150 Milioni al Superenalotto! E ora che ne faccio?

150 Milioni al Superenalotto è la vincita record realizzata con una schedina da 2 Euro a Bagnone, un piccolo in provincia di Massa Carrara.

Poiché diverse persone baciate in passato dalla Dea bendata hanno finito per essere travolte dalla fortuna, a causa dell’incapacità di saperla gestire, sarebbe quanto mai opportuno imparare dagli errori altrui per evitare di ripeterli.

150 Milioni al Superenalotto

150 Milioni al Superenalotto

Tassativo ed ineludibile quanto segue:

  • rivolgersi ad un professionista (una volta era il notaio o l’avvocato) per la riscossione, in modo tale da aver garantita la privacy;
  • rivolgersi ad un professionista per la costituzione di un Trust in modo tale da blindare il patrimonio (finanziario, immobiliare) e renderlo inattaccabile da chicchessia.

Queste due figure, oggi, possono essere ricoperte entrambe dal consulente finanziario indipendente, che che da quel momento in poi diventerà l’unico riferimento. Il fortunato vincitore sarà sollevato da qualsiasi incombenza di carattere finanziario e non, permettendogli di godersi la sua fortuna.
Una vincita del genere rende superflua o addirittura inopportuna qualsiasi Pianificazione finanziaria (viceversa consigliatissima a tutti gli altri meno fortunati). Infatti per sperperare tale somma non basterebbero tre generazioni.

Una volta risolti i problemi di cui sopra, consigliamo di privilegiare altri aspetti della vita molto più ameni. Non spetta certo a noi indicare quante auto fuoriserie mettere in garage, quante case di villeggiatura inserire nella società immobiliare, quanti viaggi per il mondo programmare…

Per quanto concerne la suddivisione della vincita, in un caso come questo, vengono destituite di fondamento le tradizionali percentuali di suddivisione degli asset.

Se ad esempio in situazioni normali è ragionevole ritenere che gli immobili abbiano un peso intorno al 50% rispetto alla ricchezza complessiva, nella fattispecie risulta evidente che 75 mln di euro investiti in immobili complicherebbero terribilmente la vita, anziché semplificarla.

Molto meglio allocare gran parte della somma in obbligazioni governative e sovranazionali, a massima sicurezza. Lo schema classico di diversificazione è il seguente: 1/3 tasso fisso; 1/3 tasso variabile ed 1/3 indicizzate. Ovviamente il tutto su scadenze diversificate da da tre mesi a 30 anni.

Probabilmente risulterebbe addirittura superfluo prendere in considerazione la parte azionaria.

In tempi bui come questi, in cui non mancano le Cassandre che prevedono scenari apocalittici, potrebbe essere saggio detenere in qualche cassetta di sicurezza almeno un 5% in lingotti d’oro e altrettanto in banconote delle principali divise. Non si sa mai…

Dal momento che la ricchezza può fare molto, ma non può certo ambire a dischiudere il senso della vita (ovviamente dipende dalla sensibilità individuale, oltre che dalle proprie convinzioni etiche e morali), perché non costituire una fondazione che si occupi di filantropia…

Visto che è più facile che un cammello passi dalla cruna di un ago che un ricco vada in paradiso, in questo modo, per chi ci crede, si potrebbe tentare di infrangere la regola.

Fabrizio Taccuso 

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