Bper Banca, inizia oggi l’aumento di capitale a pagamento

Bper Banca, parte oggi l’aumento di capitale da 802 milioni di euro che si concluderà venerdì 28 Ottobre.

Con l’acquisizione dei 532 sportelli Ubi, derivanti dall’accordo con Intesa San Paolo, Bper diventerà il terzo gruppo creditizio italiano.

Bper Banca dopo l'acquisizione degli sportelli UBI

Bper Banca dopo l’acquisizione degli sportelli UBI

Che cosa significa concretamente l’aumento di capitale di Bper Banca e quali sono i dettagli di questa operazione?

Se sei azionista di Bper devi decidere se mettere mano al portafoglio e sottoscrivere l’aumento di capitale o non aderire e vendere i diritti. Ma partiamo dall’inizio: da questa mattina, se sei azionista di Bper Banca, vedrai caricati sul tuo dossier titoli un numero di diritti pari alle azioni possedute. Quindi se hai 1.000 azioni ti troverai con 1.000 diritti.

L’aumento di capitale prevede l’emissione di 8 nuove azioni ogni 5 diritti posseduti al prezzo di sottoscrizione di 0,90 euro per ciascuna nuova azione. 

A questo punto puoi scegliere tra le seguenti ipotesi:

  1. sottoscrivere l’aumento di capitale. Hai fiducia nella banca e nel suo management; hai avuto soddisfazione dall’investimento fatto finora (dubito fortemente), oppure pensi che questa operazione abbia una valenza strategica tale da consentire a Bper Banca di crescere nel tempo aumentando anche il valore delle azioni. In questo caso aderisci e se alla data di venerdì 2 Ottobre avevi in portafoglio 1.000 Azioni, il calcolo sarà il seguente:   (1.000:5) x 8 x 0,90 = 1.440 euro di esborso.
  2. non aderisci all’aumento di capitale, mantieni le azioni e vendi i diritti. In questo caso è meglio vendere i diritti nei primissimi giorni, in quanto, normalmente, il loro valore tende a crollare durante il periodo di aumento di capitale. Nel momento in cui stiamo scrivendo l’articolo il valore del diritto sta scendendo del 40% a 0,3557 euro.
  3. vendere le azioni e vendere i diritti. Se non l’hai fatto a Febbraio quando è stata annunciata l’operazione ti sconsiglio di farlo ora, dal momento che il titolo da quel momento è crollato.
  4. mantenere i diritti, vendere le azioni e dal ricavato della vendita comprare i diritti. E’ un’operazione particolare da addetti ai lavori che richiede un monitoraggio continuo da oggi alla fine dell’aumento di capitale. Se non hai molto tempo te la sconsiglio.

Nel frattempo, per tua opportuna informazione, ti allego il grafico dell’andamento in Borsa di BPER dal 2006 ad oggi.

Bper Banca - Grafico Storico

Bper Banca – Grafico Storico

In merito all’acquisto degli sportelli UBI il ceo di Bper Banca Alessandro Vandelli ha dichiarato al Corriere Economia:

A differenza di altre operazioni di aumento di capitale, questa non è pensata per coprire falle o buchi a bilancio che si sono venuti a creare nelle gestioni precedenti: questo è un aumento di capitale che finanzia la crescita. E per Bper sarà una crescita importante.  Alessandro Vandelli

Tutto ciò sarà sicuramente vero, ma se pensiamo alle vicissitudini del mondo bancario dalla crisi dei mutui subprime ad oggi non possiamo che nutrire forti perplessità anche alla luce dell’attuale Pandemia. Fa molto pensare l’articolo di Alessandro Penati sul quotidiano Domani di cui riporto alcuni passaggi:

La crisi è strutturale, non ciclica; la pandemia l’ha solo resa più evidente. Lo indica il rapporto tra il valore di mercato e il patrimonio netto contabile delle banche. Questo rapporto per l’indice delle banche dell’Eurozona ha toccato il suo massimo a 2,13 a inizio 2007, per poi precipitare a 0,43 nel febbraio 2009. Da allora non è più risalito stabilmente sopra l’unità, oscillando intorno a una media di 0,60, segno che le banche non sono state più in grado di garantire una redditività prospettica sufficiente a compensare gli azionisti per il rischio.

Lo dimostra l’andamento dei titoli bancari in borsa: chi avesse investito 100 euro nell’indice delle borse dell’Eurozona (EuroStoxx) a metà 2007, alla vigilia della grande crisi globale, oggi ne avrebbe persi 19 (trascurando i dividendi); ma ne avrebbe persi ben 83 se li avesse investiti nell’indice delle banche”.

Mi sento di condividere soprattutto questo ulteriore passaggio:

Banchieri, governi e regolatore europeo condividono la responsabilità della crisi irrisolta del sistema bancario. I banchieri non si sono accorti in tempo che l’avvento di internet avrebbe reso obsolete le reti fisiche di sportelli che ancora oggi costituiscono il cardine dell’organizzazione di una banca tradizionale”.

Il mondo è cambiato molto velocemente. Ha favorito alcuni settori (megatrend) che stanno cambiando le nostre abitudini ed il nostro stile di vita. E ha sfavorito altri settori che ormai hanno fatto il loro tempo…

Fabrizio Taccuso

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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