Ottimizzazione fiscale ma non per tutti

La ricerca di rendimenti è il primo obiettivo di ogni investitore. In questa fase di mercato caratterizzata da tassi a zero e con l’aumento della tassazione delle rendite finanziarie, tale obiettivo diventa sempre più difficile.

Diventa allora prioritaria l’ottimizzazione fiscale, per minimizzare l’impatto degli oneri e far sì che i ritorni siano più rotondi. Nel numero di Plus 24 del Sole 24 Ore in edicola lo scorso weekend, noi di Consulenza Vincente siamo stati intervistati al riguardo.

Ottimizzazione fiscale ma non per tutti

Ottimizzazione fiscale ma non per tutti

Una delle strade da percorrere per ridurre l’impatto fiscale è quella delle polizze, ma l’operazione non è alla portata di tutti. Molti advisor consigliano le polizze vita che costituiscono uno strumento efficace. Consentono infatti di ottenere diversi benefici; in particolare la possibilità di procrastinare il pagamento dell’imposta di bollo al momento della morte del beneficiario oppure al momento del riscatto.

Il problema vero delle polizze vita, almeno di quelle standardizzate proposte dalle banche, consiste nella loro onerosità. 

Infatti spesso risulta troppo elevata e tale da vanificare i benefici di cui attualmente godono. Mentre i clienti più avveduti riescono a progettare ed implementare polizze vita a costi accettabili rimanendo al di sotto dell’1% annuo, per i risparmiatori “normali” i costi delle polizze superano i vantaggi.

Relativamente agli investitori di fascia medio alta, generalmente da 250 mila euro, Consulenza Vincente sfrutta i vantaggi delle polizze unit linked.

Gli studi di consulenza possono trattare con le banche condizioni più favorevoli rispetto a quelle applicate al singolo cliente. Proprio recentemente abbiamo negoziato con un istituto di credito una “unit” con un costo di gestione annua dello 0,6%. La media del settore si aggira normalmente almeno all’1,5%, per cui è un notevole miglioramento.

Altrettanto rilevante è la commissione di gestione dei singoli strumenti inseriti nella polizza. Noi chiediamo di applicare le commissioni riservate agli operatori istituzionali, anziché quelle applicate alla clientela retail. In questo modo lo strumento polizza diventa estremamente vantaggioso. Oltre ai vantaggi già noti (impignorabilità ed insequestrabilità), consente al suo interno di compensare plusvalenze e minusvalenze, differendo il pagamento delle tasse sino al momento di estinzione della polizza stessa.

Un altro aspetto molto importante che dà notevole valore aggiunto è che siamo noi a scegliere gli strumenti da inserire all’interno della polizza. In genere si tratta di Etf e dei migliori fondi comuni e Sicav internazionali, che hanno lo stesso trattamento fiscale. Viceversa, tutti gli altri strumenti che permettono una compensazione tra di loro come azioni, obbligazioni, Certificates ed Etc. rimangono all’interno di un deposito amministrato.

Come sempre rimaniamo a disposizione di tutti coloro che volessero approfondire meglio questi importanti aspetti.

L’ottimizzazione fiscale degli strumenti inseriti in Portafoglio è un aspetto quasi sempre del tutto trascurato dalle banche. E’ invece un valore aggiunto della consulenza finanziaria indipendente.

Con la situazione attuale dei tassi questo aspetto fa decisamente la differenza ai fini del rendimento.

Fabrizio Taccuso

 

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