Schema Ponzi, 7 regole da seguire per evitare le truffe finanziarie

Lo Schema Ponzi è una collaudata strategia di truffa finanziaria che utilizza il cosiddetto “schema piramidale”, una sorta di catena di San’Antonio.

Lo schema Ponzi prende il nome dal suo ideatore, Charles Ponzi che, all’inizio del Novecento negli Stati Uniti, inventò questa attività truffaldina con la quale chi entra per primo ottiene elevati ritorni economici a spese dei successivi investitori. In pratica chi entra dopo apporta il denaro che serve a pagare gli interessi di chi è entrato prima. Ecco perché viene definita catena di Sant’Antonio. Il “giochino” funziona sino a quando si riesce ad attrarre nuovi aderenti che apportano nuovi capitali. Quando, non entra più nuovo denaro il circuito si blocca, manifestando la sua natura di truffa.

Nonostante sia passato più di un secolo, questo tipo di truffa si perpetua periodicamente in tutti gli angoli del mondo, coinvolgendo anche Vip dello spettacolo e dello sport.

Negli ultimi giorni ha destato molto scalpore la vicenda di Antonio Conte, allenatore dell’Inter, ed ex della Nazionale e della Juventus. Avrebbe investito 30 milioni di euro alla Kidman Asset Management, una società inglese neocostituita che, oltre a non avere storia, non aveva un bilancio e nemmeno capitali. Infatti la società è composta da una sola azione del valore di 1 Sterlina, intestata ad un ex promotore finanziario italiano, tale Massimo Bochicchio.

Con quale criterio Antonio Conte ha deciso di investire una somma così alta? Conoscendo la sua proverbiale grinta e determinazione, la scelta appare quanto meno strana!

In passato il caso più eclatante di applicazione dello “Schema Ponzi” è quello messo in atto dall’ex presidente del Nasdaq Bernard Madoff. Fu accusato di una truffa da 50-65 miliardi di dollari perpetrata ai danni di divi del cinema e dello spettacolo, imprenditori, sportivi e persino primari banchieri di livello mondiale.
Schema Ponzi - Il caso Madoff

Schema Ponzi – Il caso Madoff

Anche in Italia possiamo ricordare parecchie vicende legate a truffe. Tra le più note ricordiamo:

  • il marmo nero del Perù nella quale caddero centinaia di persone tra cui Roberto Baggio, Billy Costacurta.
  • la truffa dei Parioli che coinvolse oltre 700 malcapitati frequentatori del prestigioso circolo Aniene, tra cui i fratelli Vanzina, il cantante Massimo Ranieri, calciatori e personaggi dello spettacolo.
  • la maxi truffa dei diamanti venduti a prezzi gonfiati da Intermarket Diamond Business e Diamond Private Investment con la complicità di Bpm, Monte dei Paschi, UniCredit, Intesa SanPaolo e Banca Aletti. Ha colpito migliaia di comuni cittadini e personaggi dello spettacolo di spicco come Vasco Rossi.

L’avvento di internet e lo sviluppo di sofisticate tecnologie ha ulteriormente facilitato comportamenti fraudolenti. Negli ultimi anni si è verificato un vero e proprio boom di truffe legate al forex, al trading on line e ultimamente anche ai business legati alle criptovalute, in particolare il bitcoin. In questi casi falsi broker contattano telefonicamente i malcapitati proponendo investimenti su piattaforme estere fraudolente e non autorizzate. In questi casi le vittime vengono invogliate con rassicurazioni e la promessa di grossi profitti, ricevendo falsi bonus per essere incentivati a versare altro denaro.

Attenzione però, perché se sei caduto in qualche truffa non è solo colpa del ladro. In parte è anche colpa tua perché sicuramente ti sei fatto ingolosire da guadagni facili o altre promesse mirabolanti.

Le principali caratteristiche dello schema Ponzi sono:

  • la prospettata possibilità di realizzare ingenti guadagni in poco tempo e con poco rischio;
  • una documentazione fumosa, parzialmente coperta da segreto o caratterizzata da investimenti speculativi genericamente qualificati come di “alta finanza”;
  • partecipanti non competenti in materia finanziaria che hanno riposto una grande fiducia personale nell’organizzatore del sistema;
  • un’attività di investimento legata ad un solo promotore o azienda o prodotto
  • invito a leggere le numerose recensioni ‘pilotate’ e rilasciate online da altri investitori soddisfatti dei servizi offerti e talvolta da personaggi famosi;
  • pressione (anche dal punto di vista psicologico con telefonate insistenti) affinché l’affare si concluda al più presto;
  • elevatissima rischiosità che cresce con l’aumentare dei partecipanti e non viene, però, normalmente percepita da chi ha aderito allo schema. La remunerazione regolarmente ricevuta nei primi tempi induce, infatti, a pensare che la partecipazione allo schema sia una seria e solida opportunità di investimento.

Come evitare uno Schema Ponzi? Ho individuato 7 regole che ti aiuteranno ad evitare truffe.

  1. Migliora la tua educazione finanziaria. E’ importante investire su te stesso e sulle tue conoscenze, in modo da diventare consapevole delle scelte che fai. Se non capisci qualcosa perché è troppo complicato, lascia stare e non fare nulla!
  2. Scegli tra sicurezza e rendimento. Qualsiasi investimento presenta un minimo di rischio. Se con i rendimenti prossimi allo zero ti prospettano rendimenti del 5% al mese, è evidente che c’è un rischio alto! Maggior rendimento = maggior rischio = minore sicurezza!
  3. Non esistono soldi facili! Spesso ti sbandierano lo slogan della libertà finanziaria; evita qualsiasi strumento o investimento che ti promette arricchimento rapido finanziaria con pochi spiccioli.
  4. Mai dare soldi da investire in contanti a nessuno. Gli investimenti devono essere sempre fatti con mezzi tracciabili o con regolare bonifico a tuo nome su piattaforme serie e regolamentate.
  5. Se ti pagano per “portare dentro” amici, scappa. Quasi sicuramente ti trovi di fronte ad uno Schema Ponzi.
  6. Prendi tutto il tempo che serve per decidere. Non devi fare nulla sotto pressione, neanche in banca!
  7. Chiedi sempre informazioni scritte dei prodotti o servizi che ti offrono. E, ovviamente, chiedi sempre informazioni sull’intermediario che ti propone l’investimento. Fai sempre ricerche e cerca di capire quali sono le autorità e gli organismi di controllo che vigilano sulla società che ti ha contattato. 

Tornando alla vicenda di Antonio Conte, va detto che Massimo Bochicchio, il presunto truffatore, non risulta iscritto da anni in nessun Albo. In Italia esiste un regolare Albo, tenuto dall’Organismo di Vigilanza (Ocf) in cui sono iscritti i consulenti finanziari che esercitano regolarmente l’attività.

Se poi decidi di farti seguire da un consulente finanziario indipendente, in quel caso sei ancora più tranquillo perché ti consiglia le migliori soluzioni per te senza farti cambiare banca…

Fabrizio Taccuso

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