DRAGHI NON DELUDE I MERCATI

Nel D-Day di giovedì scorso  le  attese della BCE hanno confermato le migliori aspettative degli operatori finanziari. Le promesse di Draghi sono state rispettate e questo ha dato ulteriore euforia ai mercati azionari che hanno segnato nuovi massimi storici assoluti. Il Dax ha abbattutto la barriera psicologica dei 10.000 punti, raddoppiando il suo valore in meno di tre anni, mentre l’indice americano Sp500,  ha addirittura triplicato il suo valore dai minimi del 2009! Sp500

Certo, non c’è stato l’atteso “bazooka” rappresentato dal QE europeo, ma sono arrivate una serie di misure sicuramente classificabili come eccezionali e che complessivamente comunque disegnano un atteggiamento aggressivo da parte dell’istituto guidato da Mario Draghi.

La BCE ha agito su vari fronti:

—  ritoccando al ribasso il tasso principale di riferimento (REFI) e portandolo allo 0,15% dal precedente 0,25%, andando in pratica a combattere il pericolo di deflazione in Europa; per la prima volta dalla nascita della BCE il tasso d’interesse sui depositi è stato portato sotto zero a -0,10%. Dall’11 giugno le banche pagheranno un interesse per parcheggiare la liquidità presso la BCE.

—  la Bce continuerà a garantire piena liquidità al sistema fino al dicembre 2016, interrompendo tuttavia il programma di sterilizzazione dei titoli di stato (SMP) effettuato settimanalmente. Si tratta di 165 mld di euro che resteranno quindi sul mercato e non saranno drenati.

— un piano speciale di rifinanziamento delle banche definito TLTRO (“Targeted Long Term Refinacing Operation” ) che si pone l’obiettivo di far ripartire il credito nella zona euro. Con questo piano le Banche potranno prendere a prestito dei soldi dalla BCE ad un tasso agevolato, ma ad una condizione: che utilizzino i fondi per finanziare imprese e famiglie.

—  Per quanto riguarda invece la misura non adottata, ossia il QE, la BCE non è rimasta totalmente inattiva, ma sta preparando il campo per renderlo possibile, ossia sviluppare il mercato delle cartolarizzazioni ABS, oggetto poi degli acquisti da parte della banca centrale (dal piano sono esclusi i titoli di stato).

Le scelte di Draghi si accompagnano a due elementi di mercato esaminato: le nuove stime di crescita elaborate dalla BCE e che hanno ridotto i target per il 2014, i dati di inflazione che a maggio è tornata a moderarsi allo 0,50%.

Detto dei nuovi record sugli indici azionari, sul fronte obbligazionario  il decennale americano e quello tedesco si sono mossi in maniera similare durante l’ottava appena conclusa. I Treasury hanno evidenziato una fase crescente nei rendimenti fino a toccare area 2,60% (dal dato iniziale a 2,48% di inizio ottava). Dopo lo spyke up i rendimenti si sono ridotti per poi chiudere comunque vicino ai massimi settimanali. Identico il percorso dei Bund decennali che dopo un open settimanale a 1,36% hanno realizzato un rally fino a quasi l’1,50%, per poi assestarsi in area 1,40%. L’effetto su spread e CDS è stato evidente, con il restringimento del differenziale di rendimento tra debito periferico e titoli di stato tedeschi (146 per BTP-Bund e 136 per Bonos-Bund). In caduta, ovviamente, anche i rendimenti del debito periferico, con il decennale italiano sotto area 2,74%, i CDS Italia ai minimi ed i Bonos che rendono meno del T-Note!!!.

Relativamente ai mercati valutari l‘Euro ha vissuto una settimana all’insegna della volatilità; la tendenza alla debolezza rimane confermata, anche se la discesa verso area 1,35 è stata assorbita rapidamente e le quotazioni si sono riportate oltre l’area 1,36. Il deprezzamento della valuta europea è il cardine dell’azione della BCE, per combattere deflazione e crescita anemica.

Da un punto di vista operativo, dopo il rialzo ininterrotto dei mercati  nell’ultimo periodo, riteniamo doveroso mettere in guardia gli investitori circa i possibili rischi che i mercati, attualmente, stanno del tutto sottovalutando, come se la crisi fosse già del tutto archiviata.

VixAbbiamo accennato prima ai livelli di rendimento bassissimi dei titoli di stato italiani e spagnoli e dei CDS Italia oggi a quota 92, ossia circa l’84% in meno di quanto quotavano due anni fa, con un debito pubblico che nel frattempo ha continuato a lievitare. Un altro dato supporta questa nostra idea, l’indice VIX, il cosiddetto indice della paura, misurato sull’SP500, che si trova agli stessi livelli del 2007. Gli investitori, come allora, sono disposti a prendersi rischi altissimi a fronte di una redditività futura bassa ed incerta.

La nostra mission è quello di preservare e difendere i patrimoni dei nostri clienti ed ai livelli raggiunti dai listini, almeno nel breve dopo la lunga galoppata dei mercati, pensiamo sia saggio portare a casa i lauti guadagni ed attendere i mesi estivi (statisticamente poco favorevoli) sulla sponda del  fiume….

Fabrizio Taccuso

 

 

Fabrizio Taccuso

Fabrizio Taccuso, consulente finanziario indipendente, ha lavorato per vent’anni nel settore della Consulenza Finanziaria ai privati. Nel 2006 ha conseguito la certificazione internazionale €PFA di primo livello di European Financial Advisor. Nel 2007 ha frequentato il Master in Fee Only Financial Planning di Consultique e si è iscritto a Nafop. Segui Fabrizio Taccuso su Google+

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