Educazione finanziaria molto bassa in Italia

L’educazione finanziaria in Italia è ad un livello molto basso. Questo è ciò che emerge dal rapporto 2016 della Consob sulle scelte di investimento delle famiglie italiane.

E’ emblematico il fatto che solo il 6% degli intervistati comprende correttamente un concetto fondamentale come la nozione di diversificazione del portafoglio. Suddividere i propri investimenti in più prodotti finanziari e non concentrarli in uno solo (o pochi) è la regola numero uno per qualsiasi investitore, piccolo o grande che sia. Se si concentra il rischio, quando va male, si può perdere anche tutto il capitale. Questa lacuna, tra l’altro, stride con il fatto che gli italiani sono particolarmente avversi al rischio.

Più del 20% degli intervistati dichiara di non avere familiarità con alcun strumento finanziario e l’8% di chi investe non sa cosa possiede.

Solo il 40% degli intervistati è in grado di definire correttamente alcune nozioni di base quali l’inflazione e il rapporto fra rischio e rendimento.

Educazione Finanziaria

Educazione Finanziaria

Con un bagaglio culturale così scarso (che Consob definisce “ridotta alfabetizzazione finanziaria”) è difficile capire i “nuovi fenomeni congiunturali”. Relativamente ai rendimenti negativi dell’Eurozona, la stragrande maggioranza degli intervistati non sa esprimere un’opinione. Inoltre non conosce fenomeni innovativi quali la consulenza automatizzata.

Solo 4 italiani su 10 hanno “know how” per investire.

Il livello di conoscenze finanziarie, per lo più omogeneo tra uomini e donne, è più elevato tra i soggetti più istruiti e i residenti nel nord Italia.

Nonostante tutto questo gli italiani hanno la convinzione di ritenere le proprie capacità superiori alla media. Il 38% del totale si affida al passaparola, seguendo le “dritte” di amici, colleghi e familiari ed il 24% decide per conto proprio. Solo il 10% si rivolge ad un esperto; mentre il restante 28% opera in autonomia dopo aver ascoltato il parere di un esperto. Nello studio viene ribadito, purtroppo, un dato che era già emerso da altre ricerche. Paradossalmente, maggiore è la cultura finanziaria e maggiore è la domanda di consulenza finanziaria, mentre più le persone sono ignoranti e più si affidano ad amici, colleghi, parenti o fanno da soli (in genere facendo grandi danni).

Quali conclusioni trarre da tale scenario? Noi di Consulenza Vincente siamo fermamente convinti che per migliorare l’alfabetizzazione finanziaria degli italiani, sia necessario partire da una corretta educazione finanziaria già nelle scuole. E’ molto discutibile che agli studenti italiani non vengano insegnati a scuola i concetti base della finanza.

D’altro canto dobbiamo anche ammettere che le lacune degli italiane sono funzionali al sistema finanziario che, proprio facendo leva sull’ignoranza dei risparmiatori, può collocare prodotti più opachi e lucrare maggiori commissioni proprio a loro danno.

Tutto questo spiega perchè il sistema ha fatto di tutto per ostacolare la crescita e lo sviluppo dell’unica figura, quella del consulente finanziario indipendente, che si colloca chiaramente dalla parte degli investitori.

Consulenza Vincente c’è un modo migliore per investire i tuoi soldi…

 

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