10 regole per investire al meglio (prima parte)

da | Giu 26, 2017 | Consulenza Finanziaria Indipendente | 0 commenti

Fissare delle regole per investire è il presupposto indispensabile di ciascun investitore per ottenere rendimenti interessanti.

Le regole per investire sono come una “bussola” che guida il nostro percorso di investitori.

 

Regole per investire

Regole per investire

Prima ancora di fissare delle regole, il punto fondamentale consiste nel partire da se stessi, dal proprio carattere, dalla propria psicologia:

  • Quali sono le tue caratteristiche di investitore?  
  • Com’è la tua propensione al rischio?
  • Qual è il tuo livello di conoscenza degli strumenti?
  • Qual è il tuo reddito presente e futuro?
  • E soprattutto, quali sono le tue esigenze future? 

Tutte queste informazioni consentono di delineare il proprio identikit di investitore/risparmiatore, necessario a costruire un portafoglio in linea con le proprie caratteristiche.

Premesso ciò veniamo alle regole per investire. Va precisato che, come in un puzzle, ciascuna regola è necessariamente collegata alle altre con le quali va a implementarsi.

  1. Obiettivi

  2. Orizzonte Temporale

  3. Pianificazione

  4. Concetto di rischio e rendimento

  5. Diversificazione

Per costruire un portafoglio efficiente, ciascun investitore dovrebbe partire, come dicevamo prima, dai propri obiettivi di vita. Investire è infatti un processo continuativo che dura tutta la vita, attraverso varie tappe che vanno pianificate: l’acquisto di una casa, di un’auto, provvedere all’educazione dei figli, garantirsi adeguate risorse finanziarie per il proprio pensionamento, coprirsi dai rischi derivanti dalla propria attività professionale, piuttosto che da malattie o dalla non autosufficienza. E’ quindi impensabile iniziare ad investire senza partire da questi obiettivi che devono essere individuati e perseguiti in un adeguato orizzonte temporale.

Il tempo è fondamentale in quanto bisogna ragionare nella corretta ottica temporale. Questo consente di superare gli alti e bassi momentanei dei mercati. Infatti è nel lungo periodo che i fondamentali e le valutazioni portano dei risultati. Avere fretta è uno degli errori più grandi, in quanto porta a prendere decisioni in maniera avventata. Gli investitori professionisti preparano un piano d’azione con regole chiare circa i punti di entrata e di uscita dai mercati. Ogni forma di investimento ha un proprio orizzonte temporale ottimale; pensiamo ad esempio alla scelta del fondo pensione, in cui l’andamento di breve periodo dei mercati incide pochissimo sul montante che si otterrà a scadenza.

Un altro aspetto fondamentale da mettere in conto quando si investe è che in ogni investimento esiste sempre una percentuale di rischio e va tenuta ben presente.

Rischio ed opportunità sono fattori inscindibili in un investimento.

Da ciò ne deriva che ogni investimento che non produce una esplicita protezione del capitale può condurre a delle perdite. Così come ogni investimento che proteggere il capitale comporta un costo. Quindi è opportuno ricordare che ad un rendimento atteso elevato corrisponde un rischio più elevato, mentre a rendimenti più bassi e più certi corrispondono rischi minori. E’ famosa al riguardo la frase dell’economista Milton Friedman che affermava che in finanza  “non esistono pasti gratis “.

Questo introduce un ulteriore fondamentale concetto che è quello della diversificazioneLa diversificazione non serve a massimizzare le performance, ma piuttosto ad eliminare il rischio specifico di un singolo investimento. In pratica serve a ridurre il rischio complessivo del Portafoglio. Massimizzare la diversificazione è indispensabile, non solo a livello geografico e settoriale, ma anche tra diverse asset class e tipologie di investimento. Il rendimento e la volatilità di un portafoglio saranno determinati da quante azioni, obbligazioni ed altre classi di investimento compongono il portafoglio stesso (asset allocation). La percentuale di ogni classe di investimento è estremamente più importante di quando comprare o vendere (market timing) o di cosa comprare e cosa vendere (stock picking). Ovviamente il mix che compone il portafoglio dipende molto dalla propensione al rischio dell’investitore e dalla sua età.

Ecco che i due concetti appena esposti (orizzonte temporale e grado di rischio) entrano in gioco contemporaneamente. Più è lungo l’orizzonte temporale dell’investitore e più è elevato il grado di rischio che si è in grado di sopportare. Questo in quanto le asset class con maggiore rendimento atteso (azioni) hanno anche una volatilità più elevata. Se sono disposto a “restare investito” per molto tempo, ho una buona probabilità di tornare a guadagnare anche se ho la sventura di incappare in fasi molto negative dei mercati.

Nel prossimo articolo parleremo di altre importanti regole per investire al meglio sui mercati. Stay tuned

Taccuso Fabrizio

 

 

 

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