PRIMI SEGNALI DI NERVOSISMO SUI MERCATI

La settimana che si è appena conclusa ha portato i primi segnali di indebolimento del trend rialzista sull’azionario che dura ormai da parecchi mesi. Come spesso si dice “i mercati salgono per le scale e scendono con l’ascensore”. Ciò è valido in particolar modo per l’indice italiano FtseMib che, dopo aver sfiorato i 18.000 punti di indice, con un rialzo superiore al 10% in un solo mese, in pochi giorni ha annullato tutti i guadagni (vedi grafico).
Gli scandali che hanno coinvolto Mps, Saipem, Eni e soprattutto le incertezze legate alle elezioni non aiutano di certo il nostro listino; gli investitori esteri se ne stanno lontani più che mai dall’Italia, considerando anche la prossima introduzione della Tobin Tax dall’1 marzo. Solo un esito elettorale chiaro che permetta la governabilità alla Camera ed al Senato permetterà un nuovo rialzo sul nostro mercato.
Più in generale in Europa si è avuta volatilità sia sul mercato del credito che su quello dei Cds. Gli spread tra BTP italiani e Bonos spagnoli rispetto al Bund tedesco sono in risalita.

In Germania l’indice IFO, che misura la fiducia sull’economia, è passato da 81,7 dell’ultimo trimestre 2012 a 95,1, mostrando un netto miglioramento.
La scorsa settimana ha parlato anche Mario Draghi che ha segnalato che il recente apprezzamento dell’Euro, pur essendo un dato di fiducia, potrebbe frenare la ripresa, all’interno comunque di una congiuntura che rimane sofferente.

Negli Stati Uniti, il sentiment degli investitori americani ha risentito dei dati sulla produttività, in calo di due punti percentuali, mentre i sussidi alla disoccupazione hanno segnato un calo inferiore alle attese. Di certo i listini Usa rimangono, per ora, in un saldo trend rialzista con l’SP500 che è ritornato sopra i 1500 punti, ai livelli che non si vedevano dal 2007, con le società quotate che mostrano buoni dati di bilancio, battendo spesso anche le attese degli analisti. Da segnalare la ripresa al Nasdaq di Apple che sta valutando l’emissione di azioni privilegiare in favore di un Hedge Fund.

In Cina, che festeggia in questi giorni il capodanno, buoni i dati della bilancia commerciale, con un aumento delle esportazioni del 25% a gennaio, rispetto alle attese del 17%. In aumento anche le importazioni, segno che l’attività economica rimane sostenuta, con ovvie ripercussioni positive sull’economia globale.

Per quanto riguarda le altre asset classe, l’Euro è in netto ripiegamento, dopo aver fissato livelli record a 1,37, mentre l’oro invece rimane sostanzialmente piatto, in una fase poco direzionale nel breve termine.

Nell’attuale contesto riteniamo opportuno salvaguardare i rialzi delle borse internazionali che si trovano su importanti resistenze di breve, alleggerendo direttamente le posizioni od utilizzando appositi strumenti di copertura.

A tal fine invitiamo tutti coloro che volessero approfondire il discorso a contattarci; ultimamente sono sempre più numerosi i lettori che ci scrivono perchè delusi dalla gestione degli investimenti della loro banca. Sottolineiamo che un attento ed oculato monitoraggio del proprio portafoglio, basato sulla scelta di strumenti efficienti e quotati sui mercati regolamentati, è fondamentale per ottenere rendimenti positivi anche in fasi difficili di mercato come quelle che stiamo vivendo ormai da qualche anno.

E’ ampiamente provato che ciò su cui concentriamo la nostra attenzione determina i risultati che otterremo in quel campo.

Fabrizio Taccuso – Studio Andreoli & Taccuso – Mantova
fabrizio.taccuso@gmail.com 

 

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