Mifid 2, le novità per gli investitori

MiFID 2 è la disciplina che regola i servizi finanziari europei. Essa rivede e amplia la versione precedente della MiFID in materia di prestazione dei servizi di investimento, nonché di tutela degli investitori retail.

Mifid 2 (Markets in Financial Instruments Directive) entrerà in vigore il 3 Gennaio ed è stata progettata al fine di:

  • offrire una maggiore protezione agli investitori, attraverso una maggiore responsabilizzazione degli intermediari ed una più approfondita consapevolezza degli investitori stessi;
  • dare maggiore trasparenza su tutti gli asset e su tutti i beni negoziabili, dalle azioni al reddito fisso, ai fondi negoziati e al Forex.
Mifid 2

Mifid 2

Il 3 gennaio è dunque una data che segna uno spartiacque relativamente alla vendita ai risparmiatori di prodotti finanziari. Ci riferiamo ad  azioni, obbligazioni, fondi comuni, Etf, fondi pensione e polizze a contenuto finanziario (unit linked).

La normativa prevede indirizzi e linee guida in merito ai prodotti finanziari sulla base del cliente finale. Questo vuol dire che i prodotti devono essere disegnati e circoscritti in relazione anche ad un target ben preciso per esigenze, disposizione al rischio, capacità e competenze finanziarie.

Investitori e risparmiatori, quindi, avranno:

  • maggiori garanzie;
  • più strumenti informativi per capire che tipo di prodotti stanno comprando;
  • indicazione di quante e quali spese dovranno sostenere.

Rispetto alla precedente Mifid, la nuova direttiva estende i poteri di controllo delle autorità e allarga l’universo dei prodotti soggetti a regolamentazione. Sostanzialmente si riduce il rischio che eventuali prodotti non siano adeguati al cliente finale.

Vediamo ora cosa prevede la normativa, che in linea teorica introduce importanti elementi di tutela dei risparmiatori laddove riafferma principi fondamentali, vale a dire che:

  • le imprese d’investimento devono agire in maniera onesta e professionale al fine di servire i clienti;
  • gli strumenti offerti devono essere adeguati alle esigenze dei clienti, alla loro tolleranza ai rischi e capacità di sostenere eventuali perdite;
  • le comunicazioni di marketing devono essere corrette e chiaramente identificate;
  • il personale addetto alla consulenza deve possedere un adeguato livello di conoscenza e competenza dei prodotti offerti. Non deve essere valutato o premiato in maniera da indurlo a vendere strumenti non rispondenti pienamente all’interesse del cliente.

Per investitori e risparmiatori le novità sostanziali sono:

  • più trasparenza sui costi;
  • scegliere tra il servizio di consulenza finanziaria indipendente o dipendente;
  • l’adeguatezza della prestazione del servizio.

La questione dei costi è il cuore di Mifid 2.

Infatti i costi dovranno essere espressi sia in termini assoluti che in termini percentuali. Ciò aiuterà enormemente i risparmiatori a capire quanto effettivamente stanno pagando per il servizio.

L’industria finanziaria italiana è caratterizzata da numerose distorsioni e da un evidente conflitto d’interesse.

La filiera di distribuzione dei prodotti finanziari è fortemente legata a un’idea di vendita piuttosto che a un servizio di consulenza. Questo vuol dire che quando vengono offerti dei prodotti finanziari, quasi sempre, non sono le necessità del cliente a prevalere. Purtroppo prevale la convenienza che i collocatori hanno nel promuovere i prodotti della casa, che frutteranno consistenti retrocessioni ai gestori. La redditività di banche, reti finanziarie ed assicurative poggia proprio sull’asimmetria informativa nei confronti di risparmiatori e investitori

Ciò comporta che investitori e risparmiatori italiani paghino un conto salatissimo in termini di costi rispetto a ciò che avviene negli altri Paesi europei. E’ un tema che noi di Consulenza Vincente abbiamo affrontato parlando della cosiddetta parcella occulta.

Mifid 2 introduce l’importante distinzione tra consulenza finanziaria prestata su base indipendente e consulenza prestata su base non indipendente (o dipendente).

La prima, che eroghiamo noi di Consulenza Vincente già da dieci anni, prende in considerazione tutti i prodotti disponibili sul mercato. Si paga tramite una parcella, come avviene per i servizi offerti da altri professionisti come avvocati, commercialisti ecc..

La consulenza dipendente è quella che ad oggi offrono le banche e gli ex promotori finanziari. E’ remunerata dallo stipendio fisso, nel caso degli sportellisti della banca o dei Private Banker, oppure dalle retrocessioni sui prodotti collocati (nel caso dei promotori finanziari che sono agenti con mandato a partita Iva). Da qui deriva il conflitto di interesse che spesso ha posto le necessità del risparmiatore in secondo piano rispetto agli obiettivi commerciali dell’industria.

La consulenza finanziaria indipendente non prevede retrocessioni o incentivi di alcun tipo; è detta infatti fee only (solo a parcella). Le retrocessioni sono invece ammesse nel caso della consulenza dipendente, ma devono rientrare all’interno di un servizio aggiuntivo o di livello superiore per il cliente. In pratica ciò non deve compromettere gli interessi dei clienti e non deve offrire un vantaggio diretto alla banca senza la garanzia di un beneficio continuativo per i clienti.

In conclusione si può affermare che Mifid 2 dovrebbe essere un notevole passo in avanti verso una maggiore trasparenza e una maggior consapevolezza da parte degli investitori.

E come spesso ricordo ai miei clienti la finanza non funziona come altri ambiti: ad un maggior costo non corrisponde un miglior servizio… anzi quasi sempre corrisponde un prodotto più scarso ed una performance decisamente inferiore.

A tutti l’augurio di una buona fine d’anno e di un 2018 alla grande!

Fabrizio Taccuso

 

 

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