QUANDO IL RAPPORTO RISCHIO RENDIMENTO E’ SFAVOREVOLE…

Il buon rialzo nell’ultima seduta della scorsa settimana, ha parzialmente ridotto i cali che si erano manifestati sui mercati sino a giovedi’. Le borse mondiali avevano infatti iniziato una correzione anche in seguito alle parole di Draghi che, dopo aver confermato allo 0,25% il tasso di interesse di riferimento, aveva escluso una possibile terza operazione di finanziamenti a lungo termine (LTRO).

La debolezza dei listini non era da imputare ai dati macro usciti che sono stati positivi e migliori delle aspettative (Pil al +3,6% annuo nel terzo trimestre, calo delle richieste di sussidi di disoccupazione e tasso di disoccupazione a sorpresa al 7%), ma alla logica del mercato che vede proprio dal miglioramento dell’economia generale il più temibile avversario per le politiche accomodanti della Fed. Il consensus degli analisti, infatti, stima l’inizio del tapering nel primo trimestre del 2014, sulla base di considerazioni che vanno dall’ormai imminente fine del mandato Bernanke, fino a chi sostiene che in realtà la Fed non abbia nessuna intenzione di smettere di supportare il mercato e l’economia, viste le possibili conseguenze sui mercati finanziari già assaporate in questo 2013. A pochi giorni dal prossimo FOMC, il consiglio operativo della Banca Centrale Usa, le possibilità di una decisione di inizio del tapering sono salite negli ultimi giorni.

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Questa possibilità unitamente al livello di leva finanziaria che, come vedete dal grafico a fianco, ha raggiunto ormai i livelli del 2007 ed è più alto di quelli del 2001, ci induce a molta cautela per quanto riguarda le scelte dei nostri portafogli.

Non va dimenticato inoltre che il rialzo dei principali listini azionari mondiali, Borsa Italiana a parte, dura da oltre quattro anni e che l’eventuale prosecuzione della tendenza rialzista dipende pressochè esclusivamente dalle decisioni di politica monetaria delle Banche Centrali. Un possibile stop delle politiche monetarie accomodanti da parte della Fed, avrebbe infatti un impatto decisamente negativo sulle Borse Mondiali.

Sp500

Quando le prospettive di ulteriori rialzi dei mercati azionari sono inferiori alle possibilità di repentini cali, il rapporto rischio/rendimento non è più favorevole. Nel grafico a fianco si può notare l’indice S&P 500 (da segnalare in particolare il ripido canale rialzista che ha caratterizzato l’ultima fase rialzista). Spesso queste accellerazioni decretano, almeno temporaneamente, l’esaurimento di un movimento.
Dal momento che il 2013 ha riservato performance a doppia cifra per i portafogli da noi gestiti, è senza dubbio saggio preservare i guadagni riducendo il rischio di portafoglio.

Stiamo riducendo la quota riservata all’azionario, ma anche quella allocata nell’obbligazionario, in particolar modo nei titoli di Stato italiani e soprattutto nelle obbligazioni bancarie, considerando lo stato in cui versano la maggior parte delle banche italiane.

Riteniamo che nel 2014 i mercati saranno caratterizzati da una volatilità decisamente superiore a quella attuale e che per ottenere buoni rendimenti sia fondamentale aumentare la liquidità per sfruttare le probabili discese dei listini azionari.

Fabrizio Taccuso – Studio Andreoli & Taccuso – Mantova
fabrizio.taccuso@gmail.com

Fabrizio Taccuso

Fabrizio Taccuso, consulente finanziario indipendente, ha lavorato per vent’anni nel settore della Consulenza Finanziaria ai privati. Nel 2006 ha conseguito la certificazione internazionale €PFA di primo livello di European Financial Advisor. Nel 2007 ha frequentato il Master in Fee Only Financial Planning di Consultique e si è iscritto a Nafop. Segui Fabrizio Taccuso su Google+

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