IL CROLLO DELL’ORO: CAUSE E PROSPETTIVE

Diversi lettori ci hanno scritto nei giorni scorsi per chiederci un parere in merito al crollo dei prezzi dell’oro della scorsa settimana. Negli ultimi anni l’oro è diventata una vera e propria asset class, presente non solo nei portafogli degli istituzionali attraverso i futures, ma anche nei portafogli dei privati con gli Etc (col cambio aperto, coperto, long e short).

oro

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Il vero e proprio crollo della scorsa settimana (-15% in sole due sedute, ma lunedi’ scorso passando da 1483,72 a 1331,89 dollari l’oncia si è registrato il calo più forte degli ultimi trentanni,) è ascrivibile ad una serie di elementi:

intervento delle Banche Centrali: Fed e Boj stanno tentando di mantenere basso il valore delle rispettive valute per cercare di stimolare ulteriormente la ripresa economica interna. E’ soprattutto la Fed che non potendo più intervenire sui tassi sta cercando di mantenere basso il valore del metallo giallo che di fatto è un concorrente del dollaro quale riserva internazionale di pagamento;

pressioni al rialzo sui tassi reali: l’investimento in oro risulta marginalmente più competitivo rispetto ad altre forme di investimento se i tassi di interesse reali risultano negativi. In questi anni, anche per andare incontro alla necessità di riassorbire il debito degli stati, i tassi reali si sono mantenuti fortemente negativi, ma ultimamente qualcosa sta cambiando. In questo senso si stanno muovendo infatti due forze parallele. Da una parte il calo dell’inflazione che si sta osservando a livello globale in maniera molto consistente (in Europa soprattutto, ma anche negli Usa e negli Emergenti) e dall’altra la spinta al rialzo per i tassi nominali che, spinti dalla loro sottovalutazione, hanno già vissuto nei mesi precedenti una fase di rialzo. Sono però le aspettative di rialzo ad avere il ruolo principale ed in questo risulta ancora fondamentale l’intervento di istituzioni finanziarie e Banche Centrali;

piano di stimolo ed interventi di mercato: dalle ultime pubblicazioni del Fomc (il braccio operativo della Fed) sono fuoriuscite indiscrezioni circa il possibile rientro dei piani di stimolo all’economia (QE). Dall’altra parte alcuni eminenti responsabili di autorità economiche (come Christine Lagarde del Fmi) stanno migliorando il tono delle loro previsioni sul futuro economico delle principali economie mondiali, spingendo verso politche monetarie meno espansive e quindi favorendo un miglioramento delle stime sui tassi, non controbilanciato dall’aumento delle stime sull’inflazione che, invece, sembrano frenate dal possibile realizzarsi del piano cinese di ridimensionamento dell’economia interna (Pil in crescita del 7,7%, ma meno delle attese). Questi elementi stanno mettendo sotto pressione un’asset class che mantiene comunque un appeal importante verso alcune Banche Centrali, soprattutto quelle dei Paesi Emergenti: la Cina, nonostante tutto, sta continuando ad essere il primo acquirente di oro, ma anche la Turchia, per esempio ha aumentato le proprie importazioni negli ultimi mesi contemporaneamente al calo delle quotazioni.

forte allentamento delle pressioni sui mercati finanziari rispetto al biennio 2009-2011 in cui è l’oro è passato da 900$ a 1900$. Il placarsi delle tensioni ha visto una sostanziale riduzione del metallo giallo nei portafogli degli investitori che sono tornati a comprare equity e  bond.

E pensare che Morgan Stanley prevedeva nel corso del 2013 un prezzo dell’oro sino a 2.175 dollari l’oncia!

oro

grafico oro

Cosa si può dedurre da tutto ciò per il futuro? Se guardiamo il grafico, possiamo notare dalle candele mensili che ogni anno il prezzo dell’oro ha superato il massimo precedente, cosa che non è avvenuta nel corso del 2012, in cui la quotazione dell’oro si è fermata sotto i 1920$, smentendo la statistica in essere dal 2000. Questo rappresenta un primo campanello d’allarme relativo al trend di lungo termine. Noi di Consulenza Vincente non ci sentiamo di escludere a priori ulteriori rialzi, ma siccome i mercati finanziari sono fatti da cicli, pensiamo che il ciclo di lungo periodo dell’oro volga verso la conclusione, per cui sui rimbalzi siamo dell’idea che le posizioni vadano alleggerite.

Per tutti i nostri lettori appassionati di materie prime, ricordiamo che Consulenza Vincente ha una linea di portafoglio dedicata alle commodities, all’interno della quale investiamo non solo nei metalli preziosi, ma anche nelle materie prime industriali ed in quelle agricole. Riguardo a queste ultime in particolare, segnaliamo che stiamo entrando nella parte dell’anno statisticamente più favorevole.

Fabrizio Taccuso 

Fabrizio Taccuso

Fabrizio Taccuso, consulente finanziario indipendente, ha lavorato per vent’anni nel settore della Consulenza Finanziaria ai privati. Nel 2006 ha conseguito la certificazione internazionale €PFA di primo livello di European Financial Advisor. Nel 2007 ha frequentato il Master in Fee Only Financial Planning di Consultique e si è iscritto a Nafop. Segui Fabrizio Taccuso su Google+

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