Pirelli, il ritorno in Borsa dopo due anni.

Pirelli ritornerà ad essere quotata a Piazza Affari il 4 Ottobre.

Nel Novembre 2015 avvenne infatti il delisting, in seguito all’Opa da 7,4 Mld di euro da parte di Marco Polo Industrial Holding, controllata da ChemChina, Camfin e Rosneft.

L’offerta è partita ieri 18 Settembre e si concluderà, salvo proroga o chiusura anticipata, il 28 Settembre. Si tratta della più importante Ipo europea del 2017, superiore a quella avvenuta a maggio di Allied Irish Bank, e seconda nel mondo solo a Snapchat.

Pirelli

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Caratteristiche dell’operazione.

Nel dettaglio, l’offerta di vendita consiste in un’offerta pubblica di un minimo di 35.000.000 azioni cosi’ suddivisa:

  • 10% rivolta al pubblico indistinto in Italia;
  • 90% riservato a Investitori Qualificati in Italia e Investitori Istituzionali all’estero.

La forchetta di prezzo oscilla da un minimo non vincolante di 6,3 per azione e un massimo vincolante di 8,3 per azione. Questo corrisponde ad una valorizzazione del capitale compreso tra un minimo di 6,3 miliardi e un massimo di 8,3 miliardi di euro.

Nell’ambito dell’offerta pubblica è previsto:

  • un lotto minimo di adesione pari a 500 azioni;
  • un lotto minimo di adesione maggiorato pari a 5.000 azioni;
  • il valore del lotto minimo è compreso tra i 3.150 e i 4.150 euro;
  • il valore del lotto maggiorato è compreso tra i 31.500 e i 41.500 euro.

Le azioni avranno il codice ISIN IT0005278236. Attraverso l’IPO arriverà a Piazza Affari una quota compresa tra il 35% e il 40% del capitale del gruppo degli pneumatici.

Conviene comprare le azioni Pirelli?

Pirelli è leader internazionale della produzione e distribuzione di pneumatici. Per questa ragione comprarne le azioni ha come garanzia primaria quella di un grande gruppo che, da oltre un secolo, si afferma come tra i primi di settore in tutto il mondo.

L’importante novità nell’assetto aziendale consiste nella separazione tra il segmento Premium e quello Industrial. Il primo è dedicato alla produzione di pneumatici per automobili di altissimo valore tecnologico. Già in questa prima metà del 2017 ha portato ad un incremento di fatturato di oltre il 10%. La divisione Industrial, che riguarda gomme per i mezzi pesanti, sarà inglobata da Aeolus Tyre, altra azienda di ChemChina, e si creerà in questo modo un nuovo gruppo, Prometeon, che sarà quotato alla Borsa di Shanghai. L’obiettivo è quello di un alleggerimento sia dei costi che dei debiti.

Il fatturato nei primi mesi del 2017 è in crescita: +13,4% rispetto al corrispondente periodo del 2016. La forza trainante è stata proprio il segmento Premium, aumentato del 16%. Pirelli è focalizzata sui prodotti High Value (ad alto valore), vale a dire quelli tecnologicamente più avanzati, ad alta crescita e ad alta redditività. E’ il segmento su cui l’azienda continuerà ovviamente ad investire.

Pirelli, infatti, è l’unico fornitore di gomme per il campionato di Formula 1 e la Superbike.

Sulla base delle stime di uno studio di Banca Imi – uno dei global coordinator dell‘operazione – la forchetta di prezzo corrisponde a circa 11,3-14,9 volte l‘utile atteso per il 2018, superiore ai multipli di competitor come Michelin e Continental, che si attestano intorno alle 11 volte. 

Alcuni gestori hanno inoltre messo in evidenza che l‘elevato livello di debito imporrebbe uno sconto sul prezzo.

L‘unico punto debole della società è il debito che rende vulnerabile a una salita dei tassi che potrebbe accompagnarsi a un rallentamento dell‘economia. Senza contare che il mercato dell‘auto potrebbe girarsi. Angelo Meda - analista di Banor Sim
 A fine 2017 il rapporto fra debito ed Ebitda stimato per Pirelli è intorno a tre volte contro lo zero di Nokian e lo 0,8 di Michelin. Pirelli punta a portare il debito a meno di due volte nel 2020. Un obiettivo che, secondo una delle fonti vicine alla situazione, può essere raggiunto grazie alla capacità maggiore del gruppo di generare cassa.

Un’ultima curiosità che vogliamo evidenziare. È previsto un premio, «special awards», per il successo della quotazione. L’assegnazione è legata al raggiungimento da parte di Pirelli di un determinato valore al momento dell’Ipo. A Tronchetti Provera, che manterrà la carica di vicepresidente esecutivo e amministratore delegato, sarà destinato il 25% del bonus totale, al netto del costo aziendale. Se la capitalizzazione raggiunta da Pirelli alla quotazione fosse di 7,3 miliardi (media tra i valori la forchetta indicata dalla società) Tronchetti incasserebbe circa 25 milioni di euro.

E’ molto probabile, pertanto, che le azioni Pirelli verranno messe in vendita ad un prezzo almeno di 7,3 Euro…

Fabrizio Taccuso

 

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