AUMENTO TASSAZIONE CAPITAL GAIN

Un valore aggiunto importante derivante dall’attività del Consulente Finanziario Indipendente è l’efficiente gestione dei capital gain e più in generale della fiscalità titoli. Infatti  l’ottimizzazione del Portafoglio che tiene conto anche di questo importante fattore rappresenta certamente un beneficio notevole in termini finanziari.

Analizzando i portafogli dei clienti gestiti dalle banche e dai promotori finanziari, ci accorgiamo spesso che quest’aspetto è del tutto trascurato, con il risultato che i clienti, anzichè compensare i guadagni e le perdite, vendono solo i titoli in guadagno, sostenendo così inutili esborsi dovuti alle imposte sul capital gain. La finanza comportamentale, del resto, ha infatti ampiamente dimostrato che si tende quasi sempre  a procrastinare nel tempo il dolore derivante dalla vendita delle posizioni in perdita, con l’ulteriore effetto negativo che si vendono i titoli migliori del portafoglio tenendo viceversa quelli più scarsi.

La corretta gestione della fiscalità diventa ancora più rilevante alla luce dell’aumento della tassazione dei capital gain dal 20% al 26% a partire da martedì 1° luglio. La circolare 19/E dell’Agenzia delle Entrate ha stabilito proprio in extremis che saranno interessate all’aumento della tassazione esclusivamente le plusvalenza realizzate dopo il 1 luglio, a prescindere dalla valuta di accredito.

Quindi nel caso di capital gain realizzati prima di tale data, anche qualora il corrispettivo venga riscosso nel mese di luglio 2014, troverà applicazione la vecchia aliquota del 20%, in quanto ciò che rileva ai fini dell’individuazione dell’aliquota d’imposta è il momento il cui la cessione del titolo possa considerarsi perfezionata da un punto di vista civilistico (in pratica non si guarda la valuta di accredito del titolo ceduto ma la data di vendita).

Nella tabella qua sotto abbiamo voluto riassumere le variazioni di aliquota a seconda dei vari strumenti.

Aumento Tassazione

Aumento tassazione

la variazione non avrà effetto sui titoli pubblici italiani, su quelli emessi da Stati esteri white list e da organismi sovranazionali (es. BEI e BIRS) equiparati ai titoli pubblici, che mantengono la stessa aliquota sia sui redditi diversi che su quelli di capitale.

Va inoltre evidenziato che il risparmiatore può esercitare l’opzione dell’affrancamento, ossia la possibilità di pagare le imposte sulle plusvalenze maturate sino ad una certa data con la vecchia aliquota, evitando di applicare quella relativa al nuovo regime. In pratica l’affrancamento permette di dividere in due l’utile conseguito, suddividendolo in base alla maturazione. In tale modo la quota parte delle plusvalenze maturate dalla data di acquisto al 30 giugno pagherà l’imposta al 20%, mentre l’utile maturato dopo sarà tassato al 26%.

Senza dubbio l’inasprimento fiscale al 26% porterà ad una maggiore attenzione da parte dei clienti all’aspetto fiscale, specialmente nel caso di grandi patrimoni. Consulenza Vincente ha creato collaborazioni di qualità con professionisti esperti in materia fiscale per consigliare “veicoli” di investimento validi nell’attuale contesto di mercato ed adatti a ridurre l’impatto derivante dall’aumento della tassazione dei capital gain. Al riguardo invitiamo a contattarci direttamente tutti coloro che fossero interessati ad approfondire il discorso, per valutare al meglio il da farsi caso per caso.

Un’imposta lecitamente non pagata rappresenta un’imposta risparmiata…

Fabrizio Taccuso

 

Fabrizio Taccuso

Fabrizio Taccuso, consulente finanziario indipendente, ha lavorato per vent’anni nel settore della Consulenza Finanziaria ai privati. Nel 2006 ha conseguito la certificazione internazionale €PFA di primo livello di European Financial Advisor. Nel 2007 ha frequentato il Master in Fee Only Financial Planning di Consultique e si è iscritto a Nafop. Segui Fabrizio Taccuso su Google+

Lascia un commento