Btp Italia 2026 in collocamento, conviene acquistare?

Btp Italia 2026, la nuova emissione del Tesoro, si concluderà domani 16 Maggio. E’ un titolo di Stato che si rivolge ai piccoli investitori privati e costituisce un investimento di medio termine. Consente  una remunerazione sempre allineata all’evoluzione del costo della vita. I Btp Italia sono gli unici titoli di Stato indicizzati al tasso di inflazione nazionale.

BTP Italia 2026

E’ caratterizzato infatti da cedole semestrali indicizzate al FOI (Indice dei prezzi al consumo per le famiglie di operai e impiegati, al netto dei tabacchi). In questa emissione la durata torna ad essere di otto anni, in quanto la scadenza sarà il 21 Maggio 2026 (cod. Isin IT0005332827). 

Da un certo punto di vista, la durata potrebbe essere interessante, dato che abbraccia un orizzonte temporale tale da consentire che l’economia e l’inflazione tornino a crescere, facendo lievitare la cedola. Va precisato che è stata stabilita una cedola minima garantita pari a 0,40% che resterà tale fino al rimborso, a prescindere dalla dinamica del costo della vita. Se anche l’inflazione fosse negativa — come in effetti è accaduto — la cedola minima non verrà intaccata. Sul sito del Tesoro sarà possibile verificare quanta parte del tasso di inflazione che sta maturando andrà ad incrementare la somma che si riscuoterà il prossimo 21 Novembre e da li’ in avanti ogni 6 mesi sino alla scadenza.

In sintesi le caratteristiche dell’emissione:

  • taglio minimo 1.000 Euro;
  • Prezzo di collocamento pari a 100;
  • scadenza 21 Maggio 2026;
  • bonus del 4 per mille per coloro che manterranno il Btp Italia sino alla scadenza;
  • capitale nominale garantito a scadenza
  • l’incremento del tasso d’inflazione maturato tra uno stacco cedolare e quello successivo (sei mesi) viene recuperato e accreditato al risparmiatore, attraverso la rivalutazione del valore nominale sottoscritto sul quale si fa il calcolo della cedola;
  • come per tutti i titoli di Stato il prelievo fiscale sulle cedole è agevolato, pari al 12,5% anziché del 26% che vige su sulle rendite finanziarie degli altri strumenti (conti di deposito, azioni, ecc.).

I risparmiatori possono acquistare il Btp Italia 2026:

  • presso gli sportelli della propria banca;
  • agli uffici della Posta;
  • con il proprio sistema di home banking.

E’ preferibile acquistare il Btp Italia o il Btp classico?

Per cercare di capire quanto possa oggi convenire acquistare questo strumento, il ragionamento non può che volgere sulle aspettative di inflazione. Attualmente sul mercato secondario i Btp tradizionali con durata residua di 8 anni pagano l’1,35%. Se si confrontano i BTP Italia in circolazione ed il nuovo, con i BTP tradizionali con identico periodo di scadenza, si nota che attualmente converrebbero di più quelli classici. Questo qualora l’inflazione attuale (0,70% l’ultimo dato ISTAT) fosse confermata anche nei prossimi anni. Se invece il costo della vita in Italia dovesse salire anche gradualmente nei prossimi anni  ecco che il discorso cambierebbe a favore dei BTP Italia. Al momento le stime del FMI indicano infatti un’inflazione italiana all’1,3% per il prossimo anno e tra l’1,4% e l’1,6% fino al 2023)

Ma se l’inflazione non dovesse ripartire e dovesse galleggiare intorno agli attuali livelli, puntare su un titolo indicizzato all’inflazione con una durata molto ampia (8 anni) potrebbe rivelarsi poco efficiente.

E cosa succederebbe in caso di rialzo tassi?

Il BTP Italia resta comunque un titolo a tasso fisso, in quanto la parte variabile del proprio rendimento è legata all’inflazione ma non all’andamento dei tassi di mercato. Pertanto nei suoi otto anni di vita, la quotazione sul circuito di Borsa Italiana (sul quale il titolo sarà sempre negoziabile subito dopo la fase di collocamento) subirà le variazioni dei tassi di rendimento del mercato obbligazionario. Per fare un esempio, se il rendimento dei tassi di interesse dei BTP tradizionali scadenza 2026 dovesse salire di mezzo punto percentuale, le quotazioni dei BTP Italia 2026 potrebbero accusare un arretramento prossimo ai due punti percentuali.

Quando si effettua un investimento bisogna tener conto di tutti gli eventuali fattori di rischio.

Oltre al rischio di bassa inflazione o di rialzo tassi, un altro fattore da considerare potrebbe essere il rischio default o il peggioramento dei conti pubblici dell’Italia. 

In conclusione riteniamo che il Btp Italia 2026 si possa sottoscrivere, ma con moderazione.

Fabrizio Taccuso

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