Azioni cinesi: rischio o opportunità

da | Ago 26, 2021 | Attualità e Mercati | 0 commenti

Le azioni cinesi sono crollate negli ultimi quattro mesi a causa dei provvedimenti del Governo.

Le azioni cinesi acquistabili anche al Nyse attraverso gli Adr, sono entrate nei portafogli di molti investitori. 

Settori come la tecnologica e l’istruzione, una volta considerati settori chiave per mettersi al passo con l’Occidente, sembrano diventati da alcuni mesi una minaccia per il Partito Comunista Cinese. Ciò ha spinto Xi Jinping, il leader più potente della Cina da almeno due decenni, a riscrivere le regole della seconda economia mondiale.

La Cina, quindi, dopo aver intrapreso per lunghi anni la strada del capitalismo moderno, sembra abbandonare questo credo, perché gli interessi di partito hanno la precedenza su tutto (come spesso accade nei regimi totalitari). In pratica tutto ciò che può rappresentare una minaccia alla vita del regime viene di fatto soppresso e messo sotto l’ala di controllo del Governo.

Pechino ha represso il settore privato cinese, emettendo multe e avviando inchieste che hanno l’obiettivo di costringere società come Alibaba, Didi Global e il proprietario di TikTok ByteDance Ltd., a sottomettersi all’autorità politica. Le società, che detenevano ingenti capitali e dati sugli utenti, erano diventate ormai troppo grandi affinché il governo potesse controllarle.

Il cambiamento di atteggiamento delle autorità cinesi non è casuale, ma frutto di un acutizzarsi di tensioni con gli Usa.

Nel corso degli ultimi anni sono progressivamente cresciute, dopo che l’amministrazione Trump ha intrapreso una guerra commerciale vanificando una convergenza di rapporti commerciali iniziata trent’anni prima.

Lo stesso Biden, già nella sua campagna elettorale, si è tenuto ben alla larga dal riaprire alla Cina perché l’opinione pubblica americana avrebbe, con molta probabilità, provocato la sua sconfitta. La nuova amministrazione addirittura si è rivelata ancora più determinata nel perseguire la lotta alla Cina, sia da un punto di vista finanziario che politico.

Oggi il livello di tensioni ha raggiunto il picco, dopo che le forze militari Usa hanno abbandonato in fretta e furia l’Afghanistan. In questo modo la loro credibilità sulla scena internazionale ha subito un duro colpo, mentre Paesi come la Cina sembrano aver ripreso vigore e consapevolezza, dal momento che avranno sempre più peso in detta area, soprattutto in chiave anti India.

Per non parlare della questione Taiwan che, solo grazie all’appoggio incondizionato degli Stati Uniti, non è stata ancora invasa dalla Cina. Proprio questo dibattito, dopo la ritirata dall’Afghanistan sembra ritornato d’attualità, vista la sensibilità del Partito Cinese riguardo al tema tecnologico.

Da un punto di vista finanziario le azioni cinesi non erano più attraenti da tempo.

Tutto ciò nonostante le previsioni di inizio anno degli investitori istituzionali fossero molto positive.

I motivi di tale diffidenza andavano ricercati:

  • nella struttura politica:
  • scarsa trasparenza dei dati;
  • forte impennata del debito pubblico e privato.

Quest’ultimo è stato determinante per crescere dall’interno, sostituendo così il venir meno dei rapporti commerciali con l’Occidente, in primis gli Usa.

Le stesse autorità cinesi, monetarie e non, fin dallo scorso Aprile avevano denunciato un problema finanziario, su cui concentrare la massima attenzione. Generalmente in economia, non si guarda alla mole dei debiti, quanto alla velocità con cui vengono raggiunti. Storicamente, infatti, una crescita veloce dei debiti porta inevitabilmente a delle contrazioni in termini di crescita, che fanno parte di un consolidamento fisiologico.

Andamento indice azionario e cambio dollaro vs yuan

Andamento indice azionario e cambio dollaro vs yuan

 

A un crollo dell’indice delle prime 50 azioni cinesi, non ha corrisposto una svalutazione dello Yuan.

La moneta cinese si è mantenuta su livelli di forza nei confronti del dollaro durante tutto il periodo. Una crisi finanziaria incontrollata di solito, dovrebbe vedere una fuga indiscriminata di capitali, con svalutazione della moneta interessata, ma ciò non è avvenuto.

Ciò sembra stato possibile solo grazie ad un crollo controllato, che ha impedito fughe di capitali verso l’esterno. Del resto, monete quali il dollaro australiano, molto legate alla Cina, hanno subito una perdita del 10%. Chissà cosa sarebbe accaduto allo Yuan stesso in un’economia di mercato libero?

Controllo o non controllo della situazione finanziaria cinese, il dato di fatto è che il Paese sembra avere problemi non indifferenti sotto il profilo della stabilità interna.

Nella storia i regimi, chi prima e chi dopo, hanno finito tutti per soccombere. A maggior ragione, se ad un popolo di 1,3 miliardi di persone, fai annusare la libertà per poi reprimerla. Il risultato è che rischi di incoraggiarlo ancor più a perseguirla. Inoltre le intenzioni del Governo sono di aumentare la tassazione per le classi più ricche e questo potrebbe rivelarsi una scintilla non trascurabile.

Quindi, repressione economica là dove rappresenta una minaccia, cercando però di attenuare le conseguenze negative finanziarie con l’obiettivo di salvare il regime. Questo è il fine principale.

Se poi questo non basta si passerà alla seconda fase, ossia a quella della distrazione di massa (la prima forse già avvenuta grazie al Covid-19), magari con l’invasione di Taiwan in stile guerra delle Falkland.

Insomma da un punto di vista geopolitico, la tensione sembra solo all’inizio e con molta probabilità in futuro ne vedremo delle belle.

Detto Cinese: ciò che per il bruco è la fine del Mondo, il resto del Mondo la chiama farfalla.

Nonostante le preoccupazioni, sia in termini economici che politici, proprio in questi giorni BlackRock ha consigliato ai propri clienti un aumento delle posizioni sulle azioni cinesi. I motivi, tuttavia, sono da ricercare più in questioni tecniche che fondamentali. In sostanza non si considera più la Cina un mercato emergente. Pertanto il peso che merita dovrebbe essere tre volte rispetto a quello attuale. Secondo la casa di investimenti americana dovrebbe passare dal 4 a oltre il 10%.

Il fatto che Black Rock si muova in tal senso la dice lunga, sull’opportunità che si sta venendo a creare sul mercato cinese. Forse sta iniziando a scommettere su qualcosa ancora sconosciuto alla gran pare degli investitori?

Se da un lato BlackRock suggerisce di aumentare, l’atteggiamento di altri grandi investitori rimane molto cauto, se non addirittura fortemente negativo. Bank of America suggerisce ancora posizioni al ribasso, mentre Soft Bank si è chiamata letteralmente fuori da tale mercato fino a che la situazione non si sarà stabilizzata.

Osserviamo l’andamento dell’Etf FXC, quotato in Italia, che raggruppa le principali azioni cinesi.

Ad oggi la perdita da inizio anno ammonta al 12%, mentre le quotazioni si stanno muovendo al di sotto dei supporti di 96/98. Il supporto principale successivo è situato a quota 85 con intermedio a 91 euro. A livello di indicatori la Borsa cinese al momento è quella più debole del contesto internazionale, ragione per cui suggeriamo di impostare operazioni in ottica di accumulazione di lungo periodo. 

Un piano di accumulo (PAC) su un Etf azionario si può rivelare nel tempo la scelta vincente dal punto di vista strategico.

Si può procedere invece con acquisti in soluzione unica su significative correzioni degli indici.

A detta di molti esperti, le società che più sembrano immuni dal controllo statale sono da ricercare nel settore Biotech ed Healthcare. Altre società totalmente immuni sono quelle relative al settore della Cybersecurity. Questo potrebbe essere un modo intelligente per iniziare ad accumulare abbassando decisamente il rischio politico.

Confronto Dax vs Cina

Confronto Dax vs Cina

 

Altro aspetto da non trascurare, riferendoci alla situazione globale dei mercati, è la divergenza formatasi tra il Dax e l’indice cinese negli ultimi 4 mesi.

Da oltre 5 anni la correlazione tra i due indici è rimasta altissima, per diminuire fortemente da aprile 2021. Questo segnale potrebbe anticipare un ripiegamento dei mercati occidentali, rispettando così la dinamica storica.

Forse l’input di BlackRock parte proprio da queste origini. Del resto un aumento deciso dell’incidenza del mercato cinese, a parità di esposizione azionaria, equivale ad una diminuzione del peso dei mercati occidentali.

Ti invito a contattarmi per elaborare insieme la strategia di portafoglio più adatta a te. Come dico sempre ai miei clienti, è proprio nelle fasi di incertezza che si gettano le basi per i guadagni futuri…

Fabrizio Taccuso

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Investire in Cina - Azioni, il calo dai massimi

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