Albo Consulenti Finanziari: la Normativa

Albo consulenti finanziari è legge.

Dopo circa dieci anni di proroghe l’attuale Albo dei promotori finanziari (APF) viene trasformato nel nuovo organismo per la tenuta dell’Albo Unico dei consulenti finanziari come conseguenza dell’approvazione della legge di stabilità 2016.

Dopo tanta attesa, proroghe e molte discussioni legate alla denominazione, l’Albo Consulenti Finanziari Indipendenti ha ricevuto il nulla osta. Sarà un albo unico, all’interno del quale sono previste tre distinte sezioni con riguardo al tipo di attività svolta dai soggetti, che assumono le seguenti denominazioni:

  • consulenti finanziari abilitati all’offerta fuori sede (ex promotori finanziari, art. 31 TUF)

  • persone fisiche consulenti finanziari autonomi (ex consulenti finanziari, art. 18-bis TUF)

  • società di consulenza finanziaria (ex società di consulenza finanziaria, art. 18-ter TUF)

La questione si è risolta come diretta conseguenza dell’approvazione della legge di Stabilità 2016. L’Assemblea di Palazzo Madama ha approvato con 162 voti favorevoli e 125 contrari il disegno di legge di stabilità 2016. Nella nuova entità saranno trasferite funzioni di vigilanza di primo livello, attualmente in capo alla Consob. Quest’ultima però mantiene la vigilanza di secondo livello sull’Organismo stesso.

Lo staff di Consulenza Vincente è nettamente contrario alla soluzione a cui si è arrivati.

La potente lobby bancaria è riuscita, attraverso forti pressioni politiche, a far cambiare dapprima la denominazione  di “promotore finanziario” in “consulente finanziario abilitato all’offerta fuori sede” e cosi’ tutti gli operatori del settore con un colpo di spugna verranno definiti “consulenti“, anche se in realtà gli ex promotori finanziari sono e rimangono più venditori, collocatori di prodotti.

In aggiunta a tutto questo si è riusciti anche nell’intento di riunire in un unico “condominio” (la famosa casa della Consulenza) figure molto diverse tra loro. I consulenti finanziari indipendenti (ribattezzati consulenti autonomioffrono una consulenza pura, non fanno vendita e non collocano prodotti.

Questa commistione, purtroppo, non fa altro che generare confusione. Investitori e risparmiatori, infatti, faticheranno a riconoscere e distinguere le due figure professionali che rimangono nettamente diverse e pertanto non comparabili.

Il consiglio che diamo ai nostri lettori, nel momento in cui si approcciano ad un consulente finanziario, è di chiedere sempre da chi viene pagato. Se è pagato da una banca o da una rete, anteporrà sempre gli interessi dei propri mandanti a quelli del cliente.

L’approccio del consulente finanziario indipendente, invece, è win-win in quanto viene pagato esclusivamente dal cliente e non colloca nessun tipo di prodotto.

 

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