Consulenza finanziaria indipendente: tutto quello che c’è da sapere

Consulenza finanziaria indipendente è una materia ancora poca conosciuta. Oggi vogliamo rispondere alle domande che ci vengono proposte più di frequente. 

consulenza finanziaria indipendente

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Innanzitutto chi è il Consulente Finanziario Indipendente (CFI) e cosa significa “fee only“? 

Giuridicamente la figura professionale fa riferimento al contratto d’opera (art. 2222 del Codice Civile) e s’inquadra nella categoria dei prestatori d’opera intellettuale.

Il CFI è quindi un libero professionista, esattamente come l’avvocato ed il commercialista e, come loro, viene pagato direttamente ed esclusivamente dai loro clienti attraverso una parcella (fee only). Non lavora per nessuna banca, società finanziaria o assicurativa, e non intrattiene con queste alcun rapporto di “collaborazione”. Non vende nessun prodotto e di conseguenza non riceve nè percentuali, nè provvigioni sul collocamento di prodotti.

In che modo il CFI può essermi utile? 

Dopo un’attenta ed accurata analisi della situazione del cliente, il Consulente Finanziario Indipendente fornisce indicazioni circa la riorganizzazione del patrimonio, ottimizzando le varie aree di intervento: finanziaria, assicurativa, immobiliare, fiscale e successoria. All’atto pratico per la parte finanziaria ed assicurativa evidenzierà la qualità dei prodotti detenuti in portafoglio (spesso di difficile comprensione) oltre ai costi inutili o esagerati.

Indirizzerà dunque il cliente verso strumenti e scelte efficienti, ottenendo il duplice effetto di far risparmiare sui costi/commissioni e nel contempo ottenere performance migliori. I consigli profusi contribuiranno alla costruzione di una portafoglio ottimale a solo ed esclusivo beneficio del cliente. I restanti aspetti vengono trattati studiando soluzioni “su misura” per le specifiche esigenze del caso.

Quanto costa la consulenza? 

Il Consulente Finanziario Indipendente  emette una parcella calcolata in questo modo:

  • su base oraria;
  • una percentuale del patrimonio oggetto della consulenza;
  • parcella fissa a progetto per una pianificazione finanziaria;
  • un mix tra compenso in percentuale e fisso.

Ciò che è fondamentale evidenziare è che la parcella è sempre di gran lunga inferiore rispetto alle commissioni ed ai costi occulti pagati in banca o presso il promotore di fiducia. Purtroppo il risparmiatore non è a conoscenza e non ha la percezione dei “prelievi” a cui è soggetto. A conti fatti la parcella si “paga da sé” grazie all’efficienza delle scelte consigliate, ai risultati ottenuti e al risparmio di costi.

Come si eseguono i consigli, le raccomandazioni del Consulente? 

Il cliente può tranquillamente continuare a mantenere il denaro presso la sua banca, di fiducia, se ne è soddisfatto, senza spostare il denaro. Se il cliente lo ritiene opportuno, può farsi affiancare dal Consulente nelle operazioni e, su richiesta, può farsi indicare altri intermediari qualitativamente migliori in base alle necessità di investimento del cliente.

Perché non continuare a rivolgermi a chi mi dà la consulenza gratuita?

 La “consulenza gratuita” svolta dalle banche o dai promotori finanziari, non è consulenza ma promozione, finalizzata alla vendita di un “prodotto”. Non è gratuita come erroneamente si pensa. I prodotti proposti hanno una struttura di costi espliciti ed impliciti che viene solo parzialmente spiegata, ma molto più spesso occultata al cliente per ovvi motivi di vendita. Prendendo spunto da altri campi, è logico chiedere un consiglio sull’acquisto di un immobile al proprietario dello stesso? Sicuramente è meglio farsi fare una perizia da un proprio tecnico di fiducia che verifica le condizioni, il prezzo e via discorrendo. Gli investimenti mobiliari vanno valutati con altrettanta cura, ed è opportuno affidare tale valutazione a chi non ha interessi in gioco, ossia il consulente indipendente.

Alcuni operatori legati a rete bancarie dichiarano di fare “consulenza finanziaria indipendente“. Di che figure si tratta?

Si tratta di promotori finanziari multibrand  (ossia che possono vendere prodotti di più case). Volendo dare la parvenza di indipendenza, hanno “copiato” alcune caratteristiche della consulenza indipendente pura, come il pagamento di una parcella. In realtà il tutto è un’abile mossa di marketing e i clienti si ritrovano a pagare due volte (parcella + costi dei prodotti) senza alcun beneficio. Questi operatori hanno ordini di “scuderia” e dei budget da rispettare e sono portati a vendere i prodotti sui quali il ritorno economico è più alto. In ogni caso si tratta di operatori che non prestano consulenza finanziaria indipendente. Non riescono a superare il conflitto d’interesse che sta alla base del rapporto di agenzia o di lavoro subordinato per conto di una Banca o Istituto Finanziario/Assicurativo. Più questi operatori fanno gli interessi dei clienti e meno guadagna la Banca e quindi loro stessi e viceversa.

Come fa il CFI a fare le stesse cose della banca? 

Il Consulente Finanziario Indipendente non si sostituisce alla banca! Assume il ruolo di controparte, di “filtro” grazie al quale il cliente può ottenere una consulenza indipendente per giudicare e scegliere gli strumenti e i prodotti che la stessa banca vende. La banca è solo un “negozio finanziario” da utilizzare come strumento operativo.

Ho delle garanzie se affido il mio patrimonio al CFI? 

Il CFI non ha vincoli di rapporto subordinato con nessuna Banca, compagnia di assicurazione o Sim. Inoltre, a differenza di promotori ed assicuratori, il CFI non tocca mai il patrimonio del suo cliente. E’ sempre il cliente che esegue le operazioni consigliate, direttamente presso la propria banca di fiducia o attraverso piattaforme online.

Quali garanzie ho dal punto di vista professionale nell’affidarmi al CFI? 

La prima importante garanzia è la scelta professionale di operare in totale indipendenza da qualunque società (banca, compagnia di assicurazioni, Sim, etc..). Inoltre il CFI ha normalmente alle spalle una notevole preparazione in materia economico-finanziaria. Lo Staff di Consulenza Vincente ha superato l’esame Efpa, valido per la Certificazione di European Financial Advisor. Successivamente abbiamo frequentato il Master Consultique, prima di poter essere iscritti alla Nafop. C’è da aggiungere altresì che nello svolgimento dell’attività ci avvaliamo di società di analisi indipendenti che forniscono aggiornamenti e sofisticati software.

Per quali patrimoni è conveniente avvalersi della Consulenza Finanziaria Indipendente? Se ho pochi soldi posso affidarmi ad un Consulente Finanziario Indipendente?  

Conviene senza dubbio avvalersi della professionalità del CFI. Il lavoro è remunerato in percentuale sul capitale trattato, quindi non ci sono limiti nè verso il basso, nè verso l’alto. E’ evidente che maggior rilevanza ha il patrimonio, maggiori sono le opportunità di diversificazione e di utilizzo di strumenti sofisticati. E’ opportuno avvalersi della consulenza per tutto il patrimonio.

Per diverse ragioni:

  • se è al corrente dell’intera consistenza patrimoniale, è in grado di predisporre correttamente il proprio lavoro.
  • Se il cliente, rivela solo una parte del proprio patrimonio al consulente e replica per dieci, cento, mille i suoi consigli, rischi di fare dei danni seri. Sono ben diversi i consigli su un patrimonio di 50.000€ rispetto ad uno di 1.000.000 €.
  • La parcella è proporzionalmente inferiore più sono elevati i patrimoni, poiché la parte di costi fissi si ammortizza.
  • L’elevato livello del servizio di consulenza è uno degli obiettivi di ogni professionista. Per mantenere questi standard e dedicare ad ogni cliente il tempo che un rapporto professionale richiede, è necessario non superare certe soglie in termini di numero di clienti.
  • L’entità del patrimonio (sia finanziario che non) è una variabile importante che determinerà la tipologia di rapporto che si instaurerà con il cliente. Più è complesso più il rapporto sarà “continuativo”, più è contenuto e più sarà “spot”.

Non credo di aver bisogno di qualcuno che mi consigli come investire il mio denaro! 

L’esperienza degli ultimi anni ha dimostrato l’esigenza di un’informazione chiara, indipendente, obiettiva e comprensibile, in grado di aiutare gli investitori a decidere autonomamente come gestire  i propri risparmi. I fondi comuni di investimento bruciano ricchezza, Peggio ancora fanno le Gestioni patrimoniali in titoli (GPM) o in fondi (GPF). Le polizze assicurative Unit Linked e Index Linked sono assolutamente da evitare!

Fabrizio Taccuso 

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