Mifid o Bifid?

MiFID è la nuova Direttiva Europea dei mercati degli strumenti finanziari, entrata in vigore il 1 Novembre 2007.

L’acronimo Mifid sta per “Markets in Financial Instruments Directive”

Approvata dal Parlamento Europeo nel 2004, la normativa si pone l’obiettivo di uniformare le regole di comportamento sui mercati finanziari europei.

Mifid

Mifid

La MiFID ha lo scopo di:

  • proteggere gli investitori, con particolare attenzione alla tutela del piccolo risparmiatore;
  • uniformare le regole di condotta nei rapporti tra gli intermediari e i loro clienti;
  • rafforzare l’integrità, l’efficienza e la trasparenza dei mercati;
  • stimolare la concorrenza

Le principali novità introdotte dalla Mifid riguardano:

  • il servizio di consulenza: la consulenza diventa un vero e proprio servizio di investimento;
  • la classificazione della clientela: i clienti sono suddivisi in categorie, ciascuna con un diverso livello di tutela;
  • la raccolta di informazioni: diventa obbligatorio accogliere le informazioni utili per assegnare a ciascun cliente un profilo di rischio;
  • best execution: gli intermediari devono assicurare al cliente che tutte le operazioni siano eseguite alle migliori condizioni possibili

Ho letto in questi giorni affermazioni di responsabili di reti di promozione finanziaria quanto meno discutibili:

Antonello Piancastelli,responsabile rete di Banca Fideuram: “finalmente con l’introduzione della MiFID Banca Fideuram vede riconosciuto e regolamentato il servizio di “Consulenza” che da sempre offre ai propri clienti. Riteniamo che i nostri Private Banker siano gli attori sul mercato meglio posizionati in termini di requisiti di professionalità, onorabilità e indipendenza oltre che dei necessari requisiti patrimoniali”.

Per quanto riguarda Mps Banca Personale, Mario Incrocci,responsabile nazionale della rete, è convinto che un bravo promotore che operi in assenza di conflitto di interessi nel collocamento sia in grado di offrire un servizio molto vicino alla consulenza “indipendente”.

Mentre Stefano Bisi, responsabile promozione finanziaria del gruppo Credem ritiene la consulenza a pagamento uno strumento in più a disposizione dei promotori finanziari.

Infine Pietro Giuliani, presidente di tutte le società operative appartenenti al gruppo Azimut, sottolinea che la sua società è indipendente da sempre. “Può offrire a tutti i promotori che vogliono svolgere la professione in assenza di conflitti di interesse il luogo migliore dove operare, con prodotti, strumenti e un brand di assoluta qualità”.

Eh no cari signori, non si può fare a meno di fare alcune doverose precisazioni.

Gli intermediari (banche, assicurazioni, società di gestione del risparmio, reti di distribuzione e anche le poste non fanno consulenza. Vendono prodotti finanziari attraverso figure commerciali (promotori, agenti, dipendenti di banca o della posta). Queste figure operano in conflitto d’interesse , in quanto sono remunerati dall’intermediario al quale sono legati da rapporti contrattuali (dipendenti o agenti).

La loro remunerazione è in funzione dei prodotti venduti. Quindi i loro “consigli” non sono imparziali rispetto al prodotto. Di fatto queste consigliano i prodotti presenti nel “catalogo” dell’intermediario che li paga. In questo meccanismo è evidente che l’interesse del cliente non è prioritario. La priorità è infatti curare l’interesse dell’intermediario che sta a monte (banca, SGR, assicurazione, poste).

In tale contesto l’investitore paga già una “parcella occulta”, nascosta nelle pieghe della struttura e della performance del prodotto consigliato.

Ai nostri attenti lettori consigliamo sempre di farsi una domanda quando si interfacciano con un consulente: da chi è pagato?  Se si tratta di un consulente finanziario indipendente, il suo unico ed esclusivo interesse è sicuramente la tua soddisfazione. Se si tratta di un bancario o un promotore finanziario l’interesse di chi lo remunera viene sicuramente prima del tuo. 

Ecco perchè affermiamo che si tratta più di una Normativa “Bifid” che Mifid: non fa chiarezza, anzi genera ulteriore confusione…

Fabrizio Taccuso

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