Nuovo record storico del Dow Jones

Il Dow Jones è il più noto indice azionario della borsa di New York (il NYSE, New York Stock Exchange).

Il Dow Jones ha messo a segno ieri il nuovo record storico, chiudendo a 14.253,77 punti. Ha superato il livello precedente che risaliva all’ottobre del 2007, portando a 7% il rialzo da inizio anno.

Dow Jones

Dow Jones

E’ indubbio che le condizioni rispetto ad allora siano molto diverse:

  • i tassi della Fed erano al 4,75%, mentre oggi sono tra lo 0 e lo 0,25%.
  • Il Gdp cresceva del 2,5%, oggi non si va oltre l’1,6%.
  • I disoccupati erano 6,7 milioni, oggi sono diventati 13 milioni.
  • Il rapporto debito sul Gdp è passato dal 38% al 74% con il rating degli Usa passato da AAA a AA+

Come si spiega questa apparente contraddizione?

Con i miglioramento dei dati societari, ma soprattutto con l’enorme liquidità che è stata riversata in questi annui sui mercati. Grazie ad essa l’indice americano è passato dai minimi del marzo 2009 a 6.547,05 punti ai massimi attuali, crescendo di oltre 7.500 punti in quattro anni.

I provvedimenti straordinari presi dalle Fed dal 2007 ad oggi attraverso i vari Quantitative Easing (QE) hanno portato le obbligazioni americane a rendimenti reali negativi. La “sete” di rendimenti spinge gli investitori a comperare asset rischiosi, vendendo le obbligazioni governative che non rendono nulla. Da segnalare anche il Nasdaq Composite che a 3.224,13 è tornato a livelli che non si vedevano dal 2000!!!

Sui principali listini internazionali stiamo entrando in nuovo territorio inesplorato. Anche l’indice tedesco Dax sta tornando verso il massimo del 2007 sopra gli 8.000 punti. La liquidità iniettata dalle Banche Centrali sta gonfiando tutto. Per ora al banchetto stanno partecipando in tanti, mentre le economie dei vari Paesi languono o sono in rallentamento.

Mentre gli indici principali sono vicini ai massimi storici, l’indice principale della Borsa Italiana langue ancora attorno ai 16.000 punti. Nel 2000 era a 51.000 e nel 2007 a 44.000. Tutto questo in attesa che si formi un governo serio e stabile che prenda finalmente provvedimenti a favore della crescita e soprattutto al taglio di tutto ciò che è improduttivo.

Come cantava tanti anni fa Orietta Berti, “finchè la barca va, lasciala andare”…

Fabrizio Taccuso

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