Come fare Previdenza Complementare e vivere serenamente la vecchiaia

Fare previdenza complementare significa accantonare una parte dei tuoi risparmi durante la vita lavorativa per ottenere una pensione che integra quella corrisposta dalla Previdenza obbligatoria.

Fare previdenza complementare ormai è diventata una necessità perché sarà uno dei problemi principali a cui ogni italiano dovrà far fronte. Il sistema previdenziale pubblico é caratterizzato da un forte squilibrio tra entrate ed uscite per diversi motivi:

  • calo delle nascite;
  • significativo invecchiamento della popolazione;
  • aumento dell’aspettativa di vita.

Il primo pilastro, ossia il sistema pensionistico obbligatorio, ormai può fornire solo una tutela di base che non é più sufficiente ad assicurare lo stesso tenore di vita di quando si lavora. Ecco dunque la necessità del secondo pilastro, ossia della Previdenza Complementare che è basata sul sistema di finanziamento a capitalizzazione. Per ogni iscritto viene creato un conto individuale nel quale affluiscono i versamenti che vengono poi investiti nel mercato finanziario da gestori specializzati.

Qualche tempo fa sono stato intervistato sul magazine online We Wealth in merito a questa materia sempre più sentita.

Come fare Previdenza Complementare

Come fare Previdenza Complementare

Negli ultimi vent’anni è più che raddoppiato l’indicatore che misura la preoccupazione di non riuscire ad affrontare serenamente la vecchiaia.

Ciò ha contraddetto una delle conquiste del XX secolo, ossia la prospettiva di una terza età nella quale fosse possibile mantenere il tenore di vita dell’età attiva. Nonostante questo la maggior parte degli italiani ha ancora un atteggiamento piuttosto passivo. Pigrizia, scarsa educazione finanziaria e forse anche un po’ di scetticismo fanno sì che si faccia troppo poco per porre in essere soluzioni concrete.

Dall’ultima relazione di Covip , l’autorità che ha il compito di vigilare sul buon funzionamento del sistema dei Fondi Pensione, emerge che l’attivazione dei cittadini a dotarsi di forme complementari di previdenza è piuttosto bassa. Degli aventi diritto e possibilità, al giugno 2018, risultavano iscritti solo 7.500.000 di aderenti su un totale forze lavoro di circa 26.000.000.

Motivo per cui è fondamentale il ruolo del Consulente Patrimoniale che deve farsi parte attiva per sensibilizzare clienti e conoscenti riguardo questo tema strategico. Nella mia esperienza quotidiana affronto sempre il tema Previdenza perchè riguarda una corretta pianificazione finanziaria. dell’individuo e della famiglia. Se il cliente viene stimolato ed adeguatamente informato, con esempi chiari e concreti, quasi sempre capisce l’importanza di attivare una posizione previdenziale per sé e per i propri familiari.

In sostanza le leve da utilizzare sono sostanzialmente due: 

  • una maggiore sensibilizzazione da parte dei professionisti del settore;
  • maggiori incentivi fiscali da parte dello Stato.

Il Fondo Pensione Aperto è senza dubbio lo strumento più efficiente per la Pensione Integrativa.

Anima ha predisposto un decalogo che voglio condividere con te.

  1. Comincia da subito, il momento è adesso. Anche piccoli versamenti, se fatti appena possibile, possono nel lungo periodo contribuire a raggiungere un capitale adeguato rispetto alle esigenze previdenziali.
  2. Parti dalla fine. Che capitale ti servirà, una volta in pensione? E’ una domanda difficile, a cui però oggi è possibile dare risposta grazie a dei simulatori online. Non puoi prevedere il futuro, ma è importante definire la rotta.
  3. Osa di più, il tempo è dalla tua parte. Se sei lontano dalla pensione scegli linee a maggior contenuto azionario. In un orizzonte di lungo periodo daranno o una maggior crescita.

  4. Guadagna tempo. L’adesione ad un Fondo Pensione Aperto fa partire da subito gli anni della Previdenza Complementare. Ciò è utile per eventuali richieste di anticipazione o per abbassare l’aliquota di tassazione in sede di liquidazione della prestazione.
  5. Massimizza il beneficio fiscale. Investi in un Fondo Pensione, puoi ottenere importanti vantaggi fiscali. Puoi avere una deducibilità sui contributi versati sino a 5.164 Euro l’anno.
  6. Monitora e ribilancia. L’investimento non va perso di vista, valuta con il tuo consulente (naturalmente indipendente ndr) la possibilità di effettuare passaggi a comparti meno rischiosi man mano che si avvicina il momento della prestazione pensionistica.
  7. Risparmia in logica Pac, piano di accumulo. E’ una scelta oculata impostare un piano di versamenti ricorrenti in ottica di medio e lungo termine. Riduce i rischi e massimizza i benefici fiscali.

  8. Considera tutte le “strade di uscita”. Recenti normative hanno aumentato la possibilità di poter disporre del capitale investito anche prima del pensionamento, attraverso la liquidazione del montante interamente in capitale.
  9. Aderisci da solo o in forma collettiva. L’adesione può avvenire in forma collettiva, quando lo prevede il tuo CCNL di riferimento, un accordo aziendale o l’associazione di categoria o ordine professionale, oppure in modo individuale.
  10. L’affidabilità fa la differenza. Scegli gestori professionali validi e con esperienza. Confronta i rendimenti ottenuti dai vari fondi su base pluriennale e non limitarti all’ultimo anno; informati sui costi.

Se hai ancora dubbi ti faccio due domande:

immagina che di colpo il tuo reddito si riduca del 40 o 50%,  a quante cose dovresti rinunciare rispetto ad oggi? 

Come ti sentiresti se, una volta in pensione, dovessi chiedere aiuto ai tuoi figli per mantenere il tuo tenore di vita?

Da consulente patrimoniale che ha a cuore il tuo futuro, ti invito ad agire per tempo. Contattami e ti aiuterò a trovare la migliore soluzione per Te.

Fabrizio Taccuso

 

 

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