La tavola dei sette comandamenti di Paolo Legrenzi. Consigli per i risparmiatori

Sette comandamenti o meglio sette suggerimenti da tenere sempre a mente. Valgono per investitori, risparmiatori e anche per i consulenti.

Sette Comandamenti - Paolo Legrenzi

Sette Comandamenti – Paolo Legrenzi

Nell’articolo di oggi ho deciso di riportare i consigli di Paolo Legrenzi, professore emerito all’Università Ca Foscari, uno dei massimi esperti internazionali di psicologia cognitiva e finanza comportamentale. Tali consigli sono stati pubblicati da Leopoldo Gasbarro.

Primo suggerimento. Circa novemila miliardi di risparmi degli italiani sono per più del 90% investiti in Italia e in euro. E’ bene espandersi sui mercati che meno risentiranno della crisi manifatturiera e commerciale in quanto immateriali. Si tratta di operare un’espansione geografica, avere quindi una maggiore diversificazione, alzando la quota in dollari Usa ad esempio. Il dollaro è considerato un rifugio nei momenti di crisi e la maggior parte dei risparmi degli italiani è purtroppo in euro o in beni come gli immobili che hanno un mercato in euro. Le conseguenze economiche del virus dureranno molto di più del contagio biologico. Dietro al contagio biologico corre più veloce il contagio psicologico e, più grande ancora, segue il contagio economico, con le conseguenze sui mercati.

Il consiglio è di allargare la finestra temporale con cui si esaminano i rendimenti degli investimenti. Non mensile, non annuale, ma pluri-annuale.

Secondo suggerimento: la paura sia di perdite in conto capitale sia di imprevisti hanno in modo sinergico indotto i risparmiatori italiani a tenere più di 1.500 miliardi di liquidità e altri 500 miliardi circa di euro investiti a breve. Tali investimenti non riescono a compensare neppure l’inflazione. Questa è la grande occasione per espandersi nello spazio, e nel tempo, passando su investimenti più profittevoli in tempi medio-lunghi rispetto alla liquidità e agli investimenti a breve termine. Infine, se possibile, disinvestendo dagli immobili che non sono di servizio alla famiglia (quelli cioè o pensati per i figli o utilizzati in funzione di rendimenti generati da forme considerate di “risparmio sicuro” quale è da sempre, per gli italiani, il mattone). Anche nel caso dello scenario più negativo del dopo-virus, che è improbabile si verifichi, l’andamento dell’indice S&P500 su un arco decennale è stato più che soddisfacente.

E’ opportuno che gli investitori escano dal circuito che va dalle paure individuali al panico determinato dal contagio delle paure.

Terzo suggerimento: i modi con cui l’Italia ha affrontato per necessità (pochi posti letto) e debolezza tecnologica potrebbe determinare una lunga scia di riduzione di ricchezza in futuro. Questa deve indurre a riflettere sulle modalità del passaggio generazionale perché le prossime generazioni saranno meno capaci di accantonare ricchezza. Questa consapevolezza deve indurre ad accelerare le ristrutturazioni dei portafogli nei modi sopra indicati. Le tasse su investimenti e passaggi generazionali risentiranno della necessità dell’Italia di ottenere concessioni per fare altro debito da parte di paesi (in primis quelli del Nord-Europa) dove queste fiscalità sono più pesanti che in Italia.

Attenzione: le varie forme di tasse e balzelli in Italia non potranno che aumentare.

Quarto suggerimento: va abbassato il livello generale delle paure verso il futuro, alzatosi a seguito del contagio delle paure da virus. L’alto livello delle paure è una forma di autolesionismo e un regalo fatto a chi si avvantaggia del premio al rischio sulle azioni avendo fatto un’espansione dello spazio e del tempo. In molti ambiti, da quello delle previsioni del tempo a quello della previsione dei risultati sportivi, per prevedere il futuro sulla base del passato, è più facile fare previsioni accurate a breve termine che non previsioni a lungo termine.

Per quanto concerne i mercati azionari e gli altri mercati finanziari, si verifica invece proprio il contrario. Il premio al rischio, che premia le azioni considerate dai più rischiose rispetto agli altri investimenti, manifesta inevitabilmente i suoi effetti benefici ma solo sui tempi lunghi. I mercati anticipano sempre la ripresa di alcuni mesi, appena si hanno segnali latenti della fine della crisi (effetto molla).

Quindi le previsioni sono più incerte sui tempi brevi che non su quelli lunghi, per cui dobbiamo espandere la finestra temporale affinché il Tempo faccia emergere la verità.

Quinto suggerimento: Gli italiani sono imbottiti di liquidità per tre motivi principali:

  • sono molto avversi al rischio;
  • non capiscono che le previsioni sui tempi lunghi sono più sicure ed affidabili;
  • temono eventi improvvisi e negativi e tengono molti risparmi liquidi invece di assicurarsi.

Questi tre assunti vanno smontati con la fiducia, riattivando il circuito della speranza, spiegando come funzionano le previsioni e il ricorso alle assicurazioni per difendersi dai timori e dai principali pericoli (capitale umano, salute dei cari, casa e altri beni vulnerabili). Lo storno sui mercati, soprattutto quelli immateriali è una grande occasione perché questi titoli si riprenderanno come una molla compressa. Il premio al rischio è una variabile soggettiva e non oggettiva e oscilla tra pessimismo e ottimismo.

L’indice S&P500 ed il Nasdaq funzionano come molle che si comprimono e si espandono, non crescono in modo lineare.

Sesto suggerimento: E’ l’occasione per ristrutturare tutto l’assetto dei risparmi. Forse anche la parte congelata in immobili, di cui le nuove generazioni avranno meno bisogno delle precedenti, molto sensibili alla conquista della prima casa di proprietà. I rendimenti delle abitazioni resteranno bassi a lungo per:

  • povertà diffusa;
  • tasse alte o percepite come tali;
  • pochi figli;
  • emigrazione degli elementi più brillanti all’estero date le migliori condizioni di lavoro.

La ristrutturazione deve avvenire secondo le linee sopra indicate. Il Tempo svela la verità: non solo gli immobili italiani non sono saliti dal 1995 al 2015 ma il dopo-virus accentuerà questa tendenza negativa che dura da più di un quarto di secolo. Le cose vanno in modo diverso nelle economie più floride, dove però le borse vanno ancora meglio, almeno in media.

Tempi eccezionali richiedono interventi eccezionali: la grande liquidità in euro è un’occasione forse irripetibile.

Settimo suggerimento: procedere gradatamente con i prime sei suggerimenti per non creare ansie, dubbi e perplessità, ma procedere non troppo lentamente. Chi prima lo farà si avvantaggerà della lentezza altrui. Nel confronto con il reddito fisso, il dopo virus probabilmente accentuerà questa tendenza a lungo termine. In rapporto ai rendimenti dei governativi a 30 anni USA, l’S&P è sempre più economico.

Con l’eccezione del 2001, i mercati sono scattati come una molla appena si sono avuti i primi segnali della fine della crisi. Accadrà anche questa volta?

Conclusioni: uscire dal circuito della Prudenza e Imprevidenza. Congiungere Prudenza e Imprevidenza sembra un ossimoro. Eppure nel campo degli investimenti una prudenza male intesa, che ha portato a grandi liquidità e a investimenti con reddito fisso a breve termine,  oltre a una quota congelata in immobili con bassi rendimenti, si è tradotta in imprevidenza. Questo vale per la maggioranza dei singoli risparmiatori ma, purtroppo, anche per il Paese nel suo complesso.

Un’ultima considerazione che mi sento di aggiungere. Non è il tempo dell’improvvisazione, del seguire le mode del momento o i consigli di imbonitori o dell’amico che si spaccia per esperto. Chi svolge il mio lavoro ha il dovere di educare gli investitori ad avere un metodo, una strategia, a fare pianificazione finanziaria per bisogni ed obiettivi di vita.

Fabrizio Taccuso

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