I mercati sembrano aver metabolizzato la Grecia

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Per fare meglio il punto sui mercati in questa fase piuttosto nervosa, pubblichiamo oggi il report di Money Risk Analysis con cui noi di Consulenza Vincente collaboriamo già da diversi mesi.

I mercati sembrano aver metabolizzato la Grecia, almeno sul breve termine. Ieri l’indice Dax ha terminato la seduta con un invert-hammer piuttosto chiaro a conferma dell’importanza del supporto di 10880. Le possibilità di reazione sono molto elevate, in quanto c’è voglia di liberarsi dal nervosismo di questi giorni.

Oltretutto l’attenzione si sposta sulla conferenza della Fed e sulle sistemazioni delle scadenze tecniche, che in questi giorni la dovrebbero fare da padrona.

Sarà mica finito il ciclo ribassista di breve? Probabile, anche se al momento la configurazione rimane riflessiva e non priva di pericolosità. I problemi legati alla Grecia, in questi anni sono stati ben isolati come sappiamo. Questo non dovrebbe portare ad un effetto domino, anche se alcuni strascichi non mancheranno, come ad esempio la valutazione del rischio tra aree core e periferiche, in un momento in cui osserviamo una dinamica rialzista dei tassi di mercato.

Per quanto riguarda la Fed, le attenzioni sono rivolte al dubbio se i tassi saranno alzati a settembre oppure, come consiglia il FMI, nella prima metà del 2016. Non credo comunque che emergeranno certezze in merito. L’unica cosa di veramente ufficiale che sto osservando è l’inflazione Usa, che negli ultimi 6 mesi si è portata leggermente in territorio negativo, nonostante che ci venga raccontata ancora la storiella dell’inflazione core, salita ovviamente a causa del crollo dei prezzi energetici, i quali hanno spostato i consumi su altri beni. Detto questo, credo che una decisione in favore di un aumento dei tassi sia una mossa alquanto rischiosa, in quanto inciderebbe drammaticamente sui consumi interni, alimentando ulteriormente i pericoli di deflazione nel lungo e anche breve periodo.

Guardando ai mercati europei, da tempo ho creduto in una fase laterale molto ampia sia in termini quantitativi che temporali. Osservando il Dax, l’area probabile di movimento laterale dovrebbe essere compresa tra 12150 e 10880. Un ciclo ribassista non sembra essere desiderato dalle Banche Centrali, almeno per il momento, in quanto come ho sempre detto, l’obiettivo principale è quello della normalizzazione dei mercati, in attesa che il ciclo economico reale riduca il gap formatosi in questi anni. Altrimenti, tutto ciò che è stato imbastito dalle Banche Centrali non avrebbe alcun senso.

Restiamo pertanto in attenta osservazione della tenuta del supporto di 10880 del Dax. Nel frattempo assistiamo alla presenza di alta direzionalità/volatilità di medio periodo, ragione per la quale i movimenti ampi, rientrano nelle caratteristiche di questo mercato.

Condividiamo il pensiero degli amici di Money Risk Analysys, non pensiamo che le Banche Centrali vogliano vanificare con il caso Grecia tutto il lavoro fatto negli ultimi anni. Come accennato anche in un recente nostro articolo pubblicato su Plus 24, dal titolo “Il rischio nei portafogli è cambiato“, pensiamo sia fondamentale in questa fase essere molti dinamici nell’approcciare i mercati, utilizzando strumenti molto flessibili e soprattutto Total Return, in modo da ottenere rendimenti a prescindere dalla direzionalità di breve dei mercati.

Fabrizio Taccuso

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