Al via la quotazione dei Fondi Comuni in Borsa

da | Nov 21, 2014 | Educazione Finanziaria | 2 commenti

Dal primo di dicembre partirà la quotazione dei Fondi Comuni in Borsa.

Nella prima fase saranno ammessi, su richiesta, gli emittenti di OICR aperti conformi alla direttiva 2009/65/CE (Ucits). Sono quelli che individuano un “operatore incaricato” per la negoziazione giornaliera e che comunicheranno giornalmente a Borsa Italiana il valore della quota o azione (NAV).

Gli OICR aperti saranno negoziati in uno specifico segmento del mercato ETF plus, denominato segmento OICR aperti. In una prima fase il numero di fondi comuni quotati sarà limitato. A regime, però, quando saranno quotati gran parte degli OICR esistenti ci saranno indubbi vantaggi per gli investitori.

Quotazione dei fondi comuni in Borsa

Quotazione dei fondi comuni in Borsa

Innanzitutto la quotazione dei fondi comuni avrà un notevole impatto sulla crescita e sulla trasparenza del mercato, paragonabile al lancio degli ETF.  I vantaggi saranno soprattutto per gli investitori. A regime, quando in Borsa saranno quotati gran parte degli OICR esistenti, potranno accedere a prodotti significativamente meno onerosi. Infatti verranno “quotate” le classi istituzionali con costi di gestione notevolmente più bassi rispetto alle attuali classi retail in distribuzione.

Sarà possibile dunque accedere all’intero mercato dei Fondi senza dover cambiare intermediario e quindi direttamente presso la propria banca.

Fino ad ora infatti la gestione degli accordi commerciali con le case prodotto è stata in mano alle reti di promotori e alle banche. In pratica, ad oggi, un investitore può comprare soltanto i fondi che sono resi disponibili dalla sua banca o dal suo promotore. Ci sarà sicuramente una sana e maggiore competizione tra le case di gestione, con prodotti più facilmente confrontabili.  Quindi più scelta disponibile per i risparmiatori  che richiederanno ai loro intermediari un’offerta non più limitata solo ai prodotti della casa.

Verranno sicuramente ridotti i conflitti di interesse nei confronti dei risparmiatori, con maggiore trasparenza relativamente alle commissioni. Verrà esplicitata la ripartizione delle stesse tra gestore (casa prodotto) e distributore ossia banca e rete di promotori. La sana competizione tra le case di gestione, con prodotti più facilmente confrontabili, porterà benefici a tutti. 

In questo scenario la figura del consulente finanziario indipendente acquisirà certamente ancora più rilievo.

Noi di Consulenza Vincente siamo fermamente convinti che questa importante innovazione valorizzerà ancora di più la nostra figura professionale. In pratica diventerà l’interlocutore di riferimento nella scelta dei prodotti in cui investire.  

Fabrizio Taccuso

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