I conflitti di interesse nel mondo finanziario

conflitti di interesse di banche e promotori finiscono spesso con il penalizzare gli investimenti dei clienti.

In questo articolo parliamo di un caso concreto avvenuto recentemente. Si tratta del Sig. Ferrari (nome di fantasia), pensionato ottantenne che ha un’azienda gestita a livello familiare ed investimenti mobiliari con un promotore finanziario di un primario gruppo italiano.

conflitti di interesse

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A fine 2014 il Portafoglio gestito dal promotore ammontava a 610 mila euro ed era costituito esclusivamente da fondi comuni di investimento azionari, diversificati per settori ed area geografica. A luglio di quest’anno la somma era diventata 750 mila euro. Il Sig. Ferrari con cui eravamo già in contatto da tempo ci chiese un parere sul da farsi, dal momento che in passato più volte il suo Portafoglio aveva subito notevoli oscillazioni, senza che il tutto si concretizzasse in guadagni sostanziali. In pratica il promotore non gli aveva mai suggerito di prendere profitto e ridurre il rischio, nemmeno in momenti favorevoli.  Facemmo un’analisi dei fondi contenuti nel dossier e considerando età, il grado di rischio degli investimenti ed il contesto generale consigliammo di smobilizzare l’intera posizione mettendola, almeno temporaneamente, in liquidità.

Il nostro suggerimento era basato su alcune considerazioni fondamentali:

  • 23% in sei mesi è un guadagno notevole, soprattutto in considerazione delle incognite che si addensavano in quel periodo sui mercati (Grecia e Cina).
  • Il guadagno ottenuto in pochi mesi dagli investimenti finanziari era ben superiore al guadagno che l’azienda del Sig. Ferrari consegue in due anni di duro lavoro.
  • Il periodo estivo è statisticamente poco favorevole per i mercati finanziari, soprattutto quando i mesi precedenti si sono rivelati fortemente positivi.

Si decise pertanto di incontrare insieme il promotore per chiedere di liquidare l’intera posizione, anche se avevamo premesso al Sig. Ferrari che il suo proposito avrebbe sicuramente incontrato le resistenze da parte del  promotore.

E così è stato. Il promotore ha risposto affermando che l’ufficio studi della banca ed i gestori dei fondi ritenevano che i mercati avessero ancora ampi margini di crescita. Pertanto non avrebbe avuto senso smobilizzare tutto in quel momento. Il Sig. Ferrari si è lasciato parzialmente convincere dal promotore. smobilizzando solo il 50% della posizione. Il risultato è stato che la scorsa settimana la sua posizione è tornata a 650 mila euro!! E meno male che il rischio è stato ridotto della metà!

Perchè è accaduto questo? Intanto perché tanti pensano di riuscire a prevedere l’andamento dei mercati.

Inoltre i conflitti di interesse impediscono a chi ha la “casacca” di una banca o di una Sgr di essere veramente imparziale nei propri giudizi. Quella che dovrebbe essere una vera consulenza si trasforma il più delle volte in una mera vendita!

Non si può essere totalmente obiettivi nelle proprie valutazioni quando certe scelte vanno a ledere il proprio tornaconto personale. E quello della banca mandante. Analizzando tutti i fondi che componevano gli investimenti, abbiamo calcolato un TER annuo (ossia la sommatoria dei costi di gestione) del 2,83%, pari a circa 17.000 euro. Tale somma costituisce la retrocessione che viene incamerata da banca, promotore finanziario e Sgr.

Nel momento in cui i prodotti venissero smobilizzati, banca e promotore non percepirebbero più  cospicue commissioni.

In pratica si tratta della parcella occulta, che più volte abbiamo evidenziato. Il Sig. Ferrari la paga senza esserne consapevole. Ma ogni anno incide pesantemente sul rendimento complessivo del Portafoglio. 

Fabrizio Taccuso

 

 

 

 

Fabrizio Taccuso

Fabrizio Taccuso, consulente finanziario indipendente, ha lavorato per vent’anni nel settore della Consulenza Finanziaria ai privati. Nel 2006 ha conseguito la certificazione internazionale €PFA di primo livello di European Financial Advisor. Nel 2007 ha frequentato il Master in Fee Only Financial Planning di Consultique e si è iscritto a Nafop. Segui Fabrizio Taccuso su Google+

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