Asset allocation, che cos’è e perchè è importante

Asset allocation è il processo di allocazione delle risorse finanziarie dell’investitore. E’ finalizzata alla ricerca della massima efficienza in termini di rapporto rischio-rendimento.

In pratica consiste nel ripartire le somme a disposizione tra le varie attività finanziarie. Le principali sono:

  1. Liquidità
  2. Obbligazioni
  3. Azioni
  4. Immobiliare
  5. Divise
  6. Materie prime
  7. Metalli preziosi
  8. Beni di lusso
Asset allocation

Asset allocation

Dopo aver fatto la pianificazione finanziaria basata sui tuoi bisogni ed obiettivi di vita, arriva la seconda fase che è appunto l’allocazione delle tue disponibilità finanziarie.

Il concetto di Asset Allocation è strettamente legato a quello di diversificazione. Infatti gli investimenti vengono suddivisi tra beni diversi, in relazione alle esigenze finanziarie e al grado di rischio che si vuole sopportare. Ciò serve a ridurre le oscillazioni  del proprio portafoglio (in gergo tecnico la volatilità).

Le diverse classi di attività non sono infatti perfettamente correlate. Si muovono cioè in modo diverso in tempi diversi e con ritmi diversi o addirittura in direzioni opposte. La diversificazione non dà la certezza matematica di non incorrere in perdite temporanee, lo abbiamo visto proprio nel mese di marzo. Ma è sicuramente una strategia da adottare nel tempo allo scopo di costruire un portafoglio finanziario che rispetta il tuo specifico profilo di rischio e rende minima la differenza tra le attese ed i risultati effettivi.

La scelta dell’Asset Allocation è una scelta strategica fondamentale nella costruzione di un portafoglio.

Influenza più di ogni altra decisione la variabilità del rendimento complessivo del Portafoglio. Come determinare il mix di attività sulle quali andare ad investire è una questione strettamente personale e dipende sostanzialmente da due fattori:

  • orizzonte temporale;
  • propensione al rischio.

Per orizzonte temporale s’intende il numero di  anni in cui il risparmiatore è disposto ad investire per raggiungere i suoi obiettivi finanziari  (es. acquisto dell’auto, della prima casa, oppure l’integrazione della pensione). Un investitore con un orizzonte temporale più lungo può assumere un livello di rischio maggiore, al contrario di chi invece  ha un orizzonte più breve.

La propensione al rischio è la capacità di sopportare eventuali perdite, di perdere parte o tutto il proprio investimento iniziale, in cambio di un maggiore rendimento. Un investitore aggressivo, o con una tolleranza al rischio elevato, è disposto a correre maggiori rischi di perdere denaro, al fine di ottenere risultati migliori. Un investitore prudente, o con una tolleranza al rischio bassa, tende a favorire gli investimenti che preservano il proprio investimento iniziale.

Tutti gli investimenti comportano un certo grado di rischio, per cui è fondamentale considerare un rapporto rischio/rendimento adeguato alle tue esigenze ed ai tuoi obiettivi. In finanza si usa dire che “non esistono pasti gratis”; ciò significa che, alla possibilità di una maggior remunerazione, è necessariamente legata una maggiore incertezza.

Non puoi aspettarti  alti rendimenti senza correre rischi, né pretendere sicurezza senza ottenere bassi rendimenti.

L’asset class più sicura è la liquidità. E’ costituita da contante, conti correnti bancari, depositi postali, certificati di deposito, Bot. Tali investimenti sono quelli più sicuri, ma offrono rendimenti molto bassi, soprattutto in relazione al tasso d’inflazione. L’investimento in strumenti di liquidità comporta in genere una perdita del potere d’acquisto in termini reali. Per questo motivo dovrebbe costituire per lo più un parcheggio temporaneo dei propri capitali per le spese correnti.

Se vuoi ottenere un rendimento maggiore, puoi orientarti verso le obbligazioni. Sono emesse da singoli stati, da enti sovranazionali (Bei, Birs), oppure da singole aziende. Le emissioni obbligazionarie vengono classificate in base ad un merito creditizio (rating). Ad un rating più basso, corrisponde maggior rischio e di conseguenza vengono remunerate da un maggior rendimento. E’ il caso dell’obbligazioni ad “alto rendimento” dette anche high yield. Pagano cedole maggiori ma sono molto più volatili e rischiose (vedi Argentina, Cirio e Parmalat).

In ogni portafoglio, seppur in quote diverse, è bene inserire anche una quota azionaria. Le azioni, pur essendo l’asset class più rischiosa, sono storicamente quelle che, nonostante notevoli oscillazioni di prezzo, hanno dato il maggior rendimento. Il modo migliore per investire sul mercato azionario è attraverso strumenti a basso costo come gli Etf. Consentono infatti un’ampia diversificazione, replicando esattamente la performance del mercato su cui investi e nel complesso sono i prodotti più efficienti.

In Borsa occorre investire i soldi di cui non hai assoluta necessità per almeno qualche anno.

Detto questo va valutata la propria propensione al rischio: se una perdita del 20%  (cosa che succede molto di frequente) fa perdere il sonno, le azioni non vanno inserite in portafoglio. Oppure puoi farlo con una quota molta modesta e per quella parte di patrimonio che puoi lasciare per un tempo sufficientemente lungo affinché la sua volatilità nel tempo non si sia ridotta a livelli di sicurezza.

Contrariamente a ciò che puoi pensare, la performance di un portafoglio nel tempo non è determinata dallo stock picking o dal market timing, ma dall’Asset Allocation strategica. Non è quindi data dalla capacità di scegliere i titoli giusti (stock picking), o entrare ed uscire dal mercato nel momento opportuno (market timing) a fare la differenza.

Numerosi studi effettuati anche da premi Nobel hanno infatti dimostrato che più del 90% della performance di un portafoglio dipende da come le attività sono ripartite nel lungo periodo. Questo non significa che il portafoglio debba essere immobilizzato per anni. Anzi è opportuno fare ribilanciamenti periodici, ma senza “snaturare” la composizione originaria del Portafoglio.

Si può affermare con assoluta certezza che non esiste un’Asset Allocation di portafoglio “ideale”, valida per tutti gli investitori. Si tratta di trovare il “mix” più adatto, al tuo profilo di rischio ed ai tuoi obiettivi.

Vince chi sceglie la strategia maggiormente ‘ego-compatibile’! Inutile scegliere una strategia aggressiva per quanto performante, se poi alla prima forte perdita entri in crisi e sei disposto ad abbandonare.

In conclusione, un consiglio: la peggiore strategia è quella di non avere una strategia, cambiando continuamente opinione e facendoti portare a spasso dal mercato e dall’emotività.

Se non riesci a gestire da solo questi aspetti, forse è il caso di farti affiancare da un bravo consulente finanziario indipendente…

Fabrizio Taccuso

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