Pianificazione Finanziaria: perché è importante farla

La pianificazione finanziaria è un percorso di analisi fondamentale ed imprescindibile per qualsiasi investitore.

La pianificazione finanziaria è incentrata sulla realtà reddituale e patrimoniale della persona. E’ finalizzata a rispondere alle sue esigenze e ai suoi bisogni, nonché ai loro mutamenti nel tempo.

L’acquisto di un’auto nuova, gli studi dei figli,  l’integrazione della pensione sono obiettivi con scadenze diverse che necessitano di essere pianificati per poterli raggiungere più facilmente e senza patemi d’animo.

Quali sono gli obiettivi della pianificazione finanziaria?

  1. Mettere ordine nella situazione finanziaria, patrimoniale e assicurativa.
  2. Acquisire piena consapevolezza dei bisogni finanziari prioritari e delle risorse disponibili per colmarli, conoscere appieno gli strumenti finanziari posseduti.
  3. Crearsi una pensione adeguata per poter invecchiare con serenità (almeno patrimoniale).
  4. Liberare patrimonio disponibile.
  5. Permettersi delle spese eccezionali, pur restando coerenti con il piano stabilito.
  6. Ripararsi dalle (dannose) pressioni commerciali del sistema, essere autonomi e consapevoli nelle scelte, eliminandone i fattori emotivi, acquisire potere contrattuale con gli intermediari.
  7. Diminuire i costi (per aumentare i risultati), difendersi dall’inflazione e dalla pressione fiscale.
  8. Proteggere il patrimonio, prevedere e gestire gli imprevisti, ma soprattutto i rischi.
  9. Gestire in modo ottimale le entrate e la scorta di liquidità, ma soprattutto le uscite, adottare un piano che permetta di raggiungere gli obiettivi prefissati.
  10. Confrontarsi con un unico interlocutore, essere costantemente informato sulla propria situazione, monitorare in modo centralizzato le varie posizioni.
Pianificazione finanziaria

Pianificazione finanziaria

Quanto pianificato deve essere verificato periodicamente per comprendere se ci si sta allontanando dai propri obiettivi.

E’ senza dubbio utile farti affiancare da un esperto di pianificazione finanziaria fee-only. Ma quanti sono gli esperti del settore finanziario che, assistendo ed affiancando le famiglie italiane nelle loro scelte d’investimento, seguono questo modo di fare consulenza?

Spesso nella realtà operativa la pianificazione finanziaria è un mero sinonimo di asset allocation.

Dato un “profilo di rischio” ed un “orizzonte temporale” d’investimento, il consulente individua semplicemente la c.d. “torta ottimale”. In pratica ripartisce il “portafoglio finanziario”, assegnando un certo peso a ciascuna macro-classe (azioni, obbligazioni, liquidità) e minimizzando i rischi a parità di rendimento. Ne fanno poi cornice, a seconda delle circostanze, le varie modalità tecniche di allocazione come il buy&hold (compra e tieni), il ribilanciamento (constant mix) e la logica dei piani di accumulo (Pac).

Un processo di pianificazione si concretizza nell’individuazione degli obiettivi/bisogni e nella successiva capacità di realizzarli nel modo più efficiente possibile date le risorse disponibili.

Quindi non potrà esistere un unico profilo di rischio ed un unico orizzonte temporale d’investimento. Infatti il profilo di rischio cambia nel tempo e nello spazio, mentre di orizzonti temporali non ce ne sono tanti quanti gli obiettivi da realizzare.

Rispetto ad oggi, uno stesso investitore otto anni fa poteva non solo essere più propenso a rischiare, ma avere al contempo diverse strutture di rischio. Poteva magari non essere disposto a perdere sui risparmi dedicati alla Previdenza, essere moderato sulla maggior parte del suo patrimonio, ma essere disposto a giocarsi fino al 100% di una piccola somma di denaro nella speranza di ottenere forti guadagni.

Certamente è pretestuoso individuare il profilo di rischio mediante l’utilizzo di questionari, chiedendo ad esempio le scelte d’investimento passate.

Siamo così sicuri che chi ha investito in titoli estremamente speculativi mantenga tuttora un profilo di rischio elevato?

Ancor più audace è l’interpretazione che viene fatta in merito all’orizzonte temporale d’investimento. Più esso è lungo più si potrà pesare l’azionario, perché è opinione comune che nel lungo periodo le azioni rendano più dei titoli conservativi (obbligazioni, Titoli di Stato,…).

Obiettivi a 10, 20, 30 e 40 anni saranno dunque trattati allo stesso modo perché tutti concettualmente riconducibili al lungo periodo?

Usiamo la stessa struttura di asset allocation sia per la pensione che per acquistare casa o pianificare i risparmi per gli studi universitari futuri dei figli?!

Se la pianificazione finanziaria è il processo che va dall’individuazione delle necessità finanziarie alla realizzazione delle loro soluzioni,  l’investitore affiancato dal consulente finanziario indipendente diventerà finanziariamente autonomo. Pertanto sarà in grado di soddisfare i propri bisogni finanziari senza l’aiuto di altri soggetti.

La conseguenza di tutto questo percorso virtuoso è che saranno i bisogni finanziari a guidare le scelte di investimento e non la ricerca esclusiva del risultato in termini di performance.

Dall’ultime statistiche pubblicate da Plus 24, la pianificazione finanziaria sembra praticamente assente tra le abitudini degli italiani.

Nella gestione delle finanze personali, il 60% non segue una regola precisa, mentre la quasi totalità del restante 40% decide definendo in modo sequenziale un obiettivo di spesa alla volta. Solo un terzo degli

intervistati ha un piano finanziario e di questi poco meno del 40% ne monitora l’avanzamento in modo dettagliato, annotando le spese. Tra coloro che non pianificano, il 42% ritiene che sia inutile avere un

piano, o perché manca la capacità di risparmio o perché è sufficiente controllare le spese.

Per un’azienda, una famiglia, ma anche per la singola persona, è impensabile affrontare le sfide del futuro senza un’adeguata pianificazione di obiettivi, risorse e risparmi.

Non esiste un futuro sereno, senza un’adeguata programmazione finanziaria. 

Fabrizio Taccuso

 

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