E’ ARRIVATA LA CORREZIONE

Nei due articoli precedente del nostro blog, avevamo messo in guardia relativamente a possibili correzioni dei mercati e nel giro di soli pochi giorni lo scenario si sta puntualmente concretizzando. 
I listini, dopo la lunga corsa dei mesi scorsi, avevano senza dubbio bisogno di rifiatare, ma non vi è dubbio che i cali siano stati stati corposi sia sull’azionario che sull’obbligazionario.
Come spesso è accaduto l’Italia è stata tra le peggiori, con cali accentuati in special modo per i titoli del settore bancario.

A peggiorare il sentiment generale hanno concorso due elementi chiave per l’equity: i pericoli di una fine del sostegno ai mercati da parte delle banche centrali ed i dati macroeconomici.
La Germania è stata oggetto di un significativo taglio delle stime per l’anno in corso e lo stesso presidente della Bce Mario Draghi, pur promettendo una politica accomodante per tutto il tempo necessario, ha constatato che per il 2013 si prevede per l’Eurozona una contrazione dello 0,6%.

Sul fronte obbligazionario le tensioni macroeconomiche e di politica monetaria si sono inevitabilmente riflesse sullo spread tra debito periferico e non. Molti analisti parlano apertamente di bolla sull’asset class obbligazionario. I tassi a lungo hanno ricominciato bruscamente a salire con vistosi cali dei prezzi che non si vedevano da tempo.

Riteniamo fondamentale nel contesto attuale di mercato, una gestione dinamica degli investimenti, anche in quelle posizioni solitamente considerate conservative. Come si è accennato, proprio la parte obbligazionaria che di solito riveste la parte preponderante degli investimenti, va attentamente monitorata e possibilmente ridotta, in quanto probabilmente in bolla.
E’ consigliabile ridurre la quota di titoli di stato italiano e di obbligazioni bancarie a beneficio di strumenti flessibili e total return; ed è quanto mai strategico diversificare il più possibile il portafoglio.

E’ ormai del tutto anacronistico il modo di investire proposto dalle banche tradizionali che cercano di vincolare ed imbrigliare i clienti con prodotti molto costosi e poco performanti. Così come ormai è arcaico il consiglio di valutare gli investimenti nel lungo termine: si perdono un mare di opportunità e soprattutto tanti soldi!! 
 A proposito, ma quanto è lungo il lungo termine?

Fabrizio Taccuso – Studio Andreoli & Taccuso – Mantova
fabrizio.taccuso@gmail.com

Fabrizio Taccuso

Fabrizio Taccuso, consulente finanziario indipendente, ha lavorato per vent’anni nel settore della Consulenza Finanziaria ai privati. Nel 2006 ha conseguito la certificazione internazionale €PFA di primo livello di European Financial Advisor. Nel 2007 ha frequentato il Master in Fee Only Financial Planning di Consultique e si è iscritto a Nafop. Segui Fabrizio Taccuso su Google+

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