Aumento di capitale Mps

E’ iniziato ieri l’aumento di capitale MPS. E’ senza dubbio un aumento di capitale molto oneroso (5 mld di euro complessivi), che prevede la sottoscrizione di 214 azioni di nuova emissione ogni 5 diritti posseduti ad un prezzo di 1 euro ciascuna.

Aumento capitale MPS

Aumento capitale MPS

E’ abbastanza evidente che chi era azionista prima dell’aumento di capitale vedrà enormemente diluito il proprio possesso azionario (nella misura del 97%)  qualora non aderisse all’aumento.

Vediamo i possibili scenari ai quali si trova di fronte un’azionista che possedeva 100 azioni MPS alla chiusura di venerdì 6 giugno:

— aderire all’aumento di capitale, sostenendo un esborso di  (100:5) *214*1 = 4280  euro;

— mantenere le azioni e vendere i diritti;

— vendere sia le azioni che i titoli;

— vendere le azioni ed esercita i diritti.

E’ molto probabile che si assisterà col passare dei giorni ad un calo del valore dei diritti. Saranno venduti da chi non effettuerà l’aumento di capitale. Nel contempo dovrebbero aumentare  il valore delle azioni (che già ieri hanno messo a segno un +20%).  Sarà sicuramente interessante seguire l’evoluzione del prezzo dei diritti che saranno negoziabili da lunedi’ 9 fino a venerdi’ 20 giugno, ma saranno esercitabili sino al 27 giugno. Le nuove azioni saranno disponibili dal 30 di giugno che è anche la valuta di addebito.

I principali azionisti della Banca attualmente sono:

— Fondazione Monte dei Paschi di Siena   2,50%

— Fintech Advisory                                             4,50%

— BTG Pactual Europe                                       2,112%

— Jp Morgan Chase                                             2,527%

— Axa                                                                   3,725%

— UBS                                                                   2,381%

I primi tre azionisti della lista hanno stipulato un accordo parasociale che coinvolge un totale del 9% delle quote del Monte dei Paschi di Siena. Si sono impegnati a sottoscrivere integralmente l’aumento di capitale MPS.

Ricordiamo che la Banca ha continuato a perdere anche nel 2013 (1,4 miliardi di euro) dopo le perdite record dei due anni precedenti (3,1 nel 2012 e 4,6 nel 2011). Il patrimonio netto in soli tre anni si è dimezzato da 14,6 a 7,6 miliardi di euro, a fronte di una capitalizzazione ante aumento di meno di 3 miliardi.

Il piano industriale del MPS  fissa come obiettivo un utile di 200 mln nel 2015 e di 900 nel 2017.

Pur considerando i dati di bilancio, che non sono di certo rosei, Consulenza Vincente ritiene interessante valutare di aderire all’aumento di capitale MPS. Chissà che si riesca finalmente a sistemare i conti della banca italiana più antica.

Fabrizio Taccuso

 

 

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