La scarsa educazione finanziaria in Italia

La scarsa educazione finanziaria in Italia rischia di diventare un problema. 

Gli italiani preferiscono sempre di più avere denaro in contante. Inoltre la crisi ha spinto la ricchezza delle famiglie italiane a spostarsi sui depositi, bancari e postali. Come negli anni ’80. Si erano ridotti fino al 20% del complesso delle attività all’inizio degli anni Duemila ma sono cresciuti nuovamente negli ultimi anni fino a poco più del 30% (1.300 miliardi di euro).  Questo il quadro del governatore della Banca d’Italia, Ignazio Visco.

Secondo una recente analisi di Standard & Poor soltanto il 37% degli adulti ha una adeguata educazione finanziaria. E questo ci colloca nelle classifiche mondiali addirittura dietro a Paesi come Camerun, Togo, Zambia e Zimbabwe.

Scarsa educazione finanziaria

Scarsa educazione finanziaria

Una domanda, per me disarmante, mi viene spesso posta da chi mi incontra e conosce la mia professione: “conviene ancora oggi investire”?

E’ una domanda che mi lascia sempre di “sasso”,. L’investimento è il principio cardine che permette al tanto sudato Risparmio di contrastare nel tempo l’effetto di perdita di valore (in termini tecnici si chiama Inflazione).  Se non “investiamo” e lasciamo fermi i soldi nel c/c della banca (attenzione al Bail–in) o sotto il famoso “materasso” di casa (attenzione ai Ladri), avremo la certezza di aver perso denaro, inteso come potere d’acquisto.  Volete sapere quanto?  Potete divertirvi andando nel sito dell’Istat e cliccando su questo link.

E’ anche un segnale di evidente insoddisfazione relativamente a quanto viene proposto ai risparmiatori negli ultimi anni. Se chiedo i motivi di questa domanda, genericamente le risposte sono quasi sempre che la banca non offre più “nulla”, i tassi sono ormai a zero, in banca non fanno mai i tuoi interessi, etc.

Gli italiani sono bravi a risparmiare, anche in questi ultimi anni non facili, ma non sono riusciti ad effettuare quel passaggio, peraltro non semplice, di Investitori consapevoli.

Da una indagine delle Autorità di Vigilanza emerge che concetti basilari come quello di rischio, rendimento, spread o la previdenza complementare sono ancora sconosciuti.

Questo atteggiamento da parte dei Risparmiatori, abbinato anche a proposte d’investimento molto spesso discutibili e di scarso valore da parte del sistema finanziario, ha portato ad un cocktail micidiale: la percezione che investire sia “qualcosa” di molto complicato, rischioso e poco redditizio.

Per quei Risparmiatori che desiderano fare il salto di qualità, capire, approfondire e diventare Investitori consapevoli del proprio Risparmio, è necessario un minimo di formazione (lo staff di Consulenza Vincente è sempre stato molto sensibile al tema dell’educazione finanziaria).

Negli ultimi anni sono passati “treni” di opportunità che potevano essere colte attraverso valide strategie d’investimento, ma la scarsa educazione finanziaria ha impedito ai risparmiatori di beneficiarne. Nel frattempo posso dire che uno di quei “treni” è già in viaggio da anni. Vi è passato sotto il “naso” e nessuno ve lo ha segnalato.  Ma posso darVi una buona notizia: la sua corsa non è ancora finita e ci sono ancora notevoli potenzialità da cogliere…

Nel prossimo articolo inizieremo a parlare di questo mercato. Un caro saluto e Stay Tuned !

 

Sergio Piovini inizia oggi una collaborazione professionale con Consulenza Vincente. “Sono molto emozionato perché un nuovo percorso per me è sempre molto stimolante. Sono nel mercato finanziario da oltre 25 anni (dipendente di banca, promotore finanziario, consulente finanziario indipendente oggi) e sono un appassionato di mercati finanziari. Ho capito da tempo che senza un accurato studio è molto difficile investire con profitto in questi mercati che, molto spesso, possono sembrare illogici e irrazionali.  Da questi miei studi ho elaborato regole che ho organizzato in metodi d’investimento, con l’obiettivo di realizzare Portafogli profittevoli e con il minor Rischio possibile”. 

 

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