Gli ETF sono rischiosi? No, ecco perché!

ETF è l’acronimo di Exchange Traded Fund, un termine con il quale si identifica una particolare tipologia di fondo d’investimento o Sicav con due principali caratteristiche:

  • è negoziato in Borsa come un’azione;
  • ha come unico obiettivo d’investimento quello di replicare l’indice al quale si riferisce (benchmark) attraverso una gestione totalmente passiva.

Un ETF riassume in sé le caratteristiche proprie di un fondo e di un’azione, consentendo agli investitori di sfruttare i punti di forza di entrambi gli strumenti:

  • diversificazione e riduzione del rischio proprie dei fondi;
  • flessibilità e trasparenza informativa della negoziazione in tempo reale delle azioni.

Sembra una battuta ma la frase “Lasci perdere gli Etf sono rischiosi” è la risposta che ancora oggi tanti risparmiatori ricevono dalla loro banca. E’ accaduto anche qualche giorno fa ad un mio cliente qualche giorno fa. E pensare che i primi Etf sono stati quotati sul mercato italiano nel settembre del 2002…

Voglio darvi maggiori dettagli ed un esempio concreto.

Il Sig. Bianchi (nome di fantasia) mi ha contattato recentemente. Non era soddisfatto del servizio dalla sua banca e voleva capire meglio come si svolge l’attività del  consulente finanziario indipendente ed il motivo per cui utilizza gli ETF.

Come sempre accade si parte dal check up del portafoglioossia un’analisi gratuita del portafoglio del cliente. Il tutto viene sintetizzato attraverso un file excel in cui vengono riepilogati tutti i prodotti che lo compongono e viene quantificata la cosiddetta parcella occulta. Questa sintetizza la sommatoria di tutti i costi che il cliente paga ogni anno a vario titolo (commissioni di sottoscrizione, di gestione, di performance, di uscita) senza esserne consapevole. Normalmente il tutto ammonta a circa il 2/2,50% delle somme investite, un vero salasso! Ogni anno!

A questo punto procedo, consigliando la sostituzione di tutti i prodotti inefficienti (unit linked, polizze varie, gestioni patrimoniali, fondi comuni con basso rating) con strumenti migliori e più efficienti. Tra questi vi sono senza dubbio gli Etf.

Perché scegliere gli ETF

Il numero degli Etf presenti sulla Borsa Italiana è aumentato in modo esponenziale negli anni e attraverso di essi è possibile oggi investire in ogni area geografica del mondo ed in tutti gli asset (azioni, indici di borsa, obbligazioni, valute, materie prime). Hanno quindi il grande pregio di permettere di diversificare al meglio i propri investimenti. Sono fondi passivi in quanto replicano fedelmente l’andamento dell’attività sottostante. Ad esempio se acquisto l’Etf S&P 500, investo nelle principali 500 società degli Stati Uniti attraverso un’unica operazione. Se l’indice salirà del 10%, l’Etf replicherà l’andamento di tale performance, al netto di un costo di gestione annuo molto contenuto.

Gli ETF sono rischiosi?

Ovviamente la risposta “Lasci perdere, gli Etf sono rischiosi!” oltre che essere in totale malafede, non ha proprio senso! Cosa vuol dire gli Etf sono rischiosi? Essendo l’Etf una scatola, il suo rischio dipende dal contenuto, ossia dagli strumenti in esso contenuti. E’ forse rischioso un Etf che investe in liquidità o in titoli governativi a breve termine dell’area Euro?

Il vero motivo per cui questi strumenti vengono sconsigliati dalle banche è che sono poco costosi per il cliente e quindi non generano redditività per la banca. Gli Etf costano 8-10 volte meno di un fondo comune o 20 volte in meno rispetto alle polizze assicurative collocate allo sportello dal bancario.

Capite quindi il palese conflitto d’interessi delle banche che vi dicono che gli Etf sono rischiosi?

E’ evidente che finché in banca continuerà questo atteggiamento e direi anche questa scarsa professionalità, per noi di Consulenza Vincente ci sarà sempre molto da fare. Saranno sempre di più i clienti consapevoli che sceglieranno di affidarsi alla consulenza finanziaria indipendente.

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