Come fare Previdenza Complementare e vivere serenamente la vecchiaia

Fare previdenza complementare per integrare la pensione obbligatoria è diventata una necessità.

Fare previdenza complementare sarà certamente, da qui in avanti, uno dei problemi principali a cui ogni italiano dovrà far fronte perché il sistema previdenziale pubblico é caratterizzato da un forte squilibrio tra entrate ed uscite. Ciò avviene per diversi motivi:

  • calo delle nascite;
  • significativo invecchiamento della popolazione;
  • aumento dell’aspettativa di vita.

Il primo pilastro, ossia il sistema pensionistico obbligatorio, ormai può fornire solo una tutela di base che non é più sufficiente ad assicurare lo stesso tenore di vita di quando si lavora. Ecco dunque la necessità del secondo pilastro, ossia della Previdenza Complementare.

Sono stato intervistato dal magazine We Wealth di Ottobre in relazione a questa materia sempre più complessa.

Come fare Previdenza Complementare

Come fare Previdenza Complementare

Negli ultimi vent’anni è più che raddoppiato l’indicatore che misura la preoccupazione di non riuscire ad affrontare serenamente la vecchiaia.

Ciò ha contraddetto una delle conquiste del XX secolo, ossia la prospettiva di una terza età nella quale fosse possibile mantenere il tenore di vita dell’età attiva. Nonostante questo la maggior parte degli italiani ha ancora un atteggiamento piuttosto passivo riguardo questa materia. Pigrizia, scarsa educazione finanziaria e forse anche un po’ di scetticismo fanno sì che si faccia troppo poco per porre in essere soluzioni concrete.

Ecco quindi che diventa fondamentale il ruolo del Consulente Patrimoniale che deve farsi parte attiva, per aiutare i propri clienti ad essere più consapevoli riguardo questo tema strategico. Nella mia esperienza personale il tema Previdenza viene sempre affrontato nel momento in cui si imposta una pianificazione patrimoniale efficace. Se il cliente viene stimolato ed adeguatamente informato, con esempi chiari e concreti, quasi sempre capisce l’importanza di aprire una posizione previdenziale per sé e spesso anche per i propri familiari.

In sostanza le leve da utilizzare sono sostanzialmente due: 

  • una maggiore sensibilizzazione da parte dei professionisti del settore;
  • maggiori incentivi fiscali da parte dello Stato.

Il Fondo Pensione Aperto è senza dubbio lo strumento più efficiente da utilizzare per la Pensione Integrativa.

Anima, tra le principali società di gestione del risparmio, ha predisposto un decalogo che ritengo utile condividere con i lettori.

  1. Cominciare da subito, il momento è adesso. Anche piccoli versamenti, se fatti appena possibile, possono nel lungo periodo contribuire a raggiungere un capitale adeguato rispetto alle esigenze previdenziali.
  2. Partire dalla fine. Che capitale mi servirà, una volta in pensione? E’ una domanda difficile, a cui però oggi è possibile dare risposta grazie a dei simulatori, anche online. Non si può prevedere il futuro, ma è importante definire la rotta.
  3. Osare di più, il tempo è dalla nostra parte. Se si è lontani dalla pensione meglio linee a maggior contenuto azionario, ignorando la volatilità di breve periodo, in quanto consentono un maggior rendimento nel lungo periodo.

  4. Per guadagnare tempo. L’adesione ad un Fondo Pensione Aperto fa partire da subito gli anni della Previdenza Complementare. Ciò è utile per eventuali richieste di anticipazione o per abbassare l’aliquota di tassazione in sede di liquidazione della prestazione.
  5. Massimizzare il beneficio fiscale. Investire in un Fondo Pensione permette di ottenere vantaggi fiscali per quanto riguarda contributi, rendimenti e prestazioni, per il sottoscrittore o i familiari a carico (es. deducibilità dei contributi fino a 5.164 Euro l’anno).
  6. Monitorare e ribilanciare. Il proprio investimento non va perso di vista, valutando con il consulente (naturalmente indipendente ndr) la possibilità di effettuare switch a comparti meno rischiosi via via che si avvicina il momento della prestazione pensionistica o dell’anticipazione.
  7. Risparmiare in logica Pac. Impostare un piano automatico di versamenti ricorrenti è una scelta di buon senso. Consente di contenere i rischi e di massimizzare i benefici fiscali investendo in un orizzonte temporale di medio-lungo termine.

  8. Considerare tutte le “strade di uscita”. Recenti normative hanno aumentato la possibilità di poter disporre del capitale investito anche prima del pensionamento, attraverso la liquidazione del montante interamente in capitale.
  9. Aderire da soli o in forma collettiva. L’adesione può avvenire in forma collettiva, quando il proprio CCNL di riferimento, un accordo aziendale o l’associazione di categoria o ordine professionale lo prevedano, o in modo individuale.
  10. L’affidabilità fa la differenza. E’ bene scegliere gestori professionali solidi e di esperienza. Confronta i rendimenti ottenuti dai vari fondi su base pluriennale e non limitarti all’ultimo anno; informati sui costi.

Se ti ritrovi in queste considerazioni è tempo di agire. Contattami per trovare la soluzione migliore per Te.

Fabrizio Taccuso

 

 

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