offrono, la diversificazione, può essere agevolmente acquistato a costi infinitamente inferiori e con strumenti molto più efficienti.

3. Assenza di strategia o strategia sbagliata
L’aspetto psicologico in ogni aspetto della vita è fondamentale ed in finanza ancora di più. Le teorie finanziarie classiche partono dall’assunto che gli individui compiano sempre scelte razionali e finalizzate a ricavare la massima utilità possibile dai loro investimenti. In realtà la finanza comportamentale ha ampiamente dimostrato che le scelte finanziarie sono legate a tutta una serie di errori cognitivi e schemi mentali che inducono a non compiere scelte ottimali. L’unico modo per attenuare questi fenomeni è definire una corretta strategia d’investimento che, oltre che essere  razionale, sia sostenibile soprattutto dal punto di vista psicologico!
Investire senza avere una strategia porta il risparmiatore ad essere in balia dei propri errori mentali ed a compiere inesorabilmente scelte sbagliate.

4. Mancato rispetto dell’orizzonte temporale 
Sono pochissimi gli investitori che valutano i risultati del loro portafoglio finanziario nel corretto orizzonte temporale, sia per motivi di carattere psicologico (avversione alle perdite, avidità, paura del rimpianto), sia per eventi imprevedibili non programmabili al momento in cui si sono fatti gli investimenti (spese impreviste, perdita posto del lavoro, lutti, problemi di salute). Tutto questo porta a non rispettare sia la pianificazione che la diversificazione iniziali, vanificandone i risultati e le potenzialità.

Per tutti i motivi sopracitati, se non si dispone di adeguate conoscenze in ambito finanziario e del giusto tempo da dedicare alla cura dei propri interessi, è bene quasi sempre evitare proposte di qualunque soggetto che abbia interesse a vendere prodotti finanziari (che siano della banca, della posta, di assicurazioni) e avvalersi di un consulente finanziario indipendente che è al servizio esclusivo dell’investitore, non operando in conflitto d’interesse. Ciò permette oltre che un notevole risparmio in termini di costi, di essere affiancati da una persona che nelle fasi più difficili dei mercati aiuta a compiere scelte meno emotive e più consone a i bisogni ed agli obiettivi prefissati.

Fabrizio Taccuso 

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