Come investire con i tassi a zero

I massicci interventi di liquidità delle principali Banche Centrali hanno portato i tassi a zero.

Di conseguenza le logiche storiche con cui si costruiva un Portafoglio rischiano di rivelarsi superate o quanto meno inefficaci.

come investire con i tassi a zero

Come investire con i tassi a zero

In Italia gli investitori più prudenti hanno potuto da sempre contare sulle generose cedole dei titoli di Stato e delle obbligazioni corporate. Ciò permetteva di arrotondare, senza troppa fatica, stipendi e pensioni. Si poteva contare su buone remunerazioni anche per quanto riguardava la gestione della liquidità, attraverso operazioni di Pronti contro termine e Conti Deposito. Tutto questo costituiva, nella gran parte dei casi, l’ossatura, se non la totalità del Portafoglio.

Oggi l’aspettativa di rendimento di chi ha mantenuto questo approccio è prossima allo zero. Anzi, potrebbe comportare in futuro perdite in conto capitale, quando i tassi riprenderanno a salire.

A ciò dobbiamo aggiungere il fatto che Banche, Sgr e Posta spingono i loro clienti ad investire su prodotti di risparmio gestito. Fondi comuni, Sicav  e gestioni patrimoniali, ma anche le polizze assicurative (Unit ed Index Linked) hanno costi tali da annullare i rendimenti attesi. Parliamo di costi tra il 3 ed il 5 per cento all’anno. 

Facendo i Consulenti finanziari indipendenti, non partiamo mai da una logica di investimento basata sul prodotto. Mettiamo sempre al centro il nostro cliente ed i suoi bisogni.

Stabiliamo a priori un percorso, partendo dai principali obiettivi finanziari di vita, dall’esperienza e dalla tolleranza al rischio. Solo in una seconda fase decidiamo la composizione di Portafoglio più adeguata. Periodicamente apportiamo aggiustamenti di tipo tattico.

Oggi è fondamentale superare la storica ripartizione tra monetario, obbligazionario e azionario.

Questo approccio indurrebbe a consigliare i primi due comparti agli investitori più prudenti e l’azionario solo ai più dinamici. Probabilmente in futuro si rischierà più sull’obbligazionario che sull’azionario. Ecco quindi che bisogna ragionare in un’ottica nuova, diversificando il più possibile.

Nei portafogli dei nostri clienti inseriamo strumenti obbligazionari di tipo inflation linked che in futuro beneficeranno del rialzo dell’inflazione. Consigliamo l’obbligazionario dei Paesi Emergenti, attraverso fondi comuni ad alto rating.  E’ opportuno inserire strumenti non direzionali come i fondi absolute e total return. Se ben gestiti, possono dare valore in ogni fase di mercato e ridurre la volatilità complessiva del Portafoglio.

Con i tassi a zero vanno aggiunti anche strumenti innovativi come i Certificates. Sono ancora sconosciuti al grande pubblico e spesso anche agli stessi addetti ai lavori. Utilizzano strategie molto interessanti e remunerative, distribuendo redditi periodici, oppure permettendo di guadagnare, entro certi limiti, sia in fasi di salita dei mercati che di discesa.

Riteniamo poi imprescindibile inserire strumenti azionari, anche se con quote diverse a seconda delle caratteristiche dell’investitore.

Gli stimoli delle Banche Centrali dovrebbero consentire ancora rialzi dell’azionario. Sono da privilegiare i principali Paesi Europei, con un occhio di riguardo all’Italia, ma anche gli Emergenti, sia con Etf  che con fondi comuni.

Per i più prudenti consigliamo un approccio graduale attraverso piani di accumulo che risolvono l’eterno dilemma del timing di ingresso.

E’ saggio anche mantenere una certa quota di liquidità, dato che ci stiamo avvicinando ad un periodo statisticamente poco favorevole (Sell in May & go away). Spesso nei mesi estivi arrivano correzioni dei mercati.

In conclusione anche con i tassi a zero è possibile fare bene. E’ opportuno stabilire una strategia d’investimento, essere flessibili e utilizzare strumenti efficienti. Se volete saperne di più, contattatteci…

Fabrizio Taccuso

 

Fabrizio Taccuso

Fabrizio Taccuso, consulente finanziario indipendente, ha lavorato per vent’anni nel settore della Consulenza Finanziaria ai privati. Nel 2006 ha conseguito la certificazione internazionale €PFA di primo livello di European Financial Advisor. Nel 2007 ha frequentato il Master in Fee Only Financial Planning di Consultique e si è iscritto a Nafop. Segui Fabrizio Taccuso su Google+

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