Investire è come fare una maratona, non è uno sprint

Sono tornato solo da qualche giorno da New York, dove ho corso la mia prima Maratona.

E’ stata un’esperienza fantastica correre assieme ad altri cinquantamila podisti in uno scenario davvero suggestivo ed accompagnati da decine di migliaia di persone che lungo tutto il percorso incitavano gli atleti. L’arrivo in Central Park è stato da “pelle d’oca”, ed è stato il coronamento di un anno di sacrifici, durante il quale ho dedicato tanto tempo ed energie per prepararmi dal punto di vista fisico, mentale ed anche alimentare.

Maratona-di-New-York

Maratona

Preparare una Maratona è anche un discorso mentale. Durante i miei lunghi allenamenti la mente faceva mille pensieri. Sei solo con te stesso e per aumentare la soglia di resistenza devi cercare di distrarre il più possibile la mente. Ho pensato un sacco di volte a quel traguardo posto in Central Park come ad una Stella Cometa che guidava il mio cammino. E lì trovavo le motivazioni per andare avanti, anche quando la voglia di allenarmi era poca o la stanchezza fisica e mentale mi avrebbero suggerito di smettere e fare altro.

Una delle cose che spesso balzava alla mia mente è la similitudine che c’è tra correre una Maratona ed investire sui mercati finanziari. Quando un anno fa mi ero prefisso quest’obiettivo molto ambizioso e apparentemente fuori dalla mia portata, mi era sembrata un’impresa titanica. Non avevo mai fatto il podista, ma la sfida mi sembrava avvincente e stimolante per misurarmi in condizioni particolarmente stressanti e superare i miei limiti fisici e mentali. Per raggiungere un obiettivo così grande avrei dovuto migliorare alcune qualità che sono fondamentali anche in tanti ambiti della vita come la tenacia, la grinta, la determinazione, la perseveranza, la voglia di mettermi in gioco e soffrire.

Molte di queste caratteristiche sono necessarie anche negli investimenti. Molti credono che il metodo più veloce per ottenere rendimenti elevati sui mercati sia attraverso operazioni di breve periodo dal timing azzeccato. In realtà non esistono metodi per predire costantemente ed accuratamente i movimenti di breve periodo. Da statistiche ufficiali emerge che tra l’80% ed il 90% dei ritorni sui titoli azionari avviene tra il 2% ed il 7% del periodo temporale considerato. E’ decisamente un compito arduo riuscire a prevedere esattamente quel 7% del tempo in cui le azioni vanno bene. Poichè chi ha un certo patrimonio deve farlo rendere nel tempo, il pericolo reale è di essere fuori dal mercato proprio quando avvengono i grossi movimenti, sopportando anche momentanei cali che spesso sono propedeutici a rialzi futuri.

Peter Lynch, il leggendario gestore del fondo Fidelity Magellan, ha calcolato che oltre la metà degli investitori nel suo fondo ha perso soldi, poichè essi entrano dopo un paio di buoni trimestri ed escono dopo un paio di trimestri deludenti. Il premio Nobel William Sharpe ha scoperto che lo speculatore deve fare la scommessa corretta l’82% delle volte per ottenere  lo stesso rendimento di una strategia “buy and hold”.

Da uno studio di American Century Investments, se una persona avesse mantenuto i suoi investimenti durante gli alti e bassi dei mercati tra il 1990 ed il 2005, 10000$ investiti inizialmente sarebbero diventati 51.345$. Se questa persona però avesse mancato i 10 migliori giorni di rialzo durante questi 15 anni, il suo ritorno sarebbe calato a 31.945$. Se invece avesse mancato i migliori 30 giorni, cioè un solo mese su 180, il ritorno sarebbe calato a 15.730$. Se avesse perso i migliori 50 giorni, avrebbe perso soldi ed il patrimonio si sarebbe ridotto a soli 9.030$.

Ecco alcune motivazioni valide e concrete affinchè un metodo di investimento debba essere valutato su un orizzonte abbastanza ampio, aldilà delle imprevedibili oscillazioni di breve periodo che molto spesso scoraggiano e creano tensione sui mercati.

Anche Investire è come fare una maratona, non è uno sprint; occorre un buon metodo, programmazione, tenacia e tanta pazienza. Cosi’ come sono pochi che riescono a concludere una Maratona con successo, sono pochi gli investitori che guadagnano veramente nel tempo.

 

Fabrizio Taccuso

Fabrizio Taccuso, consulente finanziario indipendente, ha lavorato per vent’anni nel settore della Consulenza Finanziaria ai privati. Nel 2006 ha conseguito la certificazione internazionale €PFA di primo livello di European Financial Advisor. Nel 2007 ha frequentato il Master in Fee Only Financial Planning di Consultique e si è iscritto a Nafop. Segui Fabrizio Taccuso su Google+

One comment for “Investire è come fare una maratona, non è uno sprint

  1. Andrea Rosettani

    Complimenti !!! Per la maratona ma soprattutto per la metafora, veramente interessante. Col tuo permesso me la rivendo con i miei clienti…eheheh.
    Buon lavoro!
    Andrea.

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