I Certificati, strumenti interessanti ma da scegliere con attenzione

I Certificati o Certificates sono strumenti finanziari emessi da intermediari finanziari che consentono di prendere posizione su un’attività finanziaria sottostante.

Si caratterizzano per un’ampia varietà di profili di rischio/rendimento e permettono di porre in essere soluzioni finanziarie in linea con esigenze d’investimento diverse e in diversi scenari di mercato.

I Certificati possono essere indicizzati a diverse tipologie di sottostanti:

  • titoli azionari;
  • indici azionari;
  • valute;
  • commodities

Nel corso del 2018 i Certificati hanno avuto un vero e proprio boom e dell’argomento si è parlato nel numero di Plus 24, inserto del Sole 24 Ore, in edicola proprio oggi.

Tra i vari esperti in materia siamo stati intervistati anche noi di Consulenza Vincente. Da anni consigliamo questi strumenti all’interno del portafoglio dei nostri clienti.

Certificati, i consigli per acquistarli senza scottarsi

Certificati, i consigli per acquistarli senza scottarsi

Dei Certificati abbiamo già parlato diffusamente in un altro articolo. Sono stati per anni strumenti di nicchia, utilizzati quasi esclusivamente dagli addetti ai lavori e snobbati da banche e reti di promozione finanziaria. Ma negli ultimi tempi il loro utilizzo è notevolmente aumentato. Cerchiamo di capire il motivo.

Sostanzialmente possono essere acquistati in due modi:

  • in fase di collocamento;
  • sul mercato secondario

Nella fase di collocamento sul mercato primario i Certificates sono soggetti a commissioni di collocamento che talvolta arrivano anche al 5 o 6%. In pratica si paga 100 qualcosa che vale 94 o 95. Questo spiega la notevole crescita che hanno avuto nell’anno in corso. In pratica banche e reti di promozione finanziaria hanno capito che il loro utilizzo consente di incassare facilmente laute commissioni. Anche a noi hanno scritto o telefonato più volte lettori che ci chiedevano il motivo per cui il loro family banker o private banker fosse tanto assillante nel proporre Certificati.

Del resto i dati pubblicati sul Sole Ore parlano chiaro: “nel mese di settembre 2018, ultimo dato disponibile, i clienti delle reti hanno riscattato oltre mezzo miliardo dalle casse dei fondi comuni, per dirottare la gran parte (348 milioni) su certificati spinti in collocamento dai propri consulenti. Negli ultimi mesi diverse banche-reti hanno comunicato di aver stretto accordi di distribuzione di certificates con i vari emittenti”.

Invece non è un caso che proprio i consulenti finanziari indipendenti consiglino i Certificates solo nella fase di negoziazione sul mercato secondario.

Infatti, tranne pochi casi, è proprio quando il Certificato è già quotato sul Sedex che diventa interessante e soprattutto conveniente per gli investitori. Guarda caso proprio in questa fase nessuna banca o promotore finanziario non li consiglia più…

Ecco il testo integrale della nostra intervista a Plus 24.

“Consigliamo i Certificates con una quota di portafoglio tra il 10 e 20%.  Li utilizziamo preferibilmente all’interno di una gestione in cui utilizziamo strategie diverse.  Sono strumenti validi da un punto di vista fiscale, in particolare in vista della fine anno vengono emessi certificati ad hoc che pagano coupon (cedole) molto elevati per poter compensare eventuali minusvalenze in scadenza a fine anno.

Nella nostra piramide di rischio si posizionano nella parte alta. Utilizziamo prevalentemente gli strumenti a capitale protetto e condizionatamente protetto. Li compriamo sul secondario per evitare le commissione elevate di collocamento e stiamo molto attenti alla selezione.

Gli emittenti di certificati sono di fatto venditori di volatilità, quindi il timing di ingresso è fondamentale. L’errore più grosso è investire in fasi di stanca quando la volatilità è compressa, solo perchè si è attratti da una buona cedola. Quando la volatilità s’impenna vengono vanificati tutti i benefici. Meglio quindi attendere picchi di volatilità, come nel periodo attuale, per acquistarli.

Inoltre non bisogna dimenticare il sottostante. Se sono già esposto sull’azionario e acquisto certificati legati all’equity, rischio di creare un sovrappeso non conforme ad una corretta gestione del rischio“.

E’ opportuno precisare che i Certificati sono strumenti complessi, per cui è preferibile evitare il fai da te, se non si è esperti.

Se sei interessato ad approfondire l’argomento e ad avere ulteriori informazioni, ti invitiamo a contattarci. All’interno del Portafoglio abbiamo una linea che investe esclusivamente in Certificati; nonostante l’anno negativo dei mercati sta ottenendo ottimi risultati e rappresenta un notevole valore aggiunto all’interno di qualsiasi portafoglio.

Fabrizio Taccuso

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