L’importanza della Previdenza complementare

Quello legato alla Previdenza complementare sarà certamente, da qui in avanti, uno dei problemi principali a cui ogni italiano dovrà far fronte.

In venti anni è più che raddoppiato l’indicatore che misura la preoccupazione di non riuscire ad affrontare serenamente la vecchiaia. Ciò ha contraddetto una delle conquiste del XX secolo, ossia la prospettiva di una terza età nella quale fosse possibile mantenere il tenore di vita dell’età attiva.

A seguito del deficit dell’Inps, dell’aumento dell’aspettative di vita  e dell’ingresso ritardato delle nuove generazioni nel mondo del lavoro, il sistema pensionistico è stato profondamente modificato negli anni:

  • è stata innalzata l’età richiesta per andare in pensione;
  • è stata aumentata l’anzianità contributiva minima.

 L’importo della pensione viene collegato a:

  • totale dei contributi versati durante la vita lavorativa;
  • crescita del Prodotto Interno Lordo (PIL);
  • durata media del periodo di pagamento della pensione (la cosiddetta “speranza di vita” al momento del pensionamento;
  • tasso di inflazione.

Ecco perchè le nuove pensioni saranno via via più basse in rapporto all’ultima retribuzione percepita.

previdenza complementare

Previdenza complementare

E’ fondamentale conoscere il cosiddetto tasso di sostituzione, ossia il rapporto tra la prima rata che si riscuote quando si va in pensione e l’ultimo stipendio percepito.

Questo consente di valutare se la pensione potrà garantire un futuro adeguato o meno. Per dare solo un’idea un lavoratore che oggi ha 40 anni andrà in pensione con un tasso di sostituzione del 70% se si tratta di un lavoratore dipendente e meno del 50% se si tratta di un lavoratore autonomo.

Aderire alla Previdenza complementare significa accantonare una parte dei propri risparmi durante la vita lavorativa per ottenere una pensione che si aggiungerà a quella corrisposta dalla Previdenza obbligatoria.

La Previdenza complementare rappresenta un’opportunità di risparmio a cui lo Stato riconosce agevolazioni fiscali. L’agevolazione vale anche nel caso che si effettuino versamenti a favore di familiari che sono a carico. E’ possibile dedurre ogni anno dal proprio reddito imponibile una somma sino a 5.164 euro.

Su cosa si basa la Previdenza complementare?

Essa si fonda sul cosiddetto regime della contribuzione definita; pertanto, la somma che è stata accantonata per la pensione, cioè la propria posizione individuale, dipende da:

  • importo dei contributi versati alla forma pensionistica complementare;
  • lunghezza del periodo di versamento; 
  • dai rendimenti ottenuti con l’investimento sui mercati dei contributi versati.

In un precedente articolo abbiamo già trattato le diverse tipologia di forma pensionistica complementare che sono:

  • Fondi pensioni negoziali, istituiti dai rappresentanti dei lavoratori e dai datori di lavoro nell’ambito della contrattazione nazionale, di settore o aziendale (Fonte, Fonchim, Cometa);
  • Fondi pensioni aperti, istituiti da società di gestione del risparmio (SGR);
  • Piani individuali pensionistici  (Pip) istituiti dalle Assicurazioni;
  • Fondi pensioni preesistenti, istituiti prima del Decreto Legislativo 124 del 1993.

Per quanto riguarda la fase della contribuzione, nel caso del lavoratore autonomo il versamento è costituito esclusivamente dal suo contributo.

Nel caso del lavoratore dipendente la contribuzione è formata da:

  • la quota di TFR futuro, cioè quella che matura dal momento in cui si aderisce alla forma pensionistica;
  • il contributo del lavoratore e del suo datore di lavoro, a condizione di aver aderito in forma collettiva;
  • il TFR “maturato” previo accordo col datore di lavoro.

Al raggiungimento del requisiti per la pensione obbligatoria ed a condizione che si possa far valere almeno cinque anni di partecipazione alla previdenza complementare, è possibile trasformare la posizione individuali in rendita. Quest’ultima rappresenta la pensione complementare che può essere reversibile sia al coniuge che ad altra persona che si vuole designare. E’ anche possibile optare per la liquidazione della pensione in un’unica soluzione anche interamente, ma limitatamente ai casi specifici previsti dalla normativa. Le prestazioni sono tassate con aliquota massima del 15% e minima del 9%.

Per quanto riguarda le somme versate nella Previdenza complementare sono ammesse anticipazioni:

  • per spese sanitarie in qualsiasi momento sino al 75% dell’importo maturato;
  • acquisto e ristrutturazione della prima casa per sé o per i figli dopo 8 anni dall’iscrizione sempre sino al 75% dell’importo maturato ma con tassazione ad aliquota fissa del 23%;
  • ulteriori esigenze dell’aderente richiedibili dopo 8 anni dall’iscrizione.

 Relativamente alle forme di riscatto consentite è previsto:

  • riscatto totale 100% della posizione maturata in caso di premorienza, invalidità permanente che comporti la riduzione della capacità di lavoro a meno di un terzo, cessazione dell’attività lavorativa con inoccupazione superiore a 48 mesi;
  • parziale al 50% della posizione individuale maturata con conseguente inoccupazione per un periodo di tempo compreso tra 12 e 48 mesi, procedura di mobilità, cassa integrazione guadagni ordinaria e straordinaria;
  • riscatto totale per perdita dei requisiti in caso di cessazione dell’attività lavorativa avvenuta tramite accordo collettivo.

Precisiamo che l’adesione al fondo pensione non è vincolante. Per assicurare la massima competitività e trasparenza nel mercato e quindi agevolare gli aderenti, il legislatore permette la trasferibilità tra fondi pensione. E’ possibile infatti trasferire la propria posizione previdenziale da un fondo ad un altro purchè siano decorsi almeno due anni dalla data di adesione ovvero dell’ultimo trasferimento. Questo passaggio a livello fiscale è neutrale, ossia non subisce alcuna tassazione.

E’ anche possibile e spesso consigliabile, aderire contemporaneamente a più fondi pensione. 

Al fine di scegliere la soluzione ottimale di ciascuno, lo staff di Consulenza Vincente è come sempre a disposizione.

La previdenza complementare rappresenta uno dei passaggi strategici che riguardano la pianificazione finanziaria di ciascun individuo.

Fabrizio Taccuso

 

Fabrizio Taccuso

Fabrizio Taccuso, consulente finanziario indipendente, ha lavorato per vent’anni nel settore della Consulenza Finanziaria ai privati. Nel 2006 ha conseguito la certificazione internazionale €PFA di primo livello di European Financial Advisor. Nel 2007 ha frequentato il Master in Fee Only Financial Planning di Consultique e si è iscritto a Nafop. Segui Fabrizio Taccuso su Google+

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