Il Portafoglio statico per combattere la volatilità

Il Portafoglio statico è un Portafoglio fisso, che ha come sue componenti in pari misura il Ctz italiano, il Bund tedesco, l’Oro e il Dax (indice principale della Borsa tedesca).

In pratica il Portafoglio è composto in parti uguali da:

  • obbligazioni a breve;
  • obbligazioni a lungo termine;
  • commodities;
  • azioni
Il portafoglio statico

Il portafoglio statico

Il Portafoglio statico è stato l’argomento della nostra ultima intervista, pubblicata sull’ultimo numero di Plus 24, inserto del Sole 24 Ore. 

Prende spunto dalla teoria del cosiddetto Portafoglio perfetto, sviluppata negli Usa. Lo scopo è quello di ridurre la volatilità e di contenere i costi di gestione. E’ facilmente replicabile con strumenti che una volta acquistati non presentano alcun costo di gestione annua.

In pratica è l’esatto contrario dei portafogli che propongono banche, promotori e compagnie assicurative. Infatti cercano di collocare prodotti (fondi e polizze varie) che generano commissioni durante tutto il periodo di investimento.

La sommatoria di tali costi può variare da un 2,5% a ad un 5% annuo.

E’ evidente che in questi casi i costi impattano in maniera decisiva sul buon esito degli investimenti.

Altra caratteristica positiva degli strumenti che compongono il Portafoglio statico è che sono liquidi e vendibili in qualsiasi momento senza vincoli temporali.

Dal 1991 ad oggi tale portafoglio ha dato rendimenti annui molto interessanti (8,4%), superiori alla maggior parte degli investimenti proposti dal sistema bancario.

Tuttavia noi di Consulenza Vincente siamo perplessi sulla validità di tale Portafoglio in questa specifica fase di mercato. Principalmente per due motivi:

  • i tassi prossimi allo zero
  • la finanza comportamentale

In merito al primo fattore, è evidente che la componente obbligazionaria a lungo termine, oggi, comporta più rischi che benefici. Eventuali rialzi dei tassi, che prima o poi fatalmente ci saranno, impatteranno negativamente sul prezzo dei titoli, generando anche forti minusvalenze.

La seconda componente è legata alla psicologia ed all’emotività degli investitori. Nella maggior parte dei casi, non hanno la pazienza di guardare gli investimenti nel lungo periodo e mal sopportano i cali dei mercati.

Sappiamo infatti il dolore derivante da una perdita, seppur temporanea, è superiore al piacere derivante da un guadagno equivalente.

In sostanza riteniamo che non esiste un Portafoglio ideale, adatto a tutte le stagioni. E’ fondamentale impostare con il cliente un percorso attraverso un Portafoglio strategico (da valutarsi in un tempo congruo) da implementare con variazioni tattiche. Tutte le volte che la situazione dei mercati lo renderà necessario.

Una “manutenzione” periodica e la scelta di strumenti efficienti che il consulente finanziario indipendente sa consigliare, permetteranno di raggiungere i principali obiettivi finanziari di ciascun cliente.

Fabrizio Taccuso

 

 

 

Fabrizio Taccuso

Fabrizio Taccuso, consulente finanziario indipendente, ha lavorato per vent’anni nel settore della Consulenza Finanziaria ai privati. Nel 2006 ha conseguito la certificazione internazionale €PFA di primo livello di European Financial Advisor. Nel 2007 ha frequentato il Master in Fee Only Financial Planning di Consultique e si è iscritto a Nafop. Segui Fabrizio Taccuso su Google+

Lascia un commento