E SE FOSSIMO IN BOLLA?

Dopo una breve pausa dovuta all’intensa attività lavorativa, riprendiamo i nostri articoli facendo il punto riguardante i mercati. L’accordo trovato negli Usa tra democratici e repubblicani, relativamente al tetto sul debito, ha permesso ai listini azionari di segnare nuovi massimi storici.
Negli Usa l’S&P 500 ha chiuso la settimana a 1744,50 ed il Dax a 8865, avvicinandosi all’importante barriera psicologica dei 9.000 punti che solo qualche mese fa era impensabile. La riduzione generale di percezione del rischio ha permesso ottimi recuperi anche sui listini periferici tra cui l’Italia, in cui i titoli finanziari hanno avuto un ottimo recupero, sostenendo l’intero listino che è tornato sopra i 19.000 punti.

Sul fronte obbligazionario, il venir meno del rischio default per gli Usa e l’indiretta diminuzione delle probabilità del tapering hanno riportato in su i prezzi dei titoli di stato, con i rendimenti del decennale al 2,5%, i minimi degli ultimi mesi. La stessa cosa si è verificata in Europa, dove si è assistito ad un drastico calo della percezione di rischio, con gli spread tra debito periferico e Bund tornato ai minimi degli ultimi mesi.

Sul mercato Forex, il Dollaro Usa si è indebolito ulteriormente nei confronti dell’Euro, arrivando a toccare 1,37.

Ciò che più balza all’occhio vedendo l’andamento dei mercati azionari è la profonda dicotomia nei confronti dell’economia reale. Gli interventi delle Banche Centrali, attraverso le massicce iniezioni di liquidità, non hanno sortito gli effetti sperati sull’economia, ma hanno finito per alimentare esclusivamente la speculazione finanziaria. L’utilizzo della leva finanziaria, arrivata ai massimi di sempre e la mancanza di importanti correzioni da diversi mesi a questa parte e quindi di vere opportunità di acquisto, fa pensare che almeno i listini principali possano essere sopravvalutati.

Dal punto di vista del rapporto rischio/rendimento, pensiamo che i mercati non siano convenienti, nè per quanto riguarda l’obbligazionario, per il più che possibili aumenti dei tassi, nè in ambito azionario. Ma se è possibile capire che i mercati sono in bolla, certamente meno facile è capire quanto possa durare e quando possa finire. Di certo quando accadrà farà sicuramente danni.

Come scrive in un interessante articolo Francesco Caruso “la realtà è che l’attuale “esuberanza” innescata dall’eccesso di liquidità e dai tassi zero è paradossalmente nutrita sia dalle buone che dalle cattive notizie, le prime perchè rafforzano la percezione della ripresa, le seconde perchè prolungano il QE: questa fase di nirvana può quindi durare ancora e può mantenere il mercato azionario americano “irrazionale” (e trascinarne dentro altri) a lungo, più a lungo di quanto la logica, i fattori tecnici e gli stessi fondamentali porterebbero a ritenere. Ma estensione e durata del rialzo non ridurranno i parametri di rischio: li metteranno ancora di più sotto stress. In alcuni casi la messa a terra mentale e pratica di questo processo di “riconoscimento dell’eccesso” avviene gradualmente; in altri casi, come nel 1987, avviene praticamente di colpo”.

Attenzione dunque ad essere consapevoli dei rischi a cui potenzialmente si sta andando incontro; da qui in avanti sarà fondamentale monitorare attentamente i mercati e tenere ben drizzate le antenne, perchè gli eccessi, prima o poi, si pagano.

Fabrizio Taccuso – Studio Andreoli & Taccuso – Mantova
fabrizio.taccuso@gmail.com


Fabrizio Taccuso

Fabrizio Taccuso, consulente finanziario indipendente, ha lavorato per vent’anni nel settore della Consulenza Finanziaria ai privati. Nel 2006 ha conseguito la certificazione internazionale €PFA di primo livello di European Financial Advisor. Nel 2007 ha frequentato il Master in Fee Only Financial Planning di Consultique e si è iscritto a Nafop. Segui Fabrizio Taccuso su Google+

One comment for “E SE FOSSIMO IN BOLLA?

Lascia un commento