I mercati e la finanza comportamentale

La finanza comportamentale è quella branca degli studi economici che indaga i comportamenti degli individui nei mercati finanziari.

La finanza comportamentale include nei propri modelli i principi di psicologia legati al comportamento individuale e sociale.

L’andamento estremamente volatile dei mercati negli ultimi anni impone serie riflessioni in merito all’approccio più efficace ed efficiente per investire il proprio patrimonio. Investire sui mercati finanziari di questi tempi non è per nulla facile. Nessuno ha la sfera di cristallo e non esistono formule magiche per guadagnare in ogni condizione di mercato.

Si può tuttavia affermare che chi è dotato di esperienza, metodo, disciplina ed organizzazione può, in un adeguato orizzonte temporale, ottenere risultati non accessibili al risparmiatore medio.

La finanza comportamentale

La finanza comportamentale

Il raggiungimento di  risultati soddisfacenti da parte dei risparmiatori è minato principalmente da due fattori tra loro concatenati:

  • l’offerta di prodotti;
  • la finanza comportamentale

L’offerta di prodotti rischiosi, cioè legati ai mercati azionari, è storicamente massima in prossimità del raggiungimento dei picchi degli indici borsistici. Viceversa diventa minima dopo i crolli dei mercati.

Questo significa che quando le azioni sono vicini a dei massimi e gli investitori hanno una bassa percezione del rischio (che però in quel momento è enorme), le banche propongono prodotti ad alto contenuto azionario. L’avidità e la sete di guadagno fanno sì che tali prodotti vengano accettati di buon grado.

Viceversa, quando interviene il panico, perchè i prezzi stanno crollando la percezione del rischio da parte degli investitori sale alle stelle. In quella fase vengono proposti prodotti come le polizze Unit Linked o i prodotti a capitale garantito. Com’è facilmente intuibile il risultato è che le perdite pregresse non verranno mai più recuperate, anche per la struttura elevata dei costi. Quindi dopo il danno la beffa.

D’altronde sappiamo bene che le banche più che essere interessate al soddisfacimento dei bisogni e degli obiettivi dei clienti sono molto più interessate a “fare il budget”.

L’offerta pro-ciclica delle banche asseconda sentimenti dei risparmiatori quali l’avidità e la paura. Daniel Kahneman, psicologo, vincitore del premio Nobel per l’economia nel 2002, sovvertendo le teorie classiche in voga fino a quel momento, ha rilevato che la maggior parte degli investitori prende decisioni irrazionali. In pratica gli investitori scelgono senza conoscere bene i rischi e i benefici.

Gli investitori si comportano con una forte avversione alle perdite.

In pratica il dolore derivante da una perdita è molto maggiore rispetto al piacere derivante dalle vincite della stessa grandezza. Per questo motivo, ad esempio, tendiamo a liquidare le posizioni in guadagno troppo presto ed a mantenere le posizioni perdenti  troppo a lungo.

Non è vero quindi che, come asserito dalle teorie economiche classiche, gli investitori si muovono secondo il proprio interesse, cioè in modo logico e razionale.

Gli studi di Kahneman hanno messo in luce che tali scelte sono influenzate da fattori psicologici quali:

  • le emozioni;
  • il mancato autocontrollo;
  • la relazione con gli altri;
  • la paura di perdere;
  • l’eccessiva fiducia nelle proprie decisioni.

Tutti questi fattori determinano il modo con cui i soggetti elaborano le informazioni a loro disposizione e le utilizzano per scegliere come comportarsi in situazioni caratterizzate da incertezza.

L’emotività è dunque secondo Kahneman una trappola per i risparmiatori.

Il successo passa dunque più attraverso elementi di carattere psicologico e la disciplina, che attraverso tecniche di investimento sofisticate. Non esiste quindi un metodo vincente. Esiste un approccio vincente: avere una strategia coerente con il proprio orizzonte temporale, i propri obiettivi di vita e la propria propensione al rischio.

Se dunque in questi anni hai perso soldi anziché aumentare la tua ricchezza, se non hai abbastanza tempo da dedicare ai tuoi interessi finanziari, o sei eccessivamente emotivo/a, è meglio delegare le tue scelte ad un professionista esperto.

Non avendo conflitti d’interesse, proprio perchè pagato da te, ti consiglierà solo soluzioni efficaci e strumenti efficienti per aiutarti a raggiungere prima i tuoi obiettivi finanziari.

Fabrizio Taccuso

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