Il crollo dell’oro: cause e prospettive

Il crollo dell’oro degli ultimi giorni è un segnale d’allarme per la ripresa economica.

Negli ultimi giorni tutto ha “stornato”: hanno corretto le Borse, sono scesi i bond ad alto rischio, il petrolio è tornato ai livelli di novembre-dicembre e sono calati ulteriormente i prezzi delle materie prime.

Crollo dell'oro

Crollo dell’oro

L’Oro è diventato negli ultimi anni una vera e propria asset class, presente non solo nei portafogli degli istituzionali attraverso i futures, ma anche nei portafogli dei privati con gli Etc (col cambio aperto, coperto, long e short).

L’Oro ha perso il 15% in sole due sedute. Lunedì scorso, passando da 1483,72 a 1331,89 dollari l’oncia, si è registrato il calo più forte degli ultimi trentanni.

Il crollo dell’oro è ascrivibile ad una serie di elementi:

  • intervento delle Banche Centrali. Fed e Boj stanno tentando di mantenere basso il valore delle rispettive valute per cercare di stimolare ulteriormente la ripresa economica interna. Soprattutto la Fed, non potendo più intervenire sui tassi, sta cercando di mantenere basso il valore del metallo giallo. Di fatto è un concorrente del dollaro quale riserva internazionale di pagamento.
  • Pressioni al rialzo sui tassi reali. L’investimento in oro risulta marginalmente più competitivo rispetto ad altre forme di investimento se i tassi di interesse reali risultano negativi. In questi anni, anche per andare incontro alla necessità di riassorbire il debito degli stati, i tassi reali si sono mantenuti fortemente negativi.
  • Piano di stimolo ed interventi di mercato. Dalle ultime pubblicazioni del Fomc (il braccio operativo della Fed) sono fuoriuscite indiscrezioni circa il possibile rientro dei piani di stimolo all’economia (QE). Dall’altra parte alcuni eminenti responsabili di autorità economiche (come Christine Lagarde del Fmi) stanno migliorando il tono delle loro previsioni sul futuro economico delle principali economie mondiali. Spingono verso politiche monetarie meno espansive, favorendo un miglioramento delle stime sui tassi:
  • Forte allentamento delle pressioni sui mercati finanziari rispetto al biennio 2009-2011 in cui è l’oro è passato da 900$ a 1900$. Il placarsi delle tensioni ha visto una sostanziale riduzione del metallo giallo nei portafogli degli investitori che sono tornati a comprare equity e  bond.

E pensare che Morgan Stanley prevedeva nel corso del 2013 un prezzo dell’oro sino a 2.175 dollari l’oncia.

grafico oro

grafico oro

Cosa si può dedurre da tutto ciò per il futuro?

Se guardiamo il grafico, possiamo notare dalle candele mensili che ogni anno il prezzo dell’oro ha superato il massimo precedente. Questo non è avvenuto nel corso del 2012: la quotazione dell’oro si è fermata sotto i 1920$, smentendo la statistica in essere dal 2000. Ciò rappresenta un primo campanello d’allarme relativo al trend di lungo termine. I mercati finanziari sono fatti da cicli; il ciclo di lungo periodo dell’oro volge verso la conclusione, per cui sui rimbalzi siamo dell’idea che le posizioni vadano alleggerite.

Per tutti i nostri lettori appassionati di materie prime, ricordiamo che Consulenza Vincente ha una linea di portafoglio dedicata alle commodity. Investiamo non solo nei metalli preziosi, ma anche nelle materie prime industriali ed in quelle agricole. Riguardo a queste ultime in particolare, segnaliamo che stiamo entrando nella parte dell’anno statisticamente più favorevole.

Fabrizio Taccuso 

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